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14/07/2010
Il 27 Marzo 2010 a Firenze il Centro Regionale Toscano FC ha organizzato un evento formativo interamente dedicato ad un aspetto peculiare della vita di una donna con FC: la gravidanza. Una intera giornata di riflessione multidisciplinare su un tema delicato e sempre più attuale che ha cercato di soddisfare i bisogni clinici, formativi e comunicativi delle diverse figure professionali coinvolte nella gestione complessa di questa patologia. Il titolo dell'evento ne riassume lo spirito animatore: "La comunicazione come aspetto trasversale della relazione con il paziente: il desiderio di procreare e la gravidanza". Durante il corso della mattinata i diversi relatori hanno analizzato da varie angolazioni il tema in oggetto, nel tentativo di fornirne una visione esaustiva.
In apertura dei lavori, il Dr Braggion, è partito dal punto di vista delle pazienti, attingendo dai forum di discussione italiani e esteri, nel tentativo di delineare le richieste e le difficoltà delle donne sull'argomento: i dubbi sulla possibilità di procreare, le implicazioni e i rischi di una gravidanza per la loro salute e per quella del bambino, l'incognita del "dopo" per la gestione "faticosa" della propria malattia e del nascituro, la sensazione di essere lasciate "sole" nella loro scelta, spesso sconsigliata dai sanitari.
Ed è proprio il fisiologico desiderio di essere madre, come ha sottolineato la Dr.ssa Catastini, ad accomunare le storie di queste donne ed il difficile confronto con il loro stato di malattia a renderne complessa la dinamica.
D'altra parte, dal punto di vista tecnico, come emerso dalla relazione del ginecologo, Dr Mecacci, la gravidanza per una donna con FC è da considerarsi "a rischio", per i diversi aspetti legati alla malattia (lo stato nutrizionale, le infezioni respiratorie, la necessità di terapia, il diabete), che incidono sul normale decorso della gestazione, di per sé, condizione stressante per il corpo della donna. I dati a sostegno dalla letteratura scientifica sono ancora poco numerosi e controversi; dall'analisi dei lavori disponibili emerge chiaramente come la gravidanza vada a buon fine, sia per la mamma che per il nascituro, il cui rischio maggiore rimane ad oggi la prematurità se le condizioni cliniche di partenza della donna sono buone. Inoltre fra i molti aspetti che rimangono da chiarire si possono individuare principalmente il valore di rischio "accettabile", espresso in termini di funzionalità respiratoria, in base al quale definire una gravidanza "sicura", e il decorso della malattia polmonare dopo la gravidanza, di cui si sa ancora poco soprattutto nel lungo termine.