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Nella seduta del 4 luglio 2011 il Comitato Scientifico della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica ha selezionato i progetti di ricerca CF da proporre per un finanziamento nel corrente anno. È stata la conclusione di un lungo iter di analisi e valutazione di 65 progetti sottoposti alla Fondazione a seguito del bando annuale emanato il 15 dicembre 2010. Alla valutazione delle proposte di ricerca hanno collaborato oltre 100 scienziati internazionali, esperti nello specifico di ciascun progetto. Ogni progetto è stato esaminato da un minimo di 2 fino a un massimo di 6 revisori. Il Comitato Scientifico ha composto le proprie valutazioni con quelle dei referees, proponendo infine alla Fondazione il finanziamento di 26 nuovi progetti (di cui 5 progetti di continuazione di precedenti studi finanziati da FFC): 4 progetti nell'area "Proteina CFTR e terapie del difetto di base"; 5 nell'area "Genetica"; 7 nell'area "Strategie antibatteriche innovative per l'infezione polmonare CF"; 7 nell'area "Infiammazione CF e nuove strategie per controllarla"; 3 nell'area "Ricerca clinica". La Fondazione ha impegnato per questi progetti la somma complessiva di euro 1.600.000. Di seguito, la lista dei progetti selezionati. Essi sono aperti alle adozioni secondo i criteri descritti alla pagina ADOTTA UN PROGETTO del sito www.fibrosicisticaricerca.it. Per visualizzare lo stato d'adozione dei progetti precedenti al 2011 visualizzare la pagina Progetti adottati e da adottare sempre su questo sito.
Research Projects 2011
On July 4th 2011, the Scientific Advisory Board of the Italian CF Research Foundation selected the CF research projects to be proposed for funding in the current year. It was the conclusion of an analysis and evaluation process of 65 proposals submitted to the Foundation after the 15 December call for application. More than 100 international scientists, experts in the particular research field of each project, collaborated to the evaluation of the research proposals. Each project has been examined by 2 to 6 referees. The Scientific Advisory Board combined then its evaluations with the ones received from the referees, proposing to the Foundation 26 projects to be financed: 4 projects in the area "CFTR protein and new therapies of the basic defect", 5 in the area "Genetics"; 7 in the area "Innovative antibacterial strategies for CF pulmonary infection", 7 in the area "Inflammation", 3 in the area "Clinical research". The Foundation allocated € 1,600,000 to fund these projects. They are available for collaborative funding through "adoption" with the criteria described in the page Adopt a project (Adotta un progetto). To see the state of adoption of the projects before 2011 click on the page "Projects adopted and to be adopted" (Progetti adottati e da adottare).
CFTR protein and new therapies of the basic defect
Quest'area di ricerca prevede studi finalizzati a conoscere i meccanismi attraverso cui funziona la proteina CFTR normale o non funziona quella alterata in causa del gene CFTR che la produce e che è alterato (mutato) nella fibrosi cistica. L'area comprende ricerche mirate ad individuare sistemi atti a curare o a compensare il difetto di base della malattia.
Properties of trimethylangelicin in F508del CFTR rescue
Proprietà di Trimetilangelicina nel recupero di DF508-CFTR
Responsabile: Valeria Casavola (Dip. Fisiologia generale ed ambientale, Università di Bari)
Ricercatori coinvolti: 6
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 90.000
Obiettivi:
DF508, la più frequente delle mutazioni del gene CFTR, causa un difetto nel processo di maturazione della proteina CFTR, che è incapace di raggiungere la membrana cellulare e viene rapidamente degradata. E' di fondamentale importanza trovare molecole capaci di recuperare anche piccole quantità di proteina in grado di arrivare sulla membrana cellulare, perchè questo può ridurre la gravità dei sintomi della malattia. Il primo obiettivo di questo progetto è dimostrare che la trimetilangelicina (TMA), un composto identificato attraverso progetti FFC precedenti (Progetti FFC 17/2007, 18/2009, 17/2010), è in grado di effettuare questo recupero. In questo modo TMA agisce come "correttore" di DF508. Lo studio verrà svolto su cellule dell'epitelio respiratorio con caratteristiche simili a quelle del malato FC, misurando il flusso di cloro che TMA induce e paragonando questo effetto con quello prodotto da altri correttori oggi conosciuti. Il secondo obiettivo del progetto è dimostrare che TMA agisce anche come antinfiammatorio. Si è visto infatti che impedisce l'azione del più potente mediatore dell'infiammazione (una proteina chiamata Interleuchina-8) e verrà misurato questo effetto protettivo su cellule di epitelio respiratorio FC di collezione e successivamente su cellule di epitelio respiratorio di malati DF508 omozigoti ottenute da polmoni espiantati (colture primarie).
Objectives:
This project is designed to clarify if the psoralen-related compound 4,6,4'-trimethylangelicin (TMA) is able to rescue F508del CFTR functional expression on the apical membrane of human airway cell monolayers. The relative potency of TMA will be also evaluated in comparison of other known correctors. Moreover, the effects of TMA-induced rescue of CFTR functional expression on inflammation will be evaluated in primary human bronchial epithelial cells.Furthermore, optimal delivery of TMA will be determined.
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| Totale: € 90.000 | |
PTC124 derivatives as a novel approach to improve the readthrough of premature stop codons in the CFTR gene
Sintesi di derivati del PTC124 con capacità di correggere i codoni di stop prematuri presenti nel gene CFTR e di aumentarne la biodisponibilità.
Responsabile: Aldo Di Leonardo (Dip. Scienze e Biotecnologie Molecolari e Biomolecolari, Università di Palermo)
Ricercatori coinvolti: 4
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 40.000
Obiettivi:
Le mutazioni del gene CFTR chiamate "nonsenso" (o "stop") bloccano prematuramente la sintesi della proteina. Rappresentano il 10% circa di tutte le mutazioni del gene CFTR. Sono in fase di studio alcuni farmaci in grado di impedire il blocco e riavviare il meccanismo di sintesi della proteina. Uno di questi, il PTC124, è in fase di avanzata sperimentazione clinica. Alcuni aspetti del meccanismo di funzionamento di questo farmaco non sono ancora completamente conosciuti e altri, in base alle conoscenze acquisite, appaiono migliorabili. L'obiettivo di questo progetto è la progettazione e la sintesi di nuove molecole con struttura simile al PTC124 ma dotate di maggiore attività e più facilmente assorbibili. Verranno sintetizzate 24 nuove molecole; nel primo anno di ricerca verranno sperimentate su cellule in cui sono state introdotte artificialmente mutazioni stop. L'effetto verrà confrontato con quello prodotto dal PTC124. Nel secondo anno di ricerca verranno utilizzate solo le molecole apparse più efficaci e verranno studiate utilizzando cellule epiteliali di malati FC con mutazioni stop.
Objectives:
Design and synthesis of new molecules, structurally related to PTC124, with higher bioavailability and wider activity towards PTCs than PTC124. Evaluation of their ability to promote readthrough of PTCs in human cells engineerized with plasmids harboring PTCs, and in IB3-1 CF cells.
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| Parziale: € 20.000 | |
| Parziale: € 20.000 | |
Subverted signalling by protein kinase CK2 in ∆F508 CFTR expressing cells. Functional aspects and prospects in therapy
Alterazione di segnali generati dalla Protein Chinasi CK2 in cellule che esprimono ∆F508-CFTR. Aspetti funzionali e prospettive terapeutiche.
Responsabile: Lorenzo Pinna (Dip. Chimica Biologica, Università di Padova)
Ricercatori coinvolti: 10
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 40.000
Obiettivi:
Precedenti ricerche (Progetti FFC #4/2007 e FFC#4/2009) hanno fornito conoscenze importanti su di un enzima fondamentale presente in tutte le cellule, denominato proteinchinasi CK2. E' stato dimostrato che CK2 svolge una complessa funzione regolatoria sulla proteina CFTR normale. A sua volta anche CFTR agisce su CK2 e, in caso di CFTR con mutazione DF508, i prodotti della degradazione prematura di quest'ultima alterano i segnali metabolici inviati da CK2. In particolare, due aminoacidi presenti in CFTR (S422 e S511) sono potenziali bersagli di CK2. Obiettivo di questo progetto è indagare se una molecola con effetto inibitorio su CK2 può far aumentare la quantità di proteina CFTR-DF508 in grado di funzionare. Questo inibitore di CK2 è già stato disegnato e sperimentato con successo (trial di fase 1) in altra patologia. Pertanto potrebbe essere disponibile anche in campo FC qualora il progetto confermasse che, agendo su CK2, funziona come composto correttore di DF508.
Objectives:
Primary objectives of our study will be: i) assessment that the phosphorylation of CK2 endogenous substrates is subverted upon ∆F508 CFTR expression; ii) identification of proteins implicated in this process; iii) analysis of the consequences of such alterations; and, iv) assaying low molecular weight CK2 effectors for their ability to act as "correctors", improving the rescue of functional DF508 -CFTR.
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| Parziale: € 20.000 | |
in ricordo di Massimiliano e Sebastiano |
Parziale: € 20.000 |
Role of spatial cAMP/PKA compartmentalization and activity in regulating CFTR function
Ruolo della compartimentazione e dell'attività del sistema AMPc/PKA nella regolazione dell'espressione funzionale di CFTR
Responsabile: Stephan Reshkin (Dip. Fisiologia generale ed ambientale, Università di Bari)
Ricercatori coinvolti: 6
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 65.000
Obiettivi:
Questo progetto si basa sull'ipotesi che i meccanismi patologici della cellula epiteliale con CFTR-DF508 non siano dovuti solo al difetto di maturazione e di assenza di proteina funzionante sulla membrana della cellula, ma anche ad altre anormalità riguardanti la stabilità e la struttura della proteina, presenti anche quando si è collocata sulla membrana cellulare. Queste anormalità riguardano soprattutto l'interazione fra due componenti fondamentali per la trasmissione di segnali all'interno della cellula: cAMP e PKA. Lo scopo della ricerca è quindi quello di chiarire se effettivamente queste anomalie vengono risolte una volta che CFTR-DF508 è stata recuperata sulla membrana; o se invece debba essere messa a punto una strategia terapeutica mirata ad aumentare l'efficienza del processo di inserzione e mantenimento di CFTR-DF508 sulla membrana cellulare. La comprensione di questi meccanismi può aprire la strada per l'individuazione di nuovi farmaci efficaci nei confronti di CFTR-DF508 recuperata alla membrana apicale della cellula.
Objectives:
Our proposed study is focused on the analysis of mechanisms regulating cAMP compartmentalization in both normal and F508del cells. The main objectives of this project are: to investigate how the cAMP/PKA signaling pathway is organized and regulated within normal and CF epithelial airway cells by monitoring both the role of the cytoskeleton organization using depolymerizing agents and the implication of phosphodiesterases (PDEs) in shaping intracellular cAMP gradients using selective and non-selective inhibitors, in secondary and primary airway cells.
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Parziale: €10.000 |
| Parziale: € 20.000 | |
| Parziale: € 10.000 |
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| Amici per la Ricerca 2011 Bassano |
Parziale: € 25.000 |
Genetics
In quest'area sono inclusi progetti che, utilizzando avanzate tecniche di genetica molecolare, intendono contribuire all'identificazione di nuove mutazioni del gene CFTR oppure all'identificazione di geni diversi dal gene CFTR, che possono influire sul modo di esprimersi della malattia (geni modificatori), con l'intento ultimo di migliorare le prestazioni di diagnostica genetica ed influire possibilmente sulla malattia attraverso interventi su percorsi genetici alternativi a quello del gene CFTR. Sono inclusi anche studi finalizzati a sperimentare nuove tecniche diagnostiche per la diagnosi prenatale ed a sperimentare programmi di screening dei portatori nella popolazione.
FFC#5/2011
European Cystic Fibrosis Modifier Gene Study
Studio Europeo sui geni modificatori in fibrosi cistica
Responsabile: Harriet Corvol (Pediatric CF Center of Trousseau Hospital - Inserm U938 / UPMC, Paris, France)
Partner: Giulio Cabrini (Dip. Patologia e Diagnostica, Università di Verona)
Ricercatori coinvolti: 12
Durata: 3 anni
Finanziamento: € 100.000
Obiettivi:
Sebbene la fibrosi cistica sia riconosciuta come malattia dovuta alle mutazioni di un singolo gene, esistono considerevoli diversità nel decorso di malattia fra i malati che hanno le stesse mutazioni CFTR, in particolare per quanto riguarda la gravità dei sintomi polmonari. Si ritiene che le diversità siano correlate a geni diversi da CFTR, chiamati Geni Modificatori di CFTR. L'obiettivo di questo progetto è identificare i Geni Modificatori di CFTR attraverso un grande progetto multicentrico europeo. Poichè queste ricerche possono produrre risultati tanto più significativi quanto più elevato è il numero di malati che viene studiato, il progetto costituirà un Consorzio Europeo, allo scopo di mettere in comune le indagini genetiche relative a 9.500 malati FC di varie nazioni (fino ad ora Francia, Irlanda, Inghilterra, Belgio, Italia e Repubblica Ceca). Di questi pazienti verrà studiato l'intero genoma e si indagherà quali geni si associano a particolari caratteristiche cliniche. Saranno studiati soprattutto i geni che si ritengono importanti nei meccanismi fisiopatologici che sono alla base dei sintomi della malattia FC: geni mediatori dell'infiammazione, geni che conferiscono suscettibilità o resistenza alle infezioni, geni per canali del cloro diversi dalla proteina CFTR, geni regolatori di canali per il cloro, etc. Sempre per ottenere risultati di maggiore validità, si prevede che i geni identificati sui malati europei siano indagati, in una seconda fase della ricerca, anche nei malati che sono stati studiati dal North American Gene Modifier Consortium, in modo da far emergere eventuali similitudini o diversità genetiche correlate ai sintomi di malattia. Le conoscenze che il progetto fornirà potranno contribuire a spiegare la variabilità della malattia, aiutare a fornire ai malati un intervento medico più mirato, identificare nuovi bersagli per le terapie.
Objectives:
Reassembling of genetic studies, aimed at identifying possible modifiers genes of cystic fibrosis into a large European Consortium, appears essential to achieve a critical mass of patients. Our main aim is to amalgamate French and EU-wide clinical and DNA data to go beyond current approaches pioneered in North America using a new approach that has not previously been applied in large CF populations, namely, haplotype and single gene approaches studies in combination.
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| Totale: € 100.000 | |
CFTR mRNA analysis as a key step to understand the role of CFTR gene mutations in cystic fibrosis disease expression
Studio del ruolo di mutazioni nel gene CFTR nel modulare l'espressione fenotipica della fibrosi cistica mediante analisi dell'mRNA
Responsabile: Stefano Duga (Dip. Biologia e Genetica per le Scienze Mediche, Università di Milano)
Ricercatori coinvolti: 8
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 50.000
Obiettivi:
Malgrado siano disponibili test sofisticati per identificare le mutazioni responsabili di FC mediante analisi del DNA, in circa il 5% di pazienti FC non è possibile ottenere una diagnosi molecolare completa. Alcune delle mutazioni che causano FC infatti sono presenti in regioni del gene che non sono normalmente analizzate, in quanto sarebbe troppo lunga e costosa tale analisi con le tecnologie attualmente impiegate. Per scoprire le mutazioni ancora non identificate (in particolare le mutazioni "splicing") e per evidenziare alterazioni nel livello di funzionamento del gene è importante analizzare l' RNA messaggero (RNAm) che è la molecola attraverso cui il DNA del gene trasferisce l'informazione necessaria per la sintesi della proteina. L'RNAm del gene CFTR può essere analizzato su cellule di epitelio nasale (prelevate attraverso "brushing"). Questo progetto si prefigge di analizzare l'RNAm del gene CFTR in un gruppo selezionato di pazienti nei quali non sia stato possibile identificare le mutazioni responsabili della malattia. Nei casi in cui quest'analisi non fosse risolutiva si procederà al sequenziamento ultramassivo (con tecnica di NGS o Next Generation Sequencing) dell'intero gene. Oltre a pazienti FC verranno anche studiati soggetti che hanno una malattia del tutto simile alla FC ma senza presentarne la caratteristica diagnostica fondamentale (positività del test del sudore).
Objectives:
This project is aimed to:
1. widen the mutational spectrum of CF by identifying novel mutations escaping routine screening by a qualitative and quantitative analysis of CFTR mRNA in nasal epithelial cells;
2. search for novel mutations in selected patients by next generation sequencing (NGS) on the CFTR locus;
3. define the pathogenic role of newly identified mutations by studying their effect on CFTR mRNA;
4. analyze in a comprehensive way the effect of mutations leading to PTCs on CFTR mRNA stability.
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Fondazione Bruno Maria Zaini |
Totale: € 50.000 |
New strategies for clinical application of noninvasive prenatal diagnosis of cystic fibrosis based on the analysis of fetal mutated alleles in maternal plasma
Nuove strategie per applicazioni cliniche alla diagnosi prenatale non invasiva di fibrosi cistica: analisi di alleli fetali mutati nel plasma materno
Responsabile: Maurizio Ferrari (Lab. Biologia Clinica Molecolare e Citogenetica, Università Vita-Salute HSR, Milano)
Partner: Marina Cretich (Ist. di Chimica del Riconoscimento Molecolare, CNR, Milano)
Ricercatori coinvolti: 11
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 60.000
Obiettivi:
L'analisi del DNA fetale presente in circolo nel sangue materno è un punto chiave per sviluppare un metodo di diagnosi prenatale precoce e non invasivo. In questi anni la ricerca ha prodotto degli avanzamenti ma non c'è ancora un metodo sufficientemente accurato, affidabile e riproducibile. Questo progetto si propone di metterlo a punto, paragonando due tecniche diagnostiche (COLD-PCR e successivo sequenziamento rispetto a identificazione diretta di mutazioni attraverso sistema microarray), applicandole entrambe, nella fase iniziale, a sette frequenti mutazioni del gene CFTR (DF508, N1303K, G542X, 2183AA>G, 1717-1G>A, W1282x, R1162X). Le indagini saranno eseguite in 30 gravidanze a rischio elevato (1:4) per fibrosi cistica, su sangue prelevato alla madre tra la settima e la dodicesima settimana di gravidanza. I risultati saranno confrontati con quelli ottenuti attraverso la villocentesi. La tecnica che risulterà ottimale sarà quella che sarà successivamente sottoposta a validazione in altre 30 gravidanze a rischio elevato per FC .
Objectives:
To develop, optimize and validate simple and accurate tests for non invasive prenatal diagnosis which combine high sensitivity, speed and easy of use to be performed without the need of sophisticated and costly equipments.
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| Adozione totale: € 60.000 | |
A field study in an area of extensive carrier screening for cystic fibrosis
Analisi dello screening del portatore di fibrosi cistica su un ampio territorio
Responsabile: Carlo Castellani (Centro Regionale FC, Azienda Ospedaliera Universitaria, Verona)
Partner: Luigi Picci (Clinica Pediatrica, Azienda Ospedaliera, Padova)
Ricercatori coinvolti: 8
Durata: 3 anni
Finanziamento: € 65.000
Obiettivi:
Una recente ricerca realizzata nella popolazione del Veneto ha indicato che l'incidenza della fibrosi cistica negli ultimi anni tende a diminuire e che questo può essere in relazione con l'uso diffuso del test per il portatore FC, in una parte della regione, anche alle coppie che non hanno un rischio particolare di avere figli con FC (screening del portatore FC). Non si sa se le scelte riproduttive delle coppie in cui entrambi sono stati identificati come portatori abbia influito su questa diminuzione. Obiettivi di questo progetto sono l'allestimento di un programma di screening del portatore FC, organico e completo nei vari aspetti necessari (informazione della popolazione, formazione di personale dedicato, sviluppo di rete di laboratori, monitoraggio dei risultati, sia in termini di accuratezza delle indagini genetiche che riguardo a comportamenti riproduttivi delle coppie). Il programma verrà sperimentato in una particolare area del Veneto e potrà rappresentare un modello organizzativo per altre regioni, come pure potrà fornire conoscenze importanti sull'incidenza della malattia FC e sulle scelte delle coppie di portatori FC.
Objectives:
The project is designed to continue the monitoring of carrier screening with respect to CF incidence in NorthEastern Italy. In addition, information on the behaviour of couples of carriers identified by the screening system will be collected for newly identified couples of heterozygotes. This will allow to define better if and how the choices of these couples affect the numerosity of CF births.
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| Totale: € 65.000 | |
Cystic fibrosis: to screen or not to screen? Involving citizens' jury in decision on carrier screening
Lo screening del portatore sano per la fibrosi cistica: la voce dei cittadini
Responsabile: Paola Mosconi (Ist. Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Lab. for Medical Research and Consumer Involvement)
Partner: Carlo Castellani (Centro Regionale FC, Azienda Ospedaliera Universitaria, Verona)
Ricercatori coinvolti: 5
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 35.000
Obiettivi:
Una recente ricerca ha esaminato l'andamento dell'incidenza della malattia FC in due diverse aree italiane, paragonando i dati del Veneto occidentale e Trentino AltoAdige a quelli del Veneto orientale. In questa seconda area si è notata una netta tendenza alla diminuzione, che è stata messa in relazione soprattutto con l'offerta del test per il portatore FC alle coppie della popolazione generale (mentre invece nell'altra area il test è stato ristretto solo ai parenti di malati). Le diverse scelte di politica sanitaria sono state prese dalle autorità locali e la popolazione non è stata informata delle valutazioni che le hanno sostenute. Poichè il tema dello screening del portatore FC nella popolazione generale è un tema controverso, in cui la decisione finale poggia su di un bilancio costi-benefici piuttosto che su evidenze di natura sanitaria, sarebbe opportuno che i cittadini fossero coinvolti nel processo decisionale. Questo progetto vuole sperimentare una modalità di partecipazione dei cittadini a problemi di natura sanitaria, etica, socio-economica (in questo caso lo screening del portatore FC), creando un modello eventualmente esportabile anche ad altri problemi sanitari. Il modello prevede l'attività di una Commissione Scientifica multidisciplinare che trasmette informazioni e opinioni ad una Giuria Popolare (della quale fanno parte anche genitori di malati e malati FC stessi). La Giuria Popolare alla fine dei lavori prepara un documento di indirizzo, che viene diffuso al pubblico con varie modalità (giornali, media, web) ed è disponibile come testo di riferimento per le autorità sanitarie, i medici, i ricercatori.
Objectives:
The choice of an active offering of the carrier screening at a population level should not be done by the local health authorities only without any consultation of the citizens' preferences. There is the necessity to consider all the possible consequences at the social level. It seems urgent to find some feasible, reliable, and reproducible method to effectively involve the citizens. A possible way could be a method of citizens' Jury, which will be organized and evaluated in this project.
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| Totale: € 35.000 | |
Novel antibacterial strategies for the pulmonary infection in cystic fibrosis
Quest' area include progetti orientati a conoscere i meccanismi con cui i batteri più comunemente implicati nell'infezione polmonare in fibrosi cistica acquisiscono la capacità di colonizzare l'albero respiratorio determinando infezione e infiammazione. L'obiettivo generale di questi progetti è quello di individuare nuove modalità terapeutiche per contrastare lo sviluppo, la virulenza dei batteri e la loro resistenza verso gli antibiotici. L'area si basa su ricerche in vitro e su modelli animali, ma contempla anche studi che si avvicinano di più alla clinica e quindi al malato: diagnosi batteriologica, studi sulla sensibilità agli antibiotici, indicazioni al trattamento e verifica di efficacia della prevenzione e della cura delle infezioni, studi epidemiologici e di trasmissione di infezione.
Pulmonary Delivery of Inhaled Peptidomimetic As Novel Antibiotics to Control Pseudomonas aeruginosa Infection in Murine Models
Sviluppo pre-clinico di Peptidomimetici attraverso la via inalatoria per il controllo delle infezioni da Pseudomonas aeruginosa in modelli murini
Responsabile: Alessandra Bragonzi (Infection and Cystic Fibrosis Unit, Division of Immunology, Transplantation and Infectious Disease, San Raffaele Scientific Institut, Milano)
Partner: Daniel Obrecht (Polyphor Ltd, Switzerland)
Ricercatori coinvolti: 8
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 35.000
Obiettivi:
Nonostante la crescente preoccupazione dei clinici rispetto al numero limitato di farmaci efficaci nel combattere ceppi multi-resistenti di Pseudomonas aeruginosa, solo un numero esiguo di nuovi agenti anti-Pseudomonas è attualmente in fase avanzata di sviluppo pre-clinico o clinico. Inoltre, per il trattamento delle infezioni polmonari croniche in pazienti con fibrosi cistica, un grande sforzo è concentrato sullo sviluppo di diverse classi di antibiotici per terapia inalatoria. L'obiettivo a lungo termine di questo progetto è lo sviluppo pre-clinico di una nuova classe di anti-batterici (peptidomimetici) e la loro ottimizzazione, perché possano essere usati correntemente per via inalatoria. POL7001, scoperto dalla Compagnia Svizzera Polyphor, è sintetizzato sul modello del peptide naturale Protegrina-1 (i "polipeptidi" naturali sono brevi sequenze di aminoacidi, come piccole proteine con meno di 20 aminoacidi, secrete dall'organismo con funzioni di difesa antibatterica). Questo nuovo antibiotico peptido-simile ha una dimostrata attività antimicrobica contro ceppi sensibili e multi-resistenti di Pseudomonas aeruginosa. In studi pre-clinici, utilizzando modelli animali di seyticemia, POL7001 si è dimostrato efficace nel proteggere da un'infezione letale causata da Pseudomonas aeruginosa e dotato di maggiore efficacia rispetto agli effetti di un altro antibiotico, la gentamicina (simile a tobramicina) largamente usato, specie in passato, nell'uomo, anche in FC. I risultati incoraggianti ottenuti fino ad oggi danno una motivazione a estendere lo sviluppo pre-clinico di POL7001 in studi d'infezione respiratoria. L'efficacia terapeutica di POL7001 per somministrazione inalatoria sarà valutata in modelli di topo con infezione respiratoria acuta e cronica da Pseudomonas aeruginosa e confrontato con antibiotici già approvati ed utilizzati nella pratica clinica. Per migliorare l'erogazione di nuovi antibiotici e l'efficacia del trattamento delle infezioni respiratorie verrà usato un dispositivo per terapia inalatoria (eFlow) fornito da PARI-Pharma. L'aspettativa è quella di sviluppare nuovi antibiotici che possano avere una concreta applicazione nella pratica clinica per il trattamento delle infezioni causate da batteri multiresistenti agli antibiotici tradizionali, quali Pseudomonas aeruginosa, in fibrosi cistica.
Objectives:
During 24 Months, we aim to test P. aeruginosa-specific therapy by addressing a novel peptidomimetic antimicrobial in comparison to clinically approved antibiotics and improving the drug delivery by inhalation in murine models. The main objectives will be:
Objective 1: To study the efficacy of POL7001 against respiratory infection by P. aeruginosa multidrug resistant clinical strains.
Objective 2: To improve delivery of antibiotics and their efficacy in respiratory infection treatment.
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| Totale: € 35.000 | |
Design, synthesis, in vitro biological evaluation and anti-biofilm activity of new beta-lactam and linezolid-like compounds as potential antibacterial agents against Staphylococcus aureus infections in cystic fibrosis patients
Infezioni da Staphylococcus aureus in pazienti con fibrosi cistica: disegno, sintesi e determinazione dell'attività antibatterica in vitro di nuovi beta-lattamici e molecole linezolide-simili come nuovi potenziali agenti antibatterici
Responsabile: Clementina Elvezia Cocuzza (Dip. Medicina Clinica e Prevenzione, Università di Milano-Bicocca)
Partners: Lisa Cariani (Fond. IRCCS Ca' Granda, Osp. Maggiore Policl., Dip. Pediatria, Milano), Daria Giacomini (Dip. Chimica, Università di Bologna)
Ricercatori coinvolti: 11
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 50.000
Obiettivi:
Lo Staphylococcus aureus rappresenta uno dei più importanti patogeni polmonari in fibrosi cistica, frequente soprattutto in pazienti di età pediatrica. L'antibiotico-resistenza è diventato ormai un fenomeno diffuso all'interno di questa specie microbica, particolarmente in soggetti FC che ricevono numerosi cicli di terapie antibiotiche. Questo microrganismo è diventato inizialmente resistente nei confronti degli antibiotici della famiglia dei betalattamici, e anche rispetto alla potente vancomicina e al più recente linezolide. Nonostante l'industria farmaceutica non ami rivolgersi alla messa a punto di nuovi antibiotici, preferendo farmaci di più rapida progettabilità, allestimento e commerciabilità, lo scopo di questo progetto è la progettazione e la sintesi di nuove molecole con potenziale attività antibatterica nei confronti di ceppi resistenti di Staphylococcus aureus.
La fase di progettazione prevede uno studio di modellazione della struttura chimica del nuovo farmaco con tecniche chemioinformatiche (Unità di Bologna), seguito dal saggio dell'attività antibatterica "in vitro" nei confronti di recenti isolati clinici di Staphylococcus aureus provenienti da pazienti con fibrosi cistica (Unità di Milano-Bicocca)
Objectives:
The aim of this project is the design, synthesis and evaluation of the "in vitro" activity of new antistaphylococcal agents against recent well characterized antibiotic-resistant and virulent strains of S. aureus isolated from children with CF.
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| Parziale: € 25.000 | |
| Parziale: € 8.000 | |
| Parziale: € 17.000 | |
New drugs for Burkholderia cepacia from Antarctic bacteria
Nuovi antibiotici versus Burkholderia cepacia a partire da batteri antartici
Responsabile: Renato Fani (Dip. Biologia dell'Evoluzione, Università di Firenze)
Partner: Maria Luisa Tutino (Dip. Chimica Organica e Biochimica, Università Federico II, Napoli), Paolo Rovero (Dip. Scienze Farmaceutiche, Università di Firenze)
Ricercatori coinvolti: 19
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 65.000
Obiettivi:
Le infezioni polmonari dei pazienti FC sono solitamente causate da organismi Gram-negativi, alcuni dei quali appartengono al genere Burkholderia. In particolare, i batteri appartenenti al gruppo chiamato Burkholderia cepacia complex (Bcc) possiedono originariamente un alto livello di resistenze multiple, che rendono complicata la loro eradicazione dall' ospite. Per superare queste difficoltà, questo progetto è rivolto alla scoperta di nuove sostanze antibiotiche. In questo contesto, fonti inusuali, come i microrganismi provenienti da ambienti estremi (es. Antartide), hanno cominciato ad attrarre l'attenzione dei ricercatori. Batteri che hanno colonizzato l'ambiente antartico, caratterizzato da condizioni ambientali molto avverse, adottano peculiari strategie di sopravvivenza per guadagnare un qualche vantaggio evolutivo. L'Antartide può rappresentare un territorio inesplorato anche per la ricerca di nuovi composti con attività antimicrobica. Sono stati precedentemente allestiti saggi specifici per il rilevamento di attività antibatterica prodotta da isolati batterici antartici contro patogeni appartenenti ai Bcc che infettano pazienti FC, con ottimi risultati. E' stato anche messo in evidenza che la natura dei composti con azione antimicrobica è volatile (VOCs = Volatile Organic Compounds). Obiettivo di questo progetto è l'isolamento e la caratterizzazione strutturale e funzionale di composti antimicrobici anti Burkolderia cepacia complex derivati da batteri isolati in Antartide.
I metaboliti bioattivi saranno isolati e caratterizzati mediante metodiche analitiche avanzate, che consentiranno la determinazione della loro struttura chimica. D'altro canto, un approccio multidisciplinare integrato (genomica, genetica microbica, metodiche molecolari avanzate) consentirà di identificare le vie metaboliche dei batteri antartici produttori responsabili della sintesi di tali composti.
Objectives:
1) Characterization of molecules of pharmaceutical interest from Antarctic bacteria.
2) Genetic and genomic analyses of active microorganisms and identification of genes responsible for antimicrobial compounds synthesis.
3) Genetic and genomic analysis of Bcc strains for identification of molecular targets sensitive to "Antarctic" antimicrobial compounds.
4) In vitro screening of chemical libraries for their ability to inhibit bacteria belonging to Burkholderia cepacia complex (Bcc) and directed toward the molecular targets identified at point 3.
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| Totale: € 65.000 | |
Identification and characterization of novel drugs suppressing Pseudomonas aeruginosa virulence in chronic infection
Identificazione e caratterizzazione di nuovi farmaci contro l'infezione cronica da Pseudomonas aeruginosa
Responsabile: Livia Leoni (Dip. Biologia, Università di Roma Tre, Lab. Microbiol. Molecolare e Biotec. Microrganismi)
Partner: Francesco Imperi (Dip. Biologia e Biotecnologie, Università "La Sapienza", Roma)
Ricercatori coinvolti: 13
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 40.000
Obiettivi:
Il batterio Pseudomonas aeruginosa, responsabile dell'infezione respiratoria cronica FC, può diventare con il tempo resistente a molti antibiotici. Una possibile soluzione a questo problema è lo sviluppo di farmaci in grado di inibire, più che la crescita batterica, la "virulenza" che il batterio acquisisce attraverso i meccanismi del "quorum sensing" (QS) e del "pyoverdine signalling" (PS), finalizzati alla formazione del biofilm protettivo (una specie di cittadella auto difensiva del batterio, costituita da sostanze mucoidi, nella quale il batterio acquisisce resistenza e nuova virulenza). L'uso di farmaci "anti virulenza", da soli o in combinazione con gli antibiotici tradizionali, potrebbe dare al sistema immunitario migliori possibilità di risolvere spontaneamente l'infezione, rendendo inoltre meno probabile l'insorgenza di ceppi resistenti. I farmaci già in commercio, oltre alla loro attività principale, possono essere dotati di attività secondarie, spesso inesplorate. L'identificazione di un'attività collaterale "anti-Pseudomonas" in un farmaco già approvato per l'uso nell'uomo consentirebbe di ridurre notevolmente i lunghi anni di studio ed i forti investimenti necessari allo sviluppo di un farmaco ex novo, consentendo così un rapido passaggio alla verifica di efficacia clinica. Il "quorum sensing" ed il "pyoverdine signalling" sono due processi di P. aeruginosa essenziali per la sua virulenza. In un precedente progetto (FFC#8/2008) questo gruppo di ricerca aveva messo a punto dei sistemi per l'identificazione di inibitori del QS e del PS. Analizzando una collezione di 1120 farmaci, già in uso nell'uomo, con diverse proprietà farmacologiche e chimiche, il gruppo di ricerca ha già identificato quattro farmaci in grado di inibire il QS o il PS. Obiettivo di questo progetto è approfondire lo studio di questi composti, sia in vitro sia in un modello animale d'infezione polmonare cronica. Il fine è, al termine del progetto, quello di selezionare farmaci con elevata attività anti-Pseudomonas e scarsa tossicità nell'uomo, che possano essere considerati per un rapido trasferimento alla fase clinica di studio.
Objectives:
Drugs already approved for use in humans will be tested for their activity against QS and PS.
The specific activity of the identified hit compounds against chronic P. aeruginosa lung infection will be assessed.
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| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 20.000 | |
| Parziale: € 10.000 | |
Development of new host‐defence like peptides and lipopeptides against lung pathogens: in vitro and in vivo studies
Sviluppo di nuovi peptidi e lipopeptidi attivi nel trattamento di patogeni polmonari: studi in vitro ed in vivo
Responsabile: Maria Luisa Mangoni (Dip. Scienze Biochimiche, Univ. "La Sapienza", Roma)
Partner: Shai Yechiel (Dep. of Biological Chemistry, The Weizmann Institute of Science, Israel)
Ricercatori coinvolti: 7
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:
Lo scopo del presente progetto è quello di sviluppare nuovi agenti antimicrobici, a basso costo ed efficaci nel trattamento di infezioni polmonari da Pseudomonas aeruginosa, in pazienti affetti da fibrosi cistica (FC). Tutto ciò sarà realizzato mediante l'impiego di un approccio multidisciplinare, comprendente tecniche biochimiche, biofisiche, microbiologiche e l'impiego di modelli animali.
I nuovi antimicrobici appartengono alla famiglia dei "peptidi". Alcuni peptidi antimicrobici (AMPs) di piccole dimensioni (13‐21 aminoacidi), isolati dalla secrezione cutanea di anfibio e dotati di un'azione membranolitica (capacità di distruggere la membrana dei batteri), come pure peptidi/lipopeptidi (contenenti 3‐4 aminoacidi legati a una catena di acido palmitico) di sintesi chimica, hanno già mostrato una potente attività, in vitro e in vivo contro P. aeruginosa. Alcuni di questi peptidi contengono D‐aminoacidi (D sta per diastereomeri), che li rendono più resistenti alla degradazione attuata da normali enzimi proteolitici (capaci di distruggere questi peptidi, il problema più importante per l'impiego di tali sostanze). I diastereomeri selezionati hanno la caratteristica di poter superare quei meccanismi di resistenza che possono svilupparsi nei confronti degli AMPs, in seguito ad un loro prolungato trattamento, e di neutralizzare l'effetto tossico del lipopolisaccaride (LPS o endotossina) della membrana esterna di batteri Gram‐negativi, come P. aeruginosa. Una volta identificate le migliori molecole peptidiche, ne sarà testata l'efficacia (verificando quali siano dotate del più alto indice terapeutico e con la capacità di superare i meccanismi di resistenza), in modelli animali d'infezione polmonare acuta e cronica da P. aeruginosa, e verrà stabilita la dose di somministrazione. Sulla base dei risultati ottenuti, sarà possibile ottimizzare lo sviluppo di farmaci a base peptidica da impiegare utilmente contro la principale forma d'infezione microbica nella FC, quella da P. aeruginosa.
Objectives:
The general objective is to develop AMPs (natural or de-novo designed) as new antimicrobial agents for the treatment of P. aeruginosa infections in CF patients. They will have advantages over existing AMPs by their small size (to guarantee a low cost of production), ability to preserve activity in biological fluids, lack of toxicity to mammalian cells, ability to overcome possible mechanisms of bacterial resistance to AMPs, and to neutralize the toxic effect of lipopolysaccharide (LPS) from P. aeruginosa. Studies will be done in vitro and in animal models of lung infection.
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| Carla Silvia Ubertalli a ricordo di Marcella Ubertalli Ferrero Ventimiglia | Parziale: € 50.000 |
| Parziale: € 12.000 | |
| Parziale: € 8.000 | |
Development, production and characterization of antibacterial peptides (CAMPs) active on the sessile form of the opportunistic human pathogens Pseudomonas aeruginosa and Burkholderia cenocepacia
Sviluppo, produzione e caratterizzazione di peptidi antimicrobici (CAMPs) attivi sulla forma sessile dei patogeni opportunisti Pseudomonas aeruginosae Burkholderia cenocepacea.
Responsabile: Eliodoro Pizzo (Dip. Biologia Strutturale e Funzionale, Università "Federico II", Napoli)
Partner: Mario Varcamonti (Dip. Biologia Strutturale e Funzionale, Università di Napoli "Federico")
Ricercatori coinvolti: 7
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 35.000
Obiettivi:
L'emergere di ceppi batterici potenzialmente resistenti a tutti gli antibiotici esistenti ha posto l'accento verso la ricerca di nuovi composti. A tale proposito, i peptidi antimicrobici (CAMPs) rappresentano una valida alternativa: essi sono peptidi (cortissime proteine) costituiti da pochi aminoacidi e con un largo spettro di attività antimicrobica. Questi peptidi sono presenti naturalmente nell'uomo e sono una componente importante dell'immunità innata, la prima linea di difesa contro le invasioni microbiche. Un aspetto importante dei CAMPs è la loro capacità di agire su cellule batteriche sia nella forma metabolica quiescente che su quella attiva, proprietà legata al loro meccanismo di azione che consiste nella loro inserzione nella membrana batterica e nell'apertura di un poro che porta alla morte cellulare attraverso lisi osmotica. Lo scopo principale di tale progetto è quindi lo sviluppo di CAMPs, di loro prodotti modificati e di formulazioni multivalenti atte a combattere colonie batteriche incapsulate nel biofilm (la barriera autoprotettiva di alcuni batteri). L'attività battericida dei CAMPs sarà saggiata contro Pseudomonas aeruginosa PAO1 e Burkholderia cenocepacia ET12. I CAMPs più promettenti saranno testati in vivo su modelli animali (topi).
Objectives:
The main aim of the project is the development of CAMPs, modified CAMPs and CAMPs mixtures possessing high bactericidal activity toward cells inside mature biofilms. These peptide‐based "anti‐biofilm drugs" could find application in the treatment of pathogenic multi‐drug resistant biofilm forming bacteria which are becoming more and more frequently a serious threat for human health in general and for CF patients, in particular. Indeed, the bactericidal activity of the new CAMPs found in the course of this study will be
measured with respect to two model organisms: Pseudomonas aeruginosa PAO1 and Burkholderia cenocepacia ET12, grown both in their sessile and planktonic form. Optimized peptides will be object of in vivo study in murine model of infection.
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| Totale: € 35.000 | |
Achromobacter xylosoxidans an emerging pathogen in Cystic Fibrosis patients: from molecular characterization to development of innovative therapeutic strategies based on the antibacterial activities of Bdellovibrio predator bacteria
Achromobacter xylosoxidans, patogeno emergente in pazienti affetti da Fibrosi Cistica: dalla caratterizzazione molecolare allo sviluppo di strategie terapeutiche basate sull' attività del batterio predatore Bdellovibrio
Responsabile: Serena Quattrucci (Dip. Pediatria e Neuropsichiatria Inf., Univ. "La Sapienza", Policl. Umberto I, Centro fibrosi cistica, Roma)
Partners: Maria Trancassini (Dip. Salute Pubblica e Malattie Infettive, Università "La Sapienza" Roma), Serena Schippa (Dip. Salute pubblica e Malattie Infettive, Univ. La Sapienza, Roma), Mauro Nicoletti (Dip. Scienze Biomediche, Università "G. D'Annunzio", Chieti)
Ricercatori coinvolti: 22
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 40.000
Obiettivi:
Le infezioni sostenute da un insieme di batteri capaci di costruirsi biofilm (la barriera auto difensiva dei batteri contro le difese dell'ospite e gli antibiotici) sono comuni nella FC e causano notevoli problemi terapeutici. Dopo una fase iniziale di prevalenza di Staphylococcus aureus, i batteri Gram negativi, come Pseudomonas aeruginosa, divengono i patogeni di maggior rilievo nella fibrosi cistica. Fra questi, Achromobacter xylosoxidans è un patogeno emergente. Alcuni speciali batteri che fanno parte del genere Bdellovibrio sono microrganismi che predano e uccidono i batteri Gram-negativi, anche se circondati da biofilm. Essi potrebbero quindi costituire un nuovo approccio per il trattamento delle infezioni in FC e i loro enzimi batteriolitici (distruttivi di altri batteri) potrebbero essere un'interessante alternativa terapeutica. Gli scopi del progetto sono: caratterizzare ceppi di A. xylosoxidans da pazienti FC; correlare le caratteristiche dei ceppi isolati con i parametri clinici dei malati FC e la loro evoluzione; indagare i rapporti fra l'insieme dei batteri polmonari e lo stato infiammatorio e ossidativo polmonare; valutare il possibile ruolo dei batteri Bdellovibrio spp. e dei loro enzimi batteriolitici come agenti terapeutici contro i batteri Gram negativi della FC.
Objectives:
This project aims to: i) characterize A. xylosoxidans isolates from CF, correlate characters with clinical parameters and their modifications, investigate their relationship with the microbial lung community and their potential in modifying the airways milieu by inducing inflammation and oxidative stress. ii) evaluate Bdellovibrio spp. or its enzymes as innovative therapeutic agents in CF infections.
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| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 20.000 | |
| Parziale: € 10.000 | |
Preclinical development of the antimicrobial peptide M33. Efficacy against P. aeruginosa lung infections and pharmacokinetics studies in animals
Sviluppo preclinico del peptide antimicrobico M33. Efficacia contro le infezioni polmonari da Pseudomonas aeruginosa
Responsabile: Alessandro Pini (Dipartimento di Biotecnologie, Università di Siena)
Ricercatori coinvolti: 7
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 38.000
Obiettivi:
Pseudomonas aeruginosa e altri batteri responsabili d'infezioni polmonari in FC sviluppano con il tempo resistenza agli antibiotici tradizionali in uso. I peptidi antimicrobici, cortissime proteine prodotte naturalmente da organismi animali e vegetali con funzione antibatterica, sono considerati una delle migliori alternative agli antibiotici tradizionali e al problema della resistenza che essi inducono. Questo progetto intende proseguire lo studio di M33 un peptide antimicrobico scoperto e sintetizzato in laboratorio. Lo studio di M33 è iniziato con il Progetto FFC#14/2009, nel corso del quale M33 è stato somministrato per via endovenosa, intranasale e intratracheale a topi in cui è stata indotta una grave infezione polmonare da Pseudomonas aeruginosa. Con il proseguimento della ricerca saranno portate a termine due fasi importanti: sempre con l'utilizzo di topi infetti sarà completata per M33 la valutazione dell'efficacia, somministrandolo con una nuova modalità (per via aerosolica), nonchè la valutazione della farmacocinetica (persistenza del farmaco a livello polmonare e nel circolo generale biodistribuzione ed eliminazione) e della eventuale tossicità. Rispetto alla proposta originale il progetto finanziato da FFC si limiterà al momento alla sola fase di studio di efficacia in modelli animali.
Objectives:
This project is aimed to the preclinical characterization of the peptide M33 aimed to the development of a new antibacterial drug usable in CF patients.
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| Parziale: € 15.000 |
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| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 13.000 | |
Pulmonary inflammation in cystic fibrosis and new strategies of treatment
Quest'area è orientata a conoscere e interpretare i processi coinvolti nella risposta dell'ospite all'infezione (infiammazione), che in fibrosi cistica appare straordinariamente esaltata, particolarmente a livello polmonare. L'intento finale di questi studi è quello di individuare strategie terapeutiche efficaci nel contrastare l'infiammazione e quindi prevenire il danno polmonare cronico responsabile del progredire dell'insufficienza respiratoria nel malato FC.
Docosahexaenoic acid-derived anti-inflammatory mediators in exhaled breath condensate and sputum of adults with cystic fibrosis
Mediatori anti-infiammatori derivati dall'acido docosaexaenoico nell'esalato condensato e nello sputo di adulti affetti da fibrosi cistica
Responsabile: Marina Aiello (Dip. Scienze cliniche, Università di Parma)
Partners: Angelo Sala (Dip. Scienze Farmacologiche, Università di Milano), Enrico Clini (Dip. Oncologia, Ematologia e Malattie respiratorie, Università di Modena), Giovanna Pisi (Dip. Pediatria, Università di Parma)
Ricercatori coinvolti: 14
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 45.000
Obiettivi:
La FC è caratterizzata da infezione cronica delle vie aeree, infiammazione e stress ossidativo, questi ultimi risultanti dalla risposta immunitaria operata dai leucociti neutrofili. Numerosi studi hanno indicato la presenza di specifiche alterazioni nei livelli di acidi grassi essenziali dei soggetti affetti da FC, in particolare una significativa riduzione nelle concentrazioni plasmatiche e tissutali di acido docosaexaenoico (DHA). Studi recenti indicano che tali alterazioni potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella sintomatologia e nella progressione della FC. Negli ultimi dieci anni diverse classi di mediatori lipidici derivati dall'acido docosaexaenoico, quali le Resolvine e le Protectine, sono state identificate quali importanti fattori nella fase di risoluzione del processo infiammatorio, sollevando un notevole interesse circa il potenziale deficit di tali mediatori lipidici in patologie infiammatorie croniche. Alla luce dei diminuiti livelli di DHA osservati nei soggetti FC si ipotizza che una marcata diminuzione nella sintesi di Resolvine e Protectine a livello delle vie aeree potrebbe contribuire all'infiammazione polmonare cronica caratteristica dei soggetti FC. Lo scopo del progetto è valutare, mediante tecniche avanzate di spettrometria di massa, i prodotti ad attività anti-infiammatoria (Resolvine e Protectine) derivati dal DHA presente nell'esalato respiratorio condensato (EBC: la condensa che si ottiene dall'aria espirata raccolta in uno speciale contenitore) e nello sputo, ottenuti da soggetti adulti affetti da FC. Si potrà sapere se la loro concentrazione è diminuita nelle vie aeree (esalato ed escreato) dei soggetti affetti da FC. I risultati di questo studio potrebbero aprire la strada a un nuovo approccio terapeutico basato sul trattamento locale con queste molecole (Resolvine e Protectine) dotate di attività anti-infiammatoria e facilitanti la risoluzione dell'infiammazione.
Objectives:
We propose to evaluate resolvins and protectins in exhaled breath condensate (EBC) and sputum obtained from CF adult subjects. The values obtained will be compared to that of age-matched healthy smokers (as a model of "controlled" neutrophilic inflammation) and that of COPD subjects, another neutrophil-driven chronic inflammatory pathology of the airways. In addition, we propose to evaluate the fatty acid profile in CF and control subjects, in order to correlate the extent of the deficit in DHA with the concentrations of DHA-derived anti-inflammatory lipid mediators in the airways.
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| Totale: € 45.000 | |
Inflammasome activation and IL-1β mediated inflammation triggered by Pseudomonas aeruginosa: a rationale for novel therapeutic approaches in cystic fibrosis patients
I meccanismi di induzione dell'inflammasoma e del rilascio di IL-1β stimolati da Pseudomonas aeruginosa forniscono le basi per strategie terapeutiche innovative nel trattamento dell'infiammazione nei malati di Fibrosi Cistica
Responsabile: Maria Lina Bernardini (Dip. Biologia e Biotecnologie, Università "La Sapienza", Roma)
Partner: Antonio Molinaro (Dip. Chimica organica e biochimica, Università di Napoli), Cecilia Garlanda (Fondazione Humanitas per la Ricerca, Milano), Abdelmounaaim Allaoui (Lab. Batteriologia Molecolare - Facoltà di Medicina - Libera Università di Bruxelles)
Ricercatori coinvolti: 17
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 90.000
Obiettivi:
Nei malati di Fibrosi Cistica (FC), i processi infettivi sostenuti da patogeni opportunisti, quali Pseudomonas aeruginosa (PA), aggravano uno stato infiammatorio probabilmente pre-esistente e contribuiscono in maniera sostanziale al declino funzionale dei polmoni. Lo scenario dell'infiammazione è molto complesso ed è di fondamentale importanza individuare quali siano i fattori che possono agire da bersaglio nelle strategie terapeutiche finalizzate al contenimento dell'infiammazione. Il progetto punta l'attenzione sull'Interleuchina-1-beta (IL-1-beta) come elemento chiave sia nel predisporre nei polmoni dei malati di FC un ambiente idoneo per l'attecchimento dell'infezione da PA, sia nel provocare gli effetti deleteri dell'infezione sempre da PA in questo tessuto. Studi di letteratura e risultati preliminari di vari partecipanti al progetto convergono nell'indicare il ruolo chiave di IL-1-beta in modelli funzionali dell'infezione da PA in FC. L'obiettivo proposto non è solo quello di verificare il ruolo di questa citochina nel contesto della FC ma, soprattutto, di individuare possibili bersagli nel processo di sintesi e rilascio di IL-1-beta, per terapie mirate ad abbassarne i livelli. Sarà applicata una serie di strategie sperimentali a questo scopo, che utilizzeranno sia campioni biologici di pazienti sia modelli animali.
Objectives:
This proposal points to IL-1β production as the master cytokine driving inflammation in lung of CF patients infected by PA. Pathogen-Associated Molecular Pattern (PAMP) recognition by the innate immune system and inflammasome formation are processes supporting IL-1βrelease in tissues infected by PA in CF individuals. Here, we will explore the mechanisms by which the production of this cytokine is stimulated in the airways following PA infection and the consequence upon the over-production of IL-1β. Our major effort will be concentrated on the identification of possible therapeutic strategies aimed at blocking or lowering the key steps leading to IL-1β synthesis/signalling.
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| Adozione Totale: € 90.000 | |
Phospholipase C beta (PLCB) as candidate therapeutic target in CF lung proinflammatory signaling
Fosfolipasi C beta come bersaglio terapeutico candidato del segnale proinfiammatorio nelle vie respiratorie della fibrosi cistica
Responsabile: Giulio Cabrini (Dip. Patologia e Diagnostica, Università di Verona)
Partner: Paolo Pinton (Dip. Medicina Sperimentale e Diagnostica, Università di Ferrara)
Ricercatori coinvolti: 14
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 90.000
Obiettivi:
E' stato riportato che una ridotta presenza e attività della proteina IL‐8 (interleukina-8) è protettiva nei confronti della progressione della malattia polmonare in pazienti con fibrosi cistica. Gli Autori del progetto avevano precedentemente rilevato, da una indagine genotipo‐fenotipo su 135 geni candidati, compresi nella rete di segnali intracellulari pro-infiammatori, che isoforme (varianti della struttura) della proteina PLC beta (PLCB) sono associate con la progressione della malattia polmonare nei pazienti FC e che la isoforma PLCB3 è coinvolta nell'aumentare l'espressione di IL‐8 in cellule epiteliali bronchiali dopo esposizione a P. aeruginosa. L'obiettivo principale di questo progetto è di verificare l'ipotesi che in fibrosi cistica la riduzione dell'attività di isoforme PLCB riduce l'eccessivo rilascio di IL‐8 (la principale sostanza coinvolta nel produrre infiammazione), attenuando così l'eccessiva risposta infiammatoria senza abolire completamente il suo fondamentale ruolo di difesa anti‐infettiva. Il progetto utilizzerà modelli di cellule epiteliali bronchiali e polmoni di topi che non producono PLCB2/B3, nonchè tre gruppi di composti chimici noti per la loro capacità di inibire la sintesi di IL‐8 dipendente da infezione con P. aeruginosa. La comprensione del ruolo di PLCB nell' infiammazione polmonare FC preparerà il terreno per trovare nuove molecole anti‐infiammatorie capaci di mitigare l'eccessiva infiammazione ed il danno tissutale nei polmoni dei pazienti affetti da fibrosi cistica.
Objectives:
The major objectives are to elucidate of the role of PLCB isoforms in P. aeruginosa‐dependent inflammatory response in bronchial epithelial cells in vitro(aim 1)and in murine lungs in vivo by testing PLCB‐null mice (aim 2). In addition, the project wishes to validate the hypothesis that PLCB3 Ser845 to Leu change reduces PLCB3 function and IL‐8 expressionin vitro (aim 3) and to perform a preliminary analysis of small organic compounds as inhibitors of PLCB activity (aim 4).
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| Totale: € 90.000 | |
Host Response to Pseudomonas aeruginosa adaptation during airway chronic infection
Risposta dell'ospite all'adattamento di Pseudomonas aeruginosa durante la colonizzazione cronica delle vie aeree
Responsabile: Cristina Cigana (Infection and Cystic Fibrosis Unit, Division of Immunology, Transplantation and Infectious Diseases, San Raffaele Scientific Institute, Milano)
Partner: Carla Colombo (Centro Regionale FC, Fond. IRCCS "Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena", Milano)
Ricercatori coinvolti: 7
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 75.000
Obiettivi:
Nonostante cicli continui ed aggressivi di trattamenti antibiotici, nelle vie aeree del paziente fibrocistico si stabilisce inevitabilmente prima o poi l'infezione cronica da P. aeruginosa. La comprensione di come questo patogeno possa stabilire un rapporto stabile e deleterio con i polmoni dei pazienti assume una notevole rilevanza nello studio di nuove terapie efficaci contro le infezioni. Risultati preliminari in vitro e in modelli di topi con infezione polmonare acuta e cronica hanno dimostrato che, all'inizio della colonizzazione, P. aeruginosa stimola nell'ospite una risposta pro-infiammatoria e virulenta, mentre dopo anni di colonizzazione i ceppi isolati dallo stesso paziente sono più inclini ad evadere il sistema immunitario ed indurre un grave danno al tessuto polmonare, caratterizzato da secrezione di muco e da deposizione di collagene (responsabile di fibrosi). Le metalloproteasi (enzimi fondamentali della matrice tessutale) potrebbero svolgere un ruolo chiave in questo processo, danneggiando sostanze che costituiscono l'impalcatura di diverse strutture polmonari, tra cui l'elastina, la fibronectina e il collagene. Lo scopo di questo studio sarà quello di verificare se, ed eventualmente in che modo, l'adattamento genetico sia una strategia adottata da P. aeruginosa per eludere il riconoscimento da parte del sistema immunitario e, al contempo, causare danno al polmone. La rilevanza clinica di questi risultati sarà valutata in pazienti fibrocistici attraverso analisi di campioni biologici. Marcatori di danno polmonare e, in particolar modo, di attività metalloproteasica saranno correlati alle caratteristiche fenotipiche e genotipiche di P. aeruginosa e allo stadio dell' infezione polmonare. Le conoscenze acquisite grazie a questo progetto potranno chiarire il potenziale di alcuni inibitori delle metalloproteasi presenti nella matrice polmonare o di altre molecole possibilmente coinvolte nella degradazione della matrice come nuovi bersagli terapeutici in fibrosi cistica.
Objectives:
1) To establish the ability of early vs late P. aeruginosa strains to provoke host inflammation vs tissue damage and remodelling process (matrix metalloproteinases induction and extracellular matrix degradation) in vitro and mouse models.
2) To correlate airway remodelling with P. aeruginosa patho-adaptive traits in long term chronic persistence in CF patients
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| Parziale: € 12.000 | |
| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 8.600 | |
| Parziale: € 8.000 | |
| Amici della Ricerca di Milano | Parziale: € 24.400 |
| Parziale: € 12.000 | |
Phosphodiesterases type-4 (PDE4) as a novel target to reduce neutrophilic lung inflammation in cystic fibrosis
Fosfodiesterasi tipo-4 (PDE4) come potenziale bersaglio farmacologico per ridurre l'infiltrazione neutrofilica e il danno polmonare nella fibrosi cistica
Responsabile: Virgilio Evangelista (Lab. di Biologia e Farmacologia Vascolare, Consorzio Mario Negri Sud, Chieti)
Partner: Mario Romano (Lab. Medicina Molecolare, Ce.S.I., Universita di Chieti-Pescara)
Ricercatori coinvolti: 11
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 90.000
Obiettivi:
Una causa importante della progressiva malattia polmonare FC è l'eccessiva reazione infiammatoria che coinvolge i leucociti neutrofili come attori principali del processo. Inoltre, si sa che è in gioco probabilmente anche una difettosa risposta di questi leucociti, dovuta sia a difetti intrinseci legati al malfunzionamento di CFTR in queste cellule, sia al contesto micro-ambientale delle vie respiratorie, in cui la presenza di un muco alterato impedisce una risposta antibatterica efficiente. In questo contesto, l'eccessivo richiamo di leucociti neutrofili determina, paradossalmente (perché la funzione dei leucociti sarebbe primariamente quella di distruggere i batteri), un cronico danneggiamento delle vie respiratorie e del tessuto polmonare. L'ipotesi alla base di questo progetto è che il difetto genico della FC comprometta la capacità delle cellule del sangue di rispondere adeguatamente alle infezioni e le porti invece a produrre molecole che alimentano l'infiammazione e il danno dei tessuti. In particolare, gli Autori del progetto ritengono che nella FC si possano verificare interazioni aberranti tra piastrine e leucociti, che contribuiscono al persistente reclutamento dei neutrofili nel tessuto polmonare. Una grossa mole di ricerche dei laboratori coinvolti nel progetto hanno portato alla identificazione dei meccanismi molecolari che sono necessari per il reclutamento dei neutrofili e per la loro interazione con le piastrine. Questi meccanismi molecolari possono essere regolati da una classe di farmaci, gli inibitori delle fosfodiesterasi di tipo-4, di cui alcuni sono in fase avanzata di sperimentazione clinica per il trattamento della broncopatia cronica ostruttiva (frequente malattia polmonare nell'adulto non FC). Gli Autori del progetto intendono quindi studiare gli effetti di questi inibitori, con azione finale antinfiammatoria, in modelli sperimentali cellulari rilevanti per la FC in vitro e di validarne l'efficacia e gli eventuali effetti avversi in modelli di FC nel topo. Una eventuale dimostrazione di efficacia di queste molecole in fase preclinica potrebbe portare ad una sufficientemente rapida sperimentazione clinica nella FC, stante che queste molecole sono già impiegate nell'uomo in altre patologie.
Objectives:
1) To define the impact of pharmacological PDE4 blockade on biochemical, adhesive and functional responses of either normal mouse neutrophils and in neutrophils isolated from from CFTR-null mice.
2) To validate the concept that PDE4 may be a potential target to reduce neutrophilic inflammation in vivo in CFTR-null mice.
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| Adozione totale: € 90.000 | |
Targeting ceramide metabolism as a pharmacological strategy in cystic fibrosis
Modulazione del metabolismo di ceramide nella terapia della fibrosi cistica
Responsabile: Riccardo Ghidoni (Lab. Biochimica e Biologia Molecolare, Dip. Medicina, Osp. S. Paolo, Università di Milano)
Ricercatori coinvolti: 4
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 90.000
Obiettivi:
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha esplorato le potenzialità di farmaci agenti sulla formazione di molecole lipidiche chiamate sfingolipidi, coinvolte in modo diretto nel controllo della sopravvivenza/morte cellulare e nell'infiammazione. E' stato di recente studiato lo sfingolipide chiamato ceramide. Studi su modelli animali FC hanno dimostrato che l'inibizione dell'accumulo di ceramide riduce l'infiammazione e l'infezione polmonare FC. Il progetto si propone di studiare, in modelli di topo FC, gli effetti di due potenziali farmaci: un noto inibitore della formazione degli sfingolipidi (myriocin), già utilizzato dagli Autori con successo in modelli di topo nella terapia di un'altra patologia cronica, la retinite pigmentosa, e di un nuovo inibitore (XM462), sintetizzato da uno dei collaboratori del progetto e testato in altri modelli patologici (tumore). Inoltre, il progetto si propone di fare uso di una nuova tecnica per la somministrazione di questi farmaci a base di microscopiche vescicole lipidiche veicolanti i farmaci che, se efficace nei modelli animali, potrebbe essere utilizzata nell'uomo per mezzo di aerosolterapia.
Objectives:
This proposal is aimed at impairing ceramide increase in CF by an innovative technique of nano-spheres delivery either of myriocin, an inhibitor of sphingolipid synthesis, or XM462, an inhibitor of the ceramide precursor dihydroceramide desaturation (synthesized and patented by our collaborator Dr.Fabriàs). This latter enriches cells with dihydro-sphingosine containing sphingolipids, differently signaling from the unsaturated moiety, avoiding sphingolipids depletion caused by myriocin. We will evaluate if inhibitors loaded nano-spheres in CF mice is able to reduce ceramide and inflammatory response and to prevent acute bacteria infection in lungs.
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| Adozione totale: € 90.000 | |
Polyethylenimine-engineered respirable particles delivering a decoy oligonucleotide to NF-kB: a novel combination therapy for cystic fibrosis?
Particelle respirabili modificate con poli(etilenimina) per la veicolazione di un oligonucleotide decoy contro il fattore di trascrizione nucleotide NF-κB: una nuova strategia per la terapia combinata della fibrosi cistica?
Responsabile: Fabiana Quaglia (Dip. Chimica Farmacologica e Tossicologica, Università "Federico II", Napoli)
Partner: Rosa Carnuccio (Dip. Farmacologia Sperimentale, Università "Federico II", Napoli)
Ricercatori coinvolti: 10
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 40.000
Obiettivi:
La risposta infiammatoria esagerata e persistente è la causa della progressiva perdita di funzione polmonare in FC. Una proteina importante, chiamata fattore di trascrizione NF-kB, svolge un ruolo fondamentale nel perpetuare la risposta infiammatoria delle vie aeree. Studi recenti indicano che oligonucleotidi (brevi [oligo] sequenze di nucleotidi [RNA o DNA], tipicamente con 20 o meno paia di basi) detti oligonucleotidi decoy (=esca), in grado di bloccare NF-kB, possono limitare la progressione dell'infiammazione cronica. Per permettere a tali molecole di raggiungere il sito bersaglio a livello polmonare e ottimizzarne il potenziale terapeutico, sono da tempo oggetto di studio da parte di questo gruppo di ricercatori particelle responsabili per il rilascio prolungato di oligonucleotidi esca (dec-ODN) contro NF-kB. Questi sistemi micro-particellari, biocompartimentali e biodegradabili, rappresentano il primo esempio di polveri secche per l'inalazione di dec-ODN e, testati in modelli animali, si sono mostrati in grado di distribuirsi omogeneamente nel polmone e inibire in maniera prolungata la secrezione di mediatori dell'infiammazione (citochine). Obiettivo di questo progetto è sviluppare delle particelle respirabili contenenti dec-ODN potenziate nell'effetto grazie all'aggiunta di poli-etilenimina (PEI), il cui uso in FC si è rivelato promettente per le sue proprietà osmotiche, mentre ne è stata comprovata una attività antibatterica verso batteri Gram-negativi e una potenziale attività mucolitica. Nella prima fase del progetto saranno sviluppate le nuove particelle dec-ODN e PEI; nella seconda fase sarà valutata la loro attività su linee cellulari specifiche e su modelli animali d'infiammazione polmonare. Potrebbero rappresentare un approccio terapeutico promettente per ridurre l'infiammazione cronica nei pazienti affetti da FC .
Objectives:
The goal of our study is the development of a novel strategy for CF therapy based on the use of a decoy ODN against NF-kB (dec-ODN) delivered through multifunctional respirable powders containing poly-ethylenimine (PEI), a cathionic polymer with very attractive properties for CF treatment.
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| Totale: € 40.000 | |
Clinical Research
Quest'area include progetti basati su aspetti più connessi con la prevenzione, la diagnosi, le cure e l'assistenza al malato. Si tratta di studi che coinvolgono quindi più direttamente le persone malate o che utilizzano dati clinici delle persone malate per ricavare informazioni generali sulla malattia, sulla prognosi e sull'efficacia delle cure (ricerca epidemiologica). Include studi di sperimentazione nel malato con nuovi farmaci o di revisione di trattamenti correnti. Questi studi richiedono collaborazione, forte partecipazione e motivazione delle persone malate, che volontariamente si fanno parte attiva della ricerca.
DWI (Diffusion weighted Imaging) a new tool to assess inflammation in CF population with pulmonary exacerbation
DWI un nuovo strumento per valutare l'infiammazione nei pazienti con fibrosi cistica con esacerbazione respiratoria
Responsabile: Giovanni Morana (Servizio Fibrosi Cistica, Ospedale Ca' Foncello, Treviso)
Ricercatori coinvolti: 7
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:
Attualmente non esistono metodiche non irradianti per valutare e quantificare l'infiammazione polmonare. E' stata proposta la PET-TC (Tomografia ad Emissione di Positroni), ma il suo utilizzo è limitato dalla elevata esposizione radiogena e dai costi sostenuti. La DWI (Diffusion Weighed Imaging) è una nuova tecnica diagnostica per immagini, che non utilizza raggi X, si avvale piuttosto di una tecnica affine alla risonanza magnetica. La DWI misura il movimento delle molecole d'acqua nel compartimento extracellulare. In questo progetto viene applicata per determinare e localizzare l'infiammazione a livello polmonare, dal momento che il movimento delle molecole d'acqua nel compartimento extracellulare è alterato in presenza di infiammazione. L'accuratezza della DWI nell'identificare l'infiammazione è già stata provata in altri organi come il cervello, il fegato e l'intestino. Obiettivo di questo progetto è valutare la correlazione tra le informazioni fornite dalla DWI e la patologia polmonare nei pazienti con fibrosi cistica, sia in condizioni basali sia all'esordio e alla fine di un'esacerbazione respiratoria. In particolare si indagherà se DWI può distinguere lo stato di infiammazione polmonare acuta dalle alterazioni dovute alla malattia cronica (fibrosi, addensamenti, bolle/cisti, etc).
Objectives:
It is the objective of the present study to formally assess the correlation between DWI findings and lung disease in CF patients, both at the onset and after resolution of an acute exacerbation episode. Further, to assess whether DWI can discriminate between lung acute inflammation and chronic changes (fibrosis, consolidation, bullae/cysts).
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| Parziale: € 15.040 | |
| Parziale: € 11.000 |
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| Parziale: € 10.000 | |
| Maria Pia Papini | Parziale: € 33.960 |
Testing human monocytes as a new tool for clinical and preclinical research in CF
Valutazione funzionale dei monociti umani come nuovo strumento per la ricerca clinica e preclinica in fibrosi cistica
Responsabile: Claudio Sorio (Dip. di Patologia e Diagnostica, Università di Verona)
Partner: Mario Rosario Buffelli (Dip. Scienze Neurologiche, Neuropsicologiche, Morfologiche e Motorie, Università di Verona)
Ricercatori coinvolti: 11
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:
È stato dimostrato che la proteina CFTR è presente nei monociti circolanti nel sangue (Progetto FFC #6/2010) e se ne può misurare il funzionamento con tecniche di elettrofisiologia. Perciò lo scopo di questo progetto è indagare se queste cellule possono essere utilizzate per valutare gli effetti dei nuovi farmaci (PTC 124, correttori, potenziatori di CFTR) sulla proteina CFTR mutata, misurando il funzionamento della proteina prima e dopo l'assunzione del farmaco. In particolare, sarà studiato l'effetto a lungo termine del PTC124 (correttore di mutazioni stop) somministrato a malati in un trial clinico di fase III. L'azione degli altri farmaci sarà invece studiata in vitro. I risultati saranno messi a confronto con quelli forniti da altre tecniche attualmente in uso per misurare il funzionamento di CFTR (test dei potenziali nasali o NPD). La misura dell'attività della proteina CFTR nei monociti (che si possono ottenere attraverso un semplice prelievo di sangue) potrebbe diventare un nuovo test accurato e specifico per sapere se un farmaco somministrato per correggere il difetto di base della malattia è efficace e quanto è efficace.
Objectives:
This study aims to perform a membrane depolarization and electrophysiological evaluation of CFTR activity in the same blood samples of normal and CF patients to characterize in monocytes: the electrophysiological properties of CFTR, the effect of modulators or potentiators (preclinical trials), the response to long-term treatment in vivo with PTC 124 (clinical trial), the specificity of the functional analysis of CFTR by comparison of CF with other diseases sharing common features.The sensitivity and consistency with the new approaches described will be compared with the standardized techniques already in use for diagnosis and outcomes in clinical trials as NPD. In particular the effect of PTC124 (Ataluren) in patients in phase 3 clinical trial using both the technologies will be evaluated. Further the effect , in vitro of VX809, a CFTR-F508del corrector will be evaluated.
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| Parziale: € 50.000 | |
| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 10.000 | |
Responsabile: Alessandra Bragonzi (Istituto di Ricerca San Raffaele, Milano)
Durata IIa fase: 3 anni (febbraio 2012 - gennaio 2015)
Finanziamento: € 512.000
Descrizione e obiettivi:
Il servizio CFaCore, che affronta ora il suo secondo triennio di attività, offre un insieme di competenze, servizi e infrastrutture che consentono ai ricercatori impegnati in progetti di ricerca finanziati da FFC di utilizzare modelli murini pre-clinici di FC per studi di tipo patogenetico e terapeutico. L'obiettivo è quello di trasferire le conoscenze di base ad applicazioni pre-cliniche favorendo lo sviluppo di nuove strategie per il trattamento della FC.
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| Patrizio Pignato lascito testamentario | Parziale € 50.000 |
| Parziale: € 10.670 | |
| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 8.000 | |
| Parziale: € 12.000 | |
| Loris Camprini con il libro "Un milione di chilometri in moto" | Parziale: € 10.000 |
| Ancora adottabile per | € 411.330 |
Responsabile: Giulio Cabrini (Laboratorio Patologia Molecolare, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Verona)
Durata IIa fase: 1 anno (gennaio 2012 - dicembre 2012)
Finanziamento: € 30.000
Descrizione e obiettivi:
Il Servizio, che entra ora nel suo IV° anno di attività, offre ai gruppi di ricerca della rete FFC la possibilità di implementare e rafforzare il proprio piano sperimentale con l'analisi qualitativa e quantitativa della espressione genica in materiali biologici provenienti da uomo, topo, ratto, scimmia, batteri, gram positivi e negativi al fine di poter condurre la propria ricerca in maniera più efficace ed efficiente.
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| Ancora adottabile per | € 30.000 |
Responsabile: Luis Galietta (Laboratorio Genetica Molecolare, Istituto "G. Gaslini", Genova)
Durata Ia fase: 3 anni (gennaio 2012 - dicembre 2014)
Finanziamento: € 210.000
Descrizione e obiettivi:
Il Servizio mette a disposizione dei ricercatori che si occupano di Fibrosi Cistica una raccolta di colture cellulari primarie ottenute da epitelio bronchiale sia da pazienti FC sia da soggetti di controllo. Si tratta di cellule derivate da bronchi di espianti polmonari di soggetti sottoposti a trapianto di polmoni. L'obiettivo è mettere a disposizione il materiale biologico e la competenza tecnica per permettere ai ricercatori della rete FFC la possibilità di usare un modello cellulare quanto più simile all'epitelio bronchiale del soggetto malato.
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| Parziale: € 15.000 |
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| Sapore di Sale 2011 | Parziale: € 13.000 |
| Cinzia Scambi | Parziale: € 8.000 |
| Donatori Iniziativa di Natale | Parziale: € 9.605 |
| Parziale: € 40.000 | |
"Sport per la vita" Roseto degli Abruzzi |
Parziale: € 13.000 |
| Parziale: € 30.000 |
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| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 20.000 | |
| Parziale: € 14.465 | |
| Parziale: € 10.000 | |
| Parziale: € 26.930 | |