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Eleonora Abbagnato “et ses amis” al Teatro Filarmonico

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22/02/2010

UNA MAGICA NOTTE PER AIUTARE LA RICERCA

Il pubblico delle grandi occasioni si è riunito domenica sera al Teatro Filarmonico per Eleonora Abbagnato et Ses Amis, il Gala di danza organizzato dalla Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica in collaborazione con l' Assessorato alla famiglia e ai Servizi Sociali del Comune di Verona.

Grande amica della Fondazione, l' "Angelo sulle punte" Eleonora Abbagnato, ha ammaliato il numeroso pubblico assieme ad altri nove ballerini di prima grandezza offrendo uno spettacolo unico e indimenticabile. Al successo della serata hanno contribuito il bravissimo presentatore Amadeus e una splendida madrina, Antonella Paternò Rana.

La generosità di artisti e spettatori, grazie ai quali sono stati raccolti 35 mila euro netti, consentirà di finanziare un importante progetto di ricerca sui "geni modificatori", quelli che contribuiscono ad attenuare o ad aggravare gli effetti del gene della fibrosi cistica. "Ci sono tantissime persone malate, di Fibrosi Cistica e non solo, e io vorrei poter ballare per tutti", con queste parole Eleonora Abbagnato ha salutato il numeroso pubblico che domenica sera è accorso al Teatro Filarmonico per assistere ad Eleonora Abbagnato et Ses Amis, il Gala di danza organizzato dalla Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica in collaborazione con l'Assessorato alla Famiglia e ai Servizi Sociali del Comune di Verona, per finanziare la ricerca contro la malattia genetica grave più diffusa. Con i 35.000 euro raccolti, si potrà sostenere parzialmente un nuovo importante progetto promosso dalla FFC, si tratta del progetto FFC#8/2009, che servirà ad identificare possibili "geni modificatori", deputati a contrastare o ad aggravare gli effetti del gene mutato della fibrosi cistica.

La serata charity ha visto alternarsi sul palco la prima ballerina dell'Operà di Parigi, un vero "Angelo sulle punte", ed altri nove artisti di fama internazionale: Benjamin Pech, Muriel Zusperreguy, Jurgita Dronina, Itziar Mendizabal, Barbora Kohoutkova, Cédric Ygnace, Josua Hoffalt, Jean-Sébastien Colau, Michal Stipa, ballerini che rappresentano l'eccellenza della danza e che hanno abbandonato per una sera i più grandi teatri europei per aiutare la FFC e regalare a Verona uno spettacolo di rara classe e ineguagliabile intensità.

Presentato dal noto conduttore televisivo Amadeus, presto raggiunto sul palco dalla madrina dell'evento Antonella Paternò Rana che ha invitato le famiglie a coinvolgere i propri figli in realtà come quella che la Fondazione rappresenta, lo spettacolo si è magicamente snodato attraverso tre secoli di musica, da Mozart a Chopin, da Lalo a Tchaikowsky, da Asafiev a Minkus. Presenti in sala il vicepresidente e testimonial della FFC Matteo Marzotto (che ha chiesto una standing ovation per il ct della nazionale italiana di ciclismo e suo carissimo amico Franco Ballerini, tragicamente scomparso nella mattinata di domenica), l'assessore regionale alle Politiche Sanitarie Sandro Sandri, l'assessore alla Famiglia e ai Servizi Sociali del Comune di Verona Stefano Bertacco, Paolo Barilla, Giovanni e Gian Luca Rana, Andrea Riello, il presidente della Fondazione Vittoriano Faganelli e il direttore scientifico Gianni Mastella. Al termine della prima parte dello spettacolo, hanno preso la parola le autorità intervenute al Gala scaligero. "Il Veneto è sempre stata una regione all'avanguardia in molti settori e la sanità è uno di quelli - ha dichiarato l'assessore regionale Sandro Sandri - Sono orgoglioso che città come Verona e Treviso siano dei veri punti di riferimento per i malati di Fibrosi Cistica. Grazie alla Fondazione, chi soffre di questa malattia sa di poter contare su un futuro migliore". L'assessore Sandri ha colto l'occasione per comunicare che la Giunta Regionale del Veneto ha deliberato l'assegnazione di un contributo all'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Verona per la ristrutturazione del Centro Regionale Veneto Fibrosi Cistica. Una sorta di ringraziamento, invece, quello dell'assessore Stefano Bertacco "Finchè ne avrò la possibilità aiuterò organizzazioni come la Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica in tutto e per tutto, sarò sempre al vostro fianco, qualsiasi attività decidiate di intraprendere, perché in questi anni ho potuto vedere con quale cuore operino le persone che animano questa Onlus. Ho imparato tanto durante il mio percorso come assessore ma soprattutto mi sono portato a casa tanta umanità". Dopo la pausa i bravissimi ballerini hanno continuato ad incantare la platea con le storiche coreografie di George Balanchine, Serge Lifar, Roland Petit e quelle contemporanee di Yaroslaw Iwanenko e Krzystof Pastor, solo per citarne alcune. Un'esibizione che, per la qualità e la varietà del programma e per l'eccezionalità degli interpreti, può considerarsi un'esperienza irripetibile che ha fatto sognare il fortunato pubblico del Filarmonico e nel contempo ha contribuito a dare una speranza concreta agli oltre seimila malati di fibrosi cistica in Italia. Prima che il sipario venisse chiuso, è stato Matteo Marzotto a voler ringraziare gli spettatori: "Ringrazio di cuore tutti i veronesi che, come hanno dimostrato ancora una volta stasera riempiendo questo teatro, non perdono occasione per dare il proprio contributo a favore di cause importanti. Abbiamo concluso il 2009 con un livello di donazioni più alto dell'anno precedente, nonostante la crisi. Il mio augurio è che questo si ripeta anche per il 2010 permettendoci di finanziare quei progetti di ricerca che stanno dando importanti risultati. Ringrazio davvero tutti, perché se mi guardo indietro è veramente questo che speravo per questa Fondazione". Grazie alla FFC, è presente in Italia un modello di ricerca aggregata (negli ultimi 8 anni, 120 laboratori e gruppi di ricerca, con circa 400 ricercatori coinvolti sul campo attraverso un sistema a rete) fortemente impegnata nello studio di cure risolutive. In Italia vengono diagnosticati circa 200 nuovi casi all'anno: ogni settimana nascono circa 4 nuovi malati di Fibrosi Cistica ed ogni settimana ne muore uno. Mai come in questo momento gli studi preclinici e clinici sembrano aver intrapreso una strada promettente, ma la ricerca necessita della solidarietà e del contributo di tutti perchè molto resta ancora da fare. La FFC è una delle Onlus riconosciute e garantite dall'Istituto Italiano della Donazione (IID), in quanto organizzazione che opera secondo i criteri di efficienza, trasparenza, credibilità e onestà, una tutela importante anche per i donatori.

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