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Manifestazioni ed evoluzione

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La fibrosi cistica produce secrezioni dense che danneggiano particolarmente l'apparato respiratorio e quello digestivo. I sintomi più comuni sono tosse ricorrente, ripetute infezioni delle vie aeree, diarrea persistente e magrezza (o difficoltà di crescita nell'infanzia). Questi sintomi non sono specifici della fibrosi cistica, per questo spesso viene confusa con altre malattie. Vi sono grandi differenze da caso a caso nel livello di interessamento dei vari organi e nell'evoluzione della malattia e quindi nell'entità dei sintomi e nell'età della loro insorgenza, in dipendenza dal tipo di mutazioni del gene CFTR ma anche dall'effetto dei geni modificatori, nonché dallo stile di vita, dalla precocità o meno delle cure e dal grado di aderenza ad esse.

Apparato respiratorio

Bronchi e polmoni sono interessati da bronchiti e broncopolmoniti ricorrenti, sostenute da batteri particolari: Pseudomonas aeruginosa e Stafilococco aureo in particolare. L'infezione e l'infiammazione cronica dei polmoni determina un progressivo loro deterioramento, con declino graduale della funzionalità respiratoria fino all'insufficienza respiratoria (limitazione critica dell'assunzione di ossigeno e di eliminazione di anidride carbonica nel sangue). Anche la parte più alta dell'albero respiratorio, naso e seni paranasali, può manifestare sintomi: rinosinusite cronica, poliposi nasale e talora mucocele (occlusione e dilatazione di qualche seno paranasale).

Apparato digestivo

Il pancreas è interessato in circa l'85% dei malati di fibrosi cistica. I suoi condotti sono ostruiti e gli enzimi che produce non scorrono nell'intestino per digerire i cibi. Questo causa diarrea con perdita di grassi e malnutrizione, che si manifesta nell'infanzia con difficoltà di crescita in peso e in altezza, e nell'adolescenza con pubertà ritardata. Nei malati in età più avanzata il progredire del danno pancreatico può portare ad una mancata produzione di insulina. Perciò alcuni soggetti possono sviluppare diabete e avere necessità di terapia con insulina per controllare i livelli di zucchero nel sangue. Questo accade molto raramente nei bambini con fibrosi cistica.
In circa il 10-15% dei bambini che nascono con fibrosi cistica si verifica fin dalla nascita una ostruzione intestinale, che viene chiamata ileo da meconio. In questi casi il meconio (che è il materiale presente nell'intestino di tutti i neonati) è troppo denso e invece di progredire per essere espulso si blocca e ostruisce l'intestino. Bisogna intervenire urgentemente, anche chirurgicamente, per rimuovere il blocco e normalizzare il funzionamento intestinale.L'ostruzione intestinale, dovuta a secrezioni intestinali dense e occludenti, può manifestarsi anche in età successive e addirittura rappresentare una condizione che fa portare alla diagnosi.

In una certa quota di persone con fibrosi cistica si può avere in varia misura interessamento del fegato, con ristagno di bile densa nei condotti biliari. In un ristretto numero di casi questa complicanza determina cirrosi epatica con ipertensione portale: il problema può essere grave e rendere necessario un trapianto di fegato.

Altri organi interessati

Una sudorazione particolarmente abbondante (nella stagione calda e negli episodi febbrili) può portare alla sindrome da perdita di sali, perché il sudore della persona con fibrosi cistica contiene un eccessivo contenuto di sale. La perdita acuta di sali con il sudore può essere un quadro grave che ha necessità di diagnosi e intervento immediato nel bambino piccolo.

Le persone con fibrosi cistica hanno tendenza a sviluppare con il passare del tempo disturbi alle ossa, che hanno una impalcatura debole e sono povere di calcio (osteporosi): possono esserne causa condizioni non brillanti di nutrizione o frequenti cicli di terapia cortisonica per il controllo dei sintomi polmonari.

La fibrosi cistica non altera le capacità sessuali: può però determinare problemi di fertilità. Nella maggior parte degli uomini con fibrosi cistica i condotti che portano lo sperma all'esterno sono ostruiti (atresia bilaterale congenita dei dotti deferenti) e questo provoca infertilità. E' necessaria un'indagine specifica da fare quando il ragazzo inizia una vita sessuale attiva per diagnosticarla o escluderla.
Nelle donne con fibrosi cistica possono esserci irregolarità del ciclo mestruale e maggiori difficoltà ad avviare una gravidanza. Poiché questo riguarda una modesta percentuale di donne, tutte quelle sessualmente attive hanno necessità di contraccezione se vogliono evitare gravidanze non programmate.

La fibrosi cistica "classica" è quella che associa sintomi respiratori e intestinali. Questi sintomi compaiono in genere nei primi mesi o primi anni di vita. Ci possono però essere forme che non danno sintomi per anni oppure sintomi limitati solo ad alcuni organi. Sono in genere forme con andamento più mite. Alcune di queste forme sono dette "atipiche". L'infertilità da ostruzione o assenza dei dotti deferenti senza altre manifestazioni della malattia è una forma "atipica" di fibrosi cistica. Fibrosi cistica atipica è considerata anche una forma di pancreatite cronica ricorrente senza insufficienza pancreatica e senza o con modesti sintomi associati della forma classica.

Previsioni sull'evoluzione

In base a quello che oggi sappiamo, nella maggior parte delle persone con fibrosi cistica la durata della vita dipende dall'evoluzione della malattia polmonare. Questa evoluzione dipende da un insieme di fattori, che sono solo in parte genetici, dato che risultano assumere sempre maggiore importanza i fattori non genetici. Fattori genetici sono il tipo di mutazioni del gene CFTR presenti nel genotipo del malato, il tipo di geni "modificatori" che influiscono in maniera positiva o negativa sull'azione del gene CFTR; mentre fattori non genetici sono le cure che sono praticate e il livello di aderenza ad esse, l'ambiente in cui la persona con fibrosi cistica vive, lo stile di vita che adotta. Data la grande varietà delle combinazioni di questi fattori, ogni malato è diverso dall'altro e un'accurata previsione individuale dell'andamento della malattia non ha oggi sufficienti basi scientifiche.