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Characterization of the unknown mutations in Italian patients and assessment of their pathogenic role: a prerequisite for prevention of Cystic Fibrosis by carrier screening and prenatal diagnosis
Responsabile: Maria Cristina Rosatelli (Lab. Genetica Molecolare - Dipart. Scienze Biomediche e Biotecnologie, Sezione di Clinica e Biologia dell'Età evolutiva, Università di Cagliari )
Partner: M. Baffico (Lab. Genetica Umana - Osp. Galliera Genova), C. Castellani (Centro FC - OCM Verona), M. Seia (Lab. Genetica Molecolare - IRCCS Fondazione. Polic. Mangiagalli e Regina Elena - Milano)
Durata: due anni
Finanziamento: euro 30.000
Adozione: totale, Silvana Ratti di Pesaro
Individuata la massima parte delle mutazioni CFTR sconosciute in pazienti CF italiani
Premesse. I sistemi di analisi genetica correnti, specie nei test di primo livello, non sono in grado di identificare tutte le mutazioni del gene CFTR sia nei malati che nei portatori. Questo limita non poco la compiutezza diagnostica dei test genetici correnti e lasciano non poche incertezze a livello dello screening dei portatori.
Obiettivi. Il progetto, che ha coinvolto 6 centri italiani CF, aveva lo scopo di definire i difetti molecolari rari o sconosciuti del gene CFTR. E' un progetto di continuazione di un precedente studio finanziato da FFC rivolto a caratterizzare il genotipo di pazienti CF, di cui una o entrambe le mutazioni non erano state identificate con le analisi genetiche routinarie. Il progetto è mirato a sviluppare un sistema diagnostico che permetta l'identificazione rapida di un maggior numero di mutazioni rispetto a quelle attualmente identificabili. Esso intendeva anche creare le premesse per l'avvio, a livello nazionale, di un programma di prevenzione della malattia nelle coppie in età fertile.
Risultati: Sono stati selezionati 441 pazienti affetti da fibrosi cistica classica con 373 alleli non definiti dopo il test molecolare di primo livello che ricerca le mutazioni più frequenti nella popolazione italiana. Alcuni di questi pazienti sono stati avviati ad uno screening di secondo livello che prevede l'analisi DHPLC e sequenziamento del gene CFTR. Altri, già risultati negativi allo screening di secondo livello, sono stati studiati per la ricerca di grandi delezioni o riarrangiamenti del gene sia mediante l'analisi del DNA che dell'RNA. Lo studio dell'RNA si è rivelato essere un robusto strumento di analisi che permette di evidenziare sia grandi delezioni del gene che difetti nei processi di splicing.
Sono stati sinora definiti 322 alleli e identificate 4 nuove mutazioni. Dal punto di vista diagnostico, questi risultati consentiranno di sviluppare kit diagnostici per l'identificazione rapida dei soggetti portatori tra i familiari dei pazienti affetti. e permetteranno di tracciare una accurata mappa delle mutazioni del gene CFTR in Italia, ponendo così le basi per l'avvio, a livello nazionale, di un programma di prevenzione della malattia nelle coppie in età fertile.