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Quest'area di ricerca prevede studi finalizzati a conoscere i meccanismi attraverso cui funziona la proteina CFTR normale o non funziona quella alterata in causa del gene CFTR che la produce e che è alterato (mutato) nella fibrosi cistica. L'area comprende ricerche mirate ad individuare sistemi atti a curare il difetto di base della malattia.
Guanine-based purines and Cystic Fibrosis: molecular mechanisms for a potential new pharmacological approach
Purine a base guaninica e Fibrosi Cistica: meccanismi molecolari per un nuovo, potenziale approccio farmacologico
Responsabile: Patrizia Ballerini (Università di Chieti, Dip.to Scienze Biomediche)
Ricercatori coinvolti: 4. Durata: 1 anno
Finanziamento: € 18.000
Obiettivo: Questo progetto intende aprire una nuova strada, finora inesplorata, per indurre un effetto terapeutico compensatorio sul trasporto di elettroliti e di acqua alla superficie delle cellule respiratorie, difettose in FC nel canale cardine per la secrezione di cloro, la proteina CFTR. Le sostanze oggetto di questo studio sono alcune purine a base guaninica ed in particolare la Guanosina. Di queste sostanze si conoscono già alcuni effetti positivi a livello di sistema nervoso centrale, che si pensa possano essere riprodotti con possibili vantaggi terapeutici a livello di vie aeree dei malati FC.
Cellular and molecular mechanisms of the actin cytoskeleton involvement in the NHERF1-dependent rescue of deltaF508 CFTR in human airway cells
Meccanismi cellulari e molecolari di coinvolgimento del citoscheletro di actina nel ripristino di DF508 CFTR da parte di NHERF1 in cellule delle vie aeree umane
Responsabile: Valeria Casavola (Università di Bari - Dip.to Fisiologia Gen. ed Ambientale)
Partner: Massimo Conese (Università di Foggia, Dip. Scienze Biomediche)
Ricercatori coinvolti: 8. Durata: 2 anni
Finanziamento: 77.000 €
Obiettivo: il progetto è la continuazione di due precedenti progetti, già finanziati da FFC, che avevano dimostrato come sia possibile trasportare la proteina CFTR mutata (per DF508) alla membrana apicale di cellule respiratorie FC e indurre una corretta funzione della stessa in seguito alla sovraespressione (cioè aumento di produzione) di una proteina partner denominata NHERF1. Nel nuovo progetto verrà studiato il meccanismo che sta alla base di questo "recupero" di CFTR mutata, studiando anche altre molecole importanti per il trasporto di CFTR, come ezrina e il citoscheletro di actina. Il progetto cercherà anche di capire il ruolo di CFTR valutandone la normalizzazione dopo sovraespressione di NHERF1.
Computational design, biochemical study, synthesis and screening of pharmacological chaperones as correctors of ΔF508-CFTR
Disegno Computazionale, Studio Biochimico, Sintesi e Screening di Chaperoni Farmacologici quali Correttori della ∆F508-CFTR
Responsabile: Mauro Mazzei (Università di Genova, Dip. Scienze Farmaceutiche)
Partners: Edon Melloni (dip. Medicina Sperimentale - Genova); Stefano Moro (Dip. Scienze Farmacologiche - Genova); J. V. Luis Galietta (Istituto G. Gaslini - Laboratorio Genetica Molecolare - Genova)
Ricercatori coinvolti: 12. Durata: 2 anni
Finanziamento: 45.000 €
Obiettivo: il progetto si inserisce nel filone degli studi rivolti a recuperare la proteina CFTR resa difettosa dalla più comune mutazione DF508. Si intende studiare alcuni composti chimici denominati "chaperoni farmacologici", che hanno la proprietà di trasferire la CFTR mutata dall' ergastoplasma, la sezione del citoplasma in cui è intrappolata, alla membrana apicale. Questi chaperoni farmacologici interagirebbero con il sistema dei chaperoni e co-chaperoni naturali e potrebbero rappresentare una interessante e innovativa via terapeutica per ripristinare la funzione CFTR in cellule respiratorie di malati CF.
Assessing the implication of protein kinase CK2 in cystic fibrosis pathogenesis
Ruolo della proteinchinasi CK2 nella patogenesi della fibrosi cistica
Responsabile: Lorenzo Pinna (Università di Padova - Dip.to Chimica Biologica)
Ricercatori coinvolti: 12. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 35.000
Obiettivo: il progetto si rifà ad una nozione recentemente emersa che la proteina CFTR normale interagisca con un enzima, la protein chinasi CK2, indispensabile per il suo funzionamento e le cui implicazioni sono note in alcune malattie virali e tumorali. La CFTR mutata sarebbe incapace di interagire con l'enzima CK2 per cui, in presenza di CFTR patologica, CK2 non sarebbe più capace di attivare selettivamente CK2 nei confronti di CFTR difettosa con l'obiettivo che almeno parte delle molecole CFTR DF508 possano raggiungere la membrana apicale.
Novel particulate systems for the delivery of an oligonucleotide decoy to Nuclear Factor-kB: a potential strategy for treating cystic fibrosis
Nuovi sistemi di microparticelle per la veicolazione di un oligonucleotide decoy al fattore di trascrizione NF-kB: una nuova strategia terapeutica per il trattamento della fibrosi cistica
Responsabile: Fabiana Quaglia (Università di Napoli Federico II - Dip.to Chimica Tossicologica e Farmaceutica)
Partners: Rosa Carnuccio (Univ. Napoli - Dip. Farmacol. Sperimentale)
Ricercatori coinvolti: 15. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 45.000
Obiettivo: E' questo un nuovo approccio di terapia genica della fibrosi cistica, che si basa in questo caso sull'impiego di "oligonucleotidi decoy" cioè corte catene degli stessi nucleotidi che costituiscono gli acidi nucleici (DNA e RNA), che hanno la proprietà di interferire con la trascrizione genetica del cosiddetto "fattore di trascrizione molecolare NF-kB". Tale fattore è il crocevia essenziale di molti processi infiammatori in fibrosi cistica. Impedire o ridurre alla radice la trascrizione di NF-kB significa in sostanza ridurre l'infiammazione polmonare. Il problema specifico che questo progetto intende affrontare è quello di veicolare all'interno delle cellule interessate questi oligonucleotidi incapsulandoli in speciali microsfere, che promuoverebbero la penetrazione cellulare del nucleotide con suo lento rilascio. I preparati saranno testati sia su linee cellulari che su modelli animali CF.
Quest'area include progetti orientati a conoscere i meccanismi con cui i batteri più comunemente implicati nell'infezione polmonare cronica in fibrosi cistica acquisiscono la capacità di colonizzare l'albero respiratorio determinando infezione e infiammazione. L'obiettivo generale di questi progetti è quello di individuare modalità terapeutiche per contrastare lo sviluppo, la virulenza e la resistenza verso gli antibiotici di questi batteri. Quest'area si basa su ricerche in vitro e su modelli animali.
Dissecting a surface target candidate for the rational design of novel antibacterial drugs against Pseudomonas aeruginosa
Caratterizzazione di un target di superficie in Pseudomonas aeruginosa per il disegno razionale di nuove molecole antibiotiche
Responsabile: Francesco Bonomi (Università di Milano - Dip. Scienze Molecolari Agroalimentari)
Partners: Giovanni Bertoni (Università di Milano - Dip.to Scienze Biomolecolari e Biotecnologie)
Ricercatori coinvolti: 8. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 77.000
Obiettivo: L'intento è quello di individuare nuovi punti di attacco per nuovi antibiotici alla superficie cellulare del batterio Pseudomonas aeruginosa, al fine di superare l'ostacolo delle crescenti resistenze di questo batterio agli antibiotici. Individuato un nuovo bersaglio candidato si procederà a conoscerne l'attività per allestire quindi un futuro screening di nuovi composti antibiotici.
Stenotrophomonas maltophilia, a multidrug resistant emergent pathogen associated to cystic fibrosis: a post-genomic approach to identify new immunological and therapeutical targets
Stenotrophomonas maltophilia, un patogeno emergente ed antibiotico-resistente associato alla fibrosi cistica: un approccio post-genomico verso l'identificazione di nuovi bersagli immunologici e terapeutici
Responsabile: Bianca Maria Colonna (Università La Sapienza - Roma, Dip. Biologia Cellulare e dello Sviluppo)
Partners: Maurizio Sanguinetti (Ist. Microbiologia, Sacro Cuore - Roma); Mauro Nicoletti (Dip. Scienze Biomediche, Chieti); Mariassunta Casalino (Dip. Biologia, Roma 3); Ersilia Fiscarelli (Lab. Microbiologia - Ospedale Bambin Gesù, Roma)
Ricercatori coinvolti: 20. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 44.000
Obiettivo: il progetto si propone di proseguire gli studi già intrapresi in un precedente progetto finanziato da FFC e mirato a conoscere di più questo batterio, lo Stenotrophomonas maltophilia, che si sta sempre più rivelando come colonizzatore importante dell'albero respiratorio CF e resistente agli antibiotici. Si vuole in particolare conoscere i geni espressi nel batterio, verosimilmente coinvolti nei processi di virulenza, con l'intento di definirne nuovi bersagli per la terapia antibatterica.
Biochemical adaptation by Pseudomonas aeruginosa to the airways of cystic fibrosis patients
Adattamento biochimico di Pseudomonas aeruginosa alle vie aeree di pazienti con fibrosi cistica
Responsabile: Antonio Molinaro (dip. Biochimica e Chimica Organica - Univ. Federico II, Napoli)
Partner: Maria Lina Bernardini (Univ. La Sapienza - dip. Biologia Cellulare)
Ricercatori coinvolti: 6. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 43.000
Obiettivo: il progetto ha lo scopo di definire e caratterizzare alcuni fattori di virulenza di Pseudomonas aeruginosa che facilitano l'insediamento iniziale del batterio nell'albero respiratorio e poi la sua permanenza cronica. La comprensione di questi meccanismi biochimici di adattamento può aprire nuovi orizzonti alla terapia antibatterica.
Burkholderia cepacia complex: closing down on the major virulence factors
Burkholderia cepacia complex: "accerchiamento" dei suoi maggiori fattori di virulenza
Responsabile: Vittorio Venturi (I.C.G.E.B. - Trieste)
Ricercatori coinvolti: 5. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 34.000
Obiettivo: il progetto è uno sviluppo di un precedente progetto finanziato da FFC. In questo progetto l'attenzione è rivolta ai fattori di virulenza di Burkholderia cepacia complex, una famiglia di batteri notoriamente problematica per la sua eradicazione. I fattori di virulenza sono in genere proteine secrete implicate nei meccanismi di adesione alle cellule dell'ospite o di soppressione delle difese dell'ospite, ma sono anche i sistemi di regolazione genica (tipo Quorum sensing) che consentono al batterio di difendersi in colonie "bastionate". L'obiettivo alla lunga di questo studio è quello di trovare modalità per contrastare i fattori di virulenza di B. cepacia.
Iron uptake and quorum sensing in Pseudomonas aeruginosa virulencee
Importanza del quorum sensing e dell' acquisizione di ferro nella virulenza di Pseudomonas aeruginosa
Responsabile: Paolo Visca (Università di Roma 3 - Dip. Biologia)
Partner: Livia Leoni (Univ. Roma 3 - Dip. Biologia)
Ricercatori coinvolti: 9. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 34.000
Obiettivo: siamo ancora nell'ambito dello studio dei fattori di virulenza di Pseudomonas aeruginosa. Due fattori vengono particolarmente studiati: la risposta del batterio alla povertà di ferro, tipica del polmone CF e stimolo formidabile alla produzione di fattori di virulenza, e il Quorum sensing, il sistema di regolazione genica che consente a Pseudomonas di sopravvivere in condizioni avverse formando colonie protette in un biofilm mucoidale. Lo scopo ultimo è di identificare nuovi bersagli per farmaci antibatterici.
Quest'area di ricerca contempla sempre studi sui batteri che invadono l'albero respiratorio del paziente CF, ma si tratta di studi che si avvicinano di più alla clinica e quindi al malato: diagnosi batteriologica, studi sulla sensibilità agli antibiotici, indicazioni al trattamento e verifica di efficacia della prevenzione e della cura delle infezioni, studi epidemiologici e di trasmissione di infezione.
Community aquired MRSA and hospital acquired MRSA in CF patients: a multicenter study regarding national and global epidemiology, antibiotic susceptibility, natural history and clinical relevance
Stafilocco aureo meticillino resistente (MRSA) acquisito in comunità e MRSA acquisito in ospedale in pazienti affetti da fibrosi cistica: studio multicentrico su suscettibilità antibiotica, epidemiologia locale e globale, storia naturale e rilevanza clinica
Responsabile: Silvia Campana (Centro Fibrosi Cistica - Ospedale Meyer - Firenze)
Ricercatori coinvolti: 23. Durata: 1 anno
Finanziamento: € 25.000
Obiettivo: questo progetto rappresenta la continuazione e dovrebbe costituire la fase conclusiva di un filone di studio che ha già visto due precedenti progetti finanziati da FFC. E' uno studio epidemiologico condotto presso 9 centri CF italiani con l'intento di caratterizzare lo Stafilococco aureo meticillino-resistente (MRSA), una variante di Staphylococcus aureus (presente nel 7,5% dei pazienti CF italiani) che può presentare difficoltà di trattamento per la sua trasmissibilità, la sua virulenza e la sua resistenza agli antibiotici. Vengono studiati ceppi di MRSA sia isolati in ospedale sia nelle comunità extra ospedaliere. La componente extra ospedaliera di ceppi MRSA sta assumendo importanza rilevante anche per i malati CF.
Pseudomonas aeruginosa in Cystic Fibrosis colonised patients: multi-centre study on molecular epidemiology and prevalence of antimicrobial resistance phenotypes
Pseudomonas aeruginosa in pazienti con Fibrosi Cistica: studio multicentrico di sorveglianza epidemiologica molecolare e di caratterizzazione delle resistenze emergenti agli antibiotici
Responsabile: Graziana Manno (Istituto "G. Gaslini" - Dip.to Pediatria, Laboratorio Microbiologia, Genova)
Ricercatori coinvolti: 26. Durata: 1 anno
Finanziamento: € 34.000
Obiettivo: questo progetto dovrebbe concludere un vasto studio epidemiologico su Pseudomonas aeruginosa già finanziato in precedenza da FFC. Lo studio si basa su un ampia collezione di ceppi di Pseudomonas provenienti da 8 centri italiani CF e sono di origine sia ambientale che umana. Lo scopo dello studio è quello di individuare quali sono i ceppi di Pseudomonas che possono presentare in Italia rischi maggiori per i pazienti CF sia per la loro virulenza che per la loro trasmissibilità e resistenza agli antibiotici.
Quest'area di ricerca è orientata a conoscere e interpretare i processi coinvolti nella risposta dell'ospite all'infezione, che in fibrosi cistica appare straordinariamente esaltata (o addirittura pre-esistente all'infezione), particolarmente a livello polmonare. L'intento finale di questi studi è quello di individuare strategie terapeutiche efficaci nel contrastare l'infiammazione e quindi il danno polmonare cronico responsabile del progredire dell'insufficienza respiratoria nel malato CF.
A gene-targeted anti-inflammatory approach based on the Transcription Factor "decoy" strategy
Nuovi approcci sperimentali di terapia anti-infiammatoria per la patologia polmonare basati sulla strategia "decoy" del Fattore di Trascrizione
Responsabile: Giulio Cabrini (Ospedale di Verona - Lab. Patologia Molecolare)
Partner: Roberto Gambari (Univ. di Ferrara - Dip. Biochimica e Biologia)
Ricercatori coinvolti: 15. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 60.000
Obiettivo: Il progetto intende esplorare nuovi approcci terapeutici per ridurre l'espressione di geni favorenti l'infiammazione da parte di Pseudomonas aeruginosa, con particolare riguardo a quelli coinvolti nel reclutamento di globuli bianchi (chemotassi). L'approccio si basa sulla inibizione competitiva dei fattori di trascrizione in gioco nell'attivazione di questi geni da parte di particolari oligonucleotidi "esca" ("decoy") in grado di moderare in Ps aeruginosa la trascrizione genica di specifiche sostanze pro-infiammatorie.
Influence of CFTR mutations in bactericidal activity of human macrophages
Influenza delle mutazioni del gene CFTR nell' attività battericida dei macrofagi umani
Responsabile: Paola Del Porto (Dip. Biologia Cellulare e dello Sviluppo - Univ. La Sapienza - Roma)
Partners: Fiorentina Ascenzioni (Dip. Biologia Cellulare e dello Sviluppo - Univ. La Sapienza, Roma); Serena Quattrucci (Centro FC Reg. Lazio, Roma)
Ricercatori coinvolti: 5. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 58.000
Obiettivo: Lo studio intende capire quanto le diverse mutazioni del gene CFTR possano interferire con le capacità di uccidere i batteri (killing) da parte dei cosiddetti macrofagi alveolari (grandi cellule simili ai monociti circolanti nel sangue) presenti negli alveoli polmonari con compiti di difesa di prima linea: si sa che in linea di massima nella CF questa capacità dei macrofagi è ridotta.
Mechanisms of inflammation resolution in cystic fibrosis
Meccanismi della risoluzione della risposta infiammatoria nella fibrosi cistica
Responsabile: Mario Romano (Università di Chieti - Dip. Scienze Biomediche)
Partners: Luca Battistini (Dip. Neuroscienze Sperimentali - Fondaz. S. Lucia, Roma); Maria Lucia Furnari (Centro Reg. FC - Palermo)
Ricercatori coinvolti: 22. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 45.000
Obiettivo: il progetto intende sviluppare quanto acquisito in un precedente progetto finanziato da FFC e riguardante soprattutto ruolo e funzioni della molecola denominata Lipossina A4, normalmente prodotta dall'organismo per bloccare la risposta infiammatoria e promuovere la guarigione dei tessuti. Si vuole conoscere quale rapporto esista tra il difetto genico CF e le anomalie dello spegnimento infiammatorio che sembrano dominanti in fibrosi cistica, con l'intento finale di aprire la strada a nuovi approcci terapeutici.
Quest'area include progetti basati su aspetti più connessi con la diagnosi, le cure e l'assistenza al malato. Si tratta di studi che coinvolgono quindi più direttamente le persone malate o che utilizzano dati clinici delle persone malate per ricavare informazioni generali sulla malattia, sulla prognosi e sull'efficacia delle cure (epidemiologia).
Control and prevention of respiratory infections in Cystic Fibrosis patients: an evaluation of the emission distance of Pseudomonas aeruginosa from the respiratory tract of infected persons through coughing and conversation
Controllo e prevenzione delle infezioni respiratorie nel paziente affetto da Fibrosi Cistica: valutazione della distanza di emissione di Pseudomonas aeruginosa dalle vie respiratorie di persone infette, attraverso la tosse e la conversazione
Responsabile: Cesare Braggion (Ospedale Meyer - Centro Regionale Toscano FC, Dip.to Pediatria, Firenze)
Ricercatori coinvolti: 2. Durata: 1 anno
Finanziamento: € 10.000
Obiettivo: questo progetto si pone un obiettivo molto pratico: stabilire qual è la distanza di sicurezza rispetto ad un paziente colonizzato da Pseudomonas aeruginosa che andrebbe rispettata per contenere il rischio di acquisire il batterio tra persone. Verranno infatti fatte colture di Ps aeruginosa da superfici poste a distanze diverse da un paziente CF colonizzato da Ps aeruginosa che conversa o che tossisce.
Early antibiotic treatment in Pseudomonas aeruginosa eradication in cystic fibrosis patients: a randomised policentric study on two different protocols
Trattamento antibiotico precoce per l'eradicazione di Pseudomonsa aeruginosa in pazienti affetti da fibrosi cistica: uno studio randomizzato policentrico su due differenti tipi di trattamento
Responsabile: Giovanni Taccetti (Università di Firenze; Ospedale Meyer; Dip.to Pediatria, Centro Fibrosi Cistica)
Partner: Lisa Cariani (Università di Milano - Lab. Microbiologia, Centro Regionale Fibrosi Cistica)
Ricercatori coinvolti: 9. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 53.000 (con riserva)
Obiettivo: E' possibile eradicare dall'albero respiratorio CF la Pseudomonas aeruginosa almeno nelle fasi iniziali dell'infezione. Ma non sappiamo oggi quale sia il trattamento antibatterico migliore e più economico tra i vari che sono stati proposti negli ultimi anni. Questo progetto intende confrontare due schemi tra quelli più utilizzati: tobramicina aerosol da un lato e ciprofloxacina per os associata a colistina per via inalatoria dall'altro. Il progetto sarà definitvamente approvato dopo alcune sostanziali modifiche richieste all'autore.
Depression and anxiety in CF patients and their caregivers and the impact of these symptoms on compliance to medical treatment, medical outcomes and quality of life
Depressione e ansia nei pazienti FC e nei loro curanti e il ruolo di questi sintomi nella compliance ai trattamenti medici, negli esiti della malattia e nella qualità della vita
Responsabile: Paola Catastini (Centro Reg. Toscano FC - Osp. Meyer, Firenze)
Partner: Serena Di Marco (Centro Regionale Siciliano F.C. - Osp. Dei Bambini "G. di Cristina", Palermo)
Ricercatori coinvolti: 3. Durata: 1 anno
Finanziamento: € 7.000
Obiettivo: lo studio intende ricavare un quadro epidemiologico di insieme dei malati di fibrosi cistica in Italia sotto il profilo della loro tendenza a eventi depressivi ed ansiosi, in relazione anche ad alcune variabili demografiche e cliniche rilevanti. L'insorgenza di tali eventi, notoriamente elevata in altre malattie croniche, sembra sottostimata in fibrosi cistica e non ben conosciuta nelle dinamiche specifiche, alle quali orientare anche i comportamenti assistenziali.
In quest'area sono inclusi progetti che, utilizzando moderne tecniche di genetica molecolare, intendono contribuire all'identificazione di nuove mutazioni o di polimorfismi del gene CFTR oppure all'identificazione di geni diversi dal gene CFTR, che possono influire sul modo di esprimersi della malattia, con l'intento ultimo di migliorare le prestazioni di diagnostica genetica ed influire possibilmente sulla malattia attraverso interventi su percorsi genetici alternativi a quello del gene CFTR.
Molecular analysis of genes encoding CFTR interactors of SLC26 family in CF patients
Analisi molecolare di geni che codificano per interattori di CFTR nell'ambito della famiglia SLC26 in pazienti CF
Responsabile: Giuseppe Castaldo (Università di Napoli - CEINGE, Biotecnologie Avanzate s.c.a r.l.)
Ricercatori coinvolti: 3. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 35.000
Obiettivo: questo progetto si propone di studiare una particolare famiglia di geni, i geni SLC26, che codificano per particolari proteine che interagiscono con la proteina CFTR aumentandone o riducendone la funzione. Viene ipotizzato che variazioni nell'ambito di questi geni possano rinforzare o ridurre questa interazione, sia da sole (in assenza di mutazione CFTR) sia modulando in meglio o in peggio l'espressione di malattia nel soggetto con mutazioni CFTR.
Evaluation of disease causing mutations in CFTR co-transcriptional splicing units: diagnostic and therapeutic aspects
Valutazione di mutazioni che causano malattia in unità co-transcrizionali di splicing del gene CFTR: aspetti diagnostici e terapeutici
Responsabile: Franco Pagani (I.C.G.E.B. - Trieste)
Ricercatori coinvolti: 4. Durata: 2 anni
Finanziamento: € 78.000
Obiettivo: questo progetto intende utilizzare e sviluppare risultati ottenuti in due precedenti studi finanziati da FFC. Il tema è quello dello "splicing", cioè il processo che consente la trascrizione del codice genetico dal DNA genico al RNA per la sintesi della proteina CFTR con la rimozione di alcune parti non codificanti chiamate introni. In fibrosi cistica alcune mutazioni, non abbastanza conosciute, del DNA possono turbare sostanzialmente il processo di "splicing" con il risultato che la proteina CFTR non viene prodotta o lo è in maniera scorretta. L'obiettivo finale dello studio è sia quello di facilitare la diagnosi di queste speciali mutazioni sia quello di individuare sistemi terapeutici innovativi per quelle mutazioni che inducono splicing aberrante.