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The role of RND drug efflux transporters in the intrinsic antibiotic resistance of Burkholderia cenocepacia
Responsabile: Giovanna Riccardi (Dipart. Genetica e Microbiologia - Università di Pavia)
Partner: M. Valvano (Department of Microbiology and Immunology, University of Western Ontario)
Durata: due anni
Finanziamento: euro 25.000
Adozione: Delegazione FFC del Lago di Garda e di Bergamo
Nel batterio B. cenocepacia la resistenza agli antibiotici può essere ridotta inibendo lo sviluppo delle pompe che li espellono dalla cellula batterica
Premesse: Burkholderia cenocepacia è uno dei microrganismi responsabili delle più gravi infezioni riscontrate nei pazienti FC. In particolare, la resistenza intrinseca agli antibiotici di questo microrganismo è una delle principali cause che ostacolano la cura di queste infezioni, che spesso si rivelano mortali. Con un progetto precedentemente finanziato da FFC il gruppo ha individuato nel genoma di B. cenocepacia quattordici geni codificanti proteine di trasporto appartenenti alla famiglia RND. Questi sistemi di efflusso sono in grado di espellere dalla cellula diversi composti, tra cui i farmaci utilizzati per la cura delle infezioni.
Obiettivi: Partendo dall'identificazione già fatta di alcuni geni batterici che regolano i sistemi di espulsione di molti farmaci dalle cellule batteriche (un meccanismo di resistenza agli antibiotici), il progetto intendeva testare, attraverso esperimenti di inibizione di questi geni, quali di essi sono più implicati nei meccanismi di resistenza, con l'intento finale di individuare nuove strategie per contrastare la vita del batterio.
Risultati: Dopo parecchi tentavi si è riusciti ad inattivare i tre geni che codificano i componenti di una delle pompe di efflusso RND dell'isolato clinico B. cenocepacia J2315 (orf3) e del suo regolatore. Dall'analisi del profilo di resistenza del ceppo inattivato è risultato che l'assenza di questo trasportatore comporta l'aumento di 8 volte dell'attività di due antibiotici (un fluorochinolone e l'acido nalidixico) rispetto a quella nei confronti del ceppo originale. Inoltre, analizzando il trasporto dei lattoni (le molecole segnale che inducono la formazione di biofilm) del ceppo inattivato si è rilevata una diminuzione della quantità di molecole esportate di circa il 40% rispetto al ceppo originale. Questo comporterebbe una ridotta capacità di attivare il sistema "quorum sensing" e, di conseguenza, di formare biofilm.