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Progetti anno 2012

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Progetti anno 2012

Nella seduta del 29 giugno 2012 il Comitato Scientifico della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica ha selezionato i progetti di ricerca CF da proporre per un finanziamento che inizierà nel corrente anno. È stata la conclusione di un lungo iter di analisi e valutazione di 71 progetti sottoposti alla Fondazione a seguito del bando annuale emanato il 15 dicembre 2012.
Alla valutazione delle proposte di ricerca hanno collaborato oltre 100 scienziati internazionali, esperti nello specifico di ciascun progetto. Ogni progetto è stato esaminato da un minimo di 2 fino a un massimo di 6 revisori. Il Comitato Scientifico ha composto le proprie valutazioni con quelle dei referees, proponendo infine alla Fondazione il finanziamento di 20 nuovi progetti (di cui 8 progetti di continuazione di precedenti studi finanziati da FFC): 6 progetti nell'area "Verso terapie del difetto di base"; 6 nell'area "Verso terapie antibatteriche innovative"; 6 nell'area "Verso terapie dell'infiammazione polmonare"; 2 nell'area "Ricerca clinica ed epidemiologica". Inoltre è stato approvato e finanziato un nuovo servizio alla rete di ricerca, un database per la ricerca e analisi rapida e comparativa degli studi clinici internazionali e relative revisioni sistematiche (CFDB).
La Fondazione ha impegnato per questi progetti la somma complessiva di euro 1.500.000.
Di seguito, la lista dei progetti selezionati. Essi sono aperti alle adozioni secondo i criteri descritti alla pagina ADOTTA UN PROGETTO del sito www.fibrosicisticaricerca.it. Per visualizzare lo stato d'adozione dei progetti precedenti al 2012 visualizzare la pagina Progetti da sostenere e Progetti adottati e da adottare fino al 2010 sempre su questo sito.

Research Projects 2012

On June 29th 2012, the Scientific Advisory Board of the Italian CF Research Foundation selected the CF research projects to be proposed for funding in the current and next year. It was the conclusion of an analysis and evaluation process of 71 proposals submitted to the Foundation after the 15 December call for application. More than 100 international scientists, experts in the particular research field of each project, collaborated to the evaluation of the research proposals. Each project has been examined by 2 to 6 referees. The Scientific Advisory Board combined then its evaluations with the ones received from the referees, proposing to the Foundation 20 projects to be financed: 6 projects in the area "Toward therapies of the basic defect"; 6 in the area " Toward innovative antibacterial therapies", 6 in the area "Toward pulmonary inflammation therapies", 2 in the area "Clinical research". Moreover, a new facility for a rapid analysis of the international clinical trials and related systematic reviews has been approved and funded.
The Foundation allocated € 1,500,000 to fund these projects. They are available for collaborative funding through "adoption" with the criteria described in the page Adopt a project (Adotta un progetto). To see the state of adoption of the projects before 2012 click on the pages "Projects to support" "Projects adopted and to be adopted untl 2010" (Progetti adottati e da adottare).

1. VERSO TERAPIE DEL DIFETTO DI BASE

CFTR protein and new therapies of the basic defect

Quest'area di ricerca prevede studi finalizzati a conoscere i meccanismi attraverso cui funziona la proteina CFTR normale o non funziona quella alterata in causa del gene CFTR che la produce e che è alterato (mutato) nella fibrosi cistica. L'area comprende ricerche mirate ad individuare sistemi atti a curare o a compensare il difetto di base della malattia.

FFC#1/2012

The read-through approach for the treatment of cystic fibrosis caused by premature termination codons
L'approccio "read-through" (lettura completa del codice DNA) per il trattamento della fibrosi cistica causata da mutazioni stop

Responsabile: Monica Borgatti (Dipartimento Biochimica e Biologia Molecolare Università di Ferrara)
Partners: Nicola Altamura (Istituto Biomembrane e Bioenergetica, CNR, Bari), Ralph Laufer (IRBM, Science Park, Roma)
Ricercatori coinvolti: 12
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 80.000
Obiettivi:

Le mutazioni stop (chiamate anche "non senso") introducono nella sequenza del DNA codoni (messaggi in codice) di interruzione prematura della sintesi proteica e sono la causa di circa il 30% delle malattie ereditarie, inclusa la fibrosi cistica (FC). Le mutazioni stop del gene CFTR provocano l'arresto della sintesi della proteina CFTR, che viene prodotta solo in frammenti di lunghezza variabile a seconda del punto in cui interviene l'arresto; questi frammenti vengono poi distrutti. Esiste un meccanismo di difesa cellulare, noto con il nome di "Decadimento di mRNA mediato dal non-senso" (NMD), mediante il quale le cellule tendono a degradare i frammenti di RNA che portano il messaggio per il blocco prematuro della sintesi. Negli ultimi anni, farmaci come gli antibiotici aminoglicosidici si sono dimostrati attivi nel sopprimere il blocco prematuro mediante un meccanismo detto read-through ("lettura dall'inizio alla fine" del codice genetico per quella proteina), che è in grado di mascherare il messaggio di blocco e riavviare la lettura completa dei codici che portano alla sintesi della proteina tutta intera. Questo progetto prevede di ottimizzare questa strategia utilizzando molecole che agiscono con meccanismo read-through in modelli cellulari sperimentali (cellule di lievito o linee cellulari umane ) contenenti mutazioni di stop per la fibrosi cistica. Scopo del progetto è identificare, attraverso screening di librerie chimiche e di aminoglicosidi già in commercio , nuovi composti ad azione "read through". Inoltre saranno sviluppate strategie per modulare il meccanismo NMD e individuare la migliore combinazione di molecole read-through e modulatori NMD. Perciò questo studio può essere utile per lo sviluppo di un approccio farmacologico per la cura della fibrosi cistica causata da mutazioni stop.

Objectives:

Nonsense mutations promote premature translational termination and following loss of CFTR protein by introduction of premature termination codons (PTCs). The functional consequences of these mutations are minimized by the nonsense-mediated RNA decay pathway (NMD), a cellular mechanism, aimed to detect and degrade mRNA carrying PTCs. It has been demonstrated that drugs (like aminoglycoside antibiotics) can be designed and produced to suppress this process by the ribosomal read-through mechanism where these drugs mask PTC synthesizing a full length CFTR protein. We have found G418 aminoglycoside has an efficient read-through activity when NMD mechanism is abolished or not, while tobramycin is active only when NMD is abolished. These model systems can be used to monitor read-through at nonsense codons and to discriminate potential direct effects on the reporter gene products by NMD effectors. This project will study the development of: (a) HTS assays based on S. cerevisiae and human cell lines useful to identify novel molecules exhibiting enhanced read-through activity by screening of chemical libraries and commercial aminoglycosides; (b) experimental strategies to reduce NMD mechanism. The study may introduce new hopes for the development of a pharmacologic approach to the cure of CF.


Adozioni del progetto

Danone S.p.A.
Parziale: € 40.000
Completamento adozione riservato € 40.000

FFC#2/2012

Development of novel strategies to correct the chloride transport defect in cystic fibrosis
Sviluppo di nuove strategie per la correzione del difetto di trasporto di cloruro nella fibrosi cistica

Responsabile: Luis Galietta (Lab. Genetica Molecolare, Ist. "G. Gaslini", Genova)
Partner: Enrico Millo (Centre of Excellence for Biomedical Research, Università di Genova)
Ricercatori coinvolti: 13
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 160.000
Obiettivi:

Il ripristino del trasporto di cloruro nelle cellule epiteliali delle vie aeree è uno dei principali obiettivi per la terapia del difetto di base nella fibrosi cistica (FC). Questo risultato può essere ottenuto direttamente attraverso la correzione farmacologica della proteina mutata, CFTR. Il recupero pieno della funzione di CFTR con la mutazione deltaF508 richiede però il trattamento combinato con due tipi di composti diversi, potenziatori e correttori. Infatti la mutazione deltaF508 provoca due tipi di problemi a carico della proteina CFTR: un difetto di attività e un difetto di maturazione. Una strategia alternativa per la FC passa attraverso la stimolazione di un'altra proteina canale, TMEM16A, anch'essa capace di trasportare cloruro. Il progetto si propone di: 1) identificare nuovi composti chimici, appartenenti alla famiglia degli aminoariltiazoli (AAT), che hanno la capacità di funzionare sia da correttori sia da potenziatori; verranno sintetizzate nuove molecole di AAT da saggiare su cellule con espressione della proteina CFTR mutata; attraverso modifiche progressive della struttura chimica di tali composti si cercherà di migliorarne l'efficacia terapeutica su cellule epiteliali bronchiali ottenute da pazienti FC. 2) studiare la funzione e regolazione della proteina TMEM16A per valutarne la capacità di compensare il deficit di CFTR nei pazienti FC.

Objectives:

The main goal of therapeutic approaches aiming at the basic defect in cystic fibrosis (CF) is the restoration of chloride transport in airway epithelial cells. This result may be obtained by directly correcting the mutant protein, CFTR, with pharmacological tools. However, the full rescue of CFTR function with the deltaF508 mutation, the most frequent among CF patients, requires the combined treatment with two types of compounds, potentiators and correctors. Indeed, the deltaF508 mutation affects CFTR protein in two ways: by reducing its intrinsic activity and by impairing its maturation. Another strategy for CF is based on the stimulation of TMEM16A protein that is also able to transport chloride. The project aims are: 1) to identify novel chemical compounds, belonging to the family of aminoarylthiazoles (AATs), with the ability to work both as correctors and potentiators; by modification of the chemical structure, we will try to generate molecules with improved therapeutic efficacy on bronchial epithelial cells from CF patients. 2) to study the function and regulation of TMEM16A protein in airway epithelial cells and its sensitivity to pharmacological activators, in order to assess its suitability as an alternative drug target in CF.


Adozioni del progetto


Riservato Campagna donatori SMS 2012
Parziale: € 40.000
LIFC Associazione Lucana Onlus
Parziale: € 30.000
Bazak Cartasi
Parziale: € 8.000
Delegazione FFC di Cecina
Parziale: € 10.000
Loifur
Parziale: € 10.000
Amici per la ricerca Bassano 2012
Parziale: € 24.500
Amici per la ricerca di Milano Parziale: € 16.700
Delegazione FFC di Varese
Parziale: € 17.000
Iniziativa Natale 2012
Parziale: € 3.800

FFC#3/2012

Study of the pathogenetic and therapeutic role of the Epithelial Na+ channel (ENaC) in CF and CF-like disease
Studio del ruolo patogenetico e terapeutico del canale epiteliale del Na+ (ENaC) nella Fibrosi Cistica tipica e atipica

Responsabile: Marco Lucarelli (Dip. Biotecnologie cellulari ed Ematologia, Università "La Sapienza", Roma)
Partners: Cristina Bombieri (Dip. Scienze della Vita e della Riproduzione, Università di Verona), Massimo Conese (Dip. Scienze Biomediche, Università di Foggia)
Ricercatori coinvolti: 20
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 85.000
Obiettivi:

Nonostante l'elevato numero di variazioni di sequenza identificate nel gene CFTR, in vari pazienti con Fibrosi Cistica (FC) non risultano identificate le mutazioni causali; inoltre, è poco chiara la relazione tra le mutazioni del CFTR e la gravità clinica della malattia. Il ruolo di geni diversi dal CFTR nell'insorgenza della FC e nella definizione della sua gravità clinica è rilevante per la diagnosi, prognosi e terapia. La diminuzione della secrezione di cloro e l'aumento del riassorbimento di sodio sono anomalie caratteristiche delle vie aeree nei pazienti con FC. La prima è conseguenza diretta di CFTR difettosa, mentre la seconda è da imputare a un'anomala interazione tra CFTR e ENaC (il canale epiteliale del sodio). Sebbene siano state identificate mutazioni nei geni responsabili del canale ENaC in pazienti con FC classica e atipica, il contributo alla FC di mutazioni dei geni ENaC è poco chiaro. Inoltre, dati sperimentali suggeriscono che la metilazione del DNA (processo che regola l'accensione e lo spegnimento genico) potrebbe controllare la trascrizione dei geni ENaC. Questo progetto vuole approfondire le conoscenze sul ruolo dell'ENaC nella FC, studiando la possibilità che mutazioni o alterazioni dell'espressione (eventualmente dipendenti da alterazioni della metilazione del DNA) dei 3 geni ENaC, probabilmente in associazione con mutazioni del gene CFTR, possano causare la FC o modularne la gravità clinica. Sarà valutata anche la fattibilità, in sistemi cellulari, di approcci terapeutici rivolti alla riduzione dell'espressione o della funzione dell'ENaC.

Objectives:

Despite the high number of CFTR gene sequence variants identified, several CF patients remain with unidentified mutations; moreover, the relationship between CFTR mutations and clinical severity of CF is unclear. The possible involvement in CF pathogenesis and clinical severity modulation of genes different from CFTR is relevant for diagnosis, prognosis and therapy. Decreased chloride secretion and increased sodium absorption are characteristic abnormalities of CF airways. The first is a direct consequence of a defective CFTR, while the second is a consequence of an abnormal interaction between CFTR and ENaC (the epithelial sodium channel). Although ENaC gene mutations have been found in CF and CF-like patients, the contribution of ENaC mutations to CF disease is presently unclear. Moreover, experimental evidences suggest that DNA methylation would control transcription of ENaC genes. Objectives of this project are : 1) To establish whether, in CF or CF-like diseases, mutations or transcriptional alterations in ENaC genes contribute to the pathogenesis and to the phenotype severity. 2) To analyze the mechanism(s) of coordinated transcription of ENaC genes and of ENaC-CFTR interaction. 3) To characterize the functional effect of the ENaC mutations identified. 4) To evaluate therapeutic approaches of ENaC expression downregulation and activity attenuation in cellular systems.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC di Bologna
Parziale: € 70.000
Delegazione FFC di Ferrara
Parziale: € 15.000

FFC#4/2012

The molecular structure and the folding of the whole Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator (CFTR)
Studio della struttura molecolare e conformazione della proteina CFTR

Responsabile: Oscar Moran (Istituto di Biofisica CNR, Genova)
Ricercatori coinvolti: 5
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:

La mutazione più frequente in FC è la ΔF508: essa causa un difetto di maturazione della proteina CFTR, che viene distrutta prima di essere inserita nella membrana cellulare. Come terapia è stata indicato l'uso di composti denominati correttori, che evitano la distruzione della proteina ΔF508 mutata, permettendogli di arrivare in membrana ed esercitare la sua funzione di trasporto di cloro. E' di fondamentale importanza conoscere la struttura molecolare di CFTR impiegando mezzi a risoluzione elevatissima (atomica), ma questo viene impedito da difficoltà tecniche che ostacolano la cristallizzazione (trasformazione in forma solida) della proteina. Questo progetto si propone di studiare la struttura molecolare della CFTR utilizzando metodi di diffusione di raggi−X a basso angolo (SAXS= small-angle X-ray scattering). Con questa tecnica è possibile avere informazione dettagliata sulla struttura molecolare della proteina in condizioni simili a quelle fisiologiche. L'obbiettivo è quello di mettere a punto un apposito protocollo per l'estrazione e purificazione di CFTR da cellule di mammiferi; quindi studiare con SAXS la struttura della CFTR normale in diversi stati funzionali e di confrontarla con la struttura della CFTR mutata; inoltre trattare (sempre su cellule di mammifero) CFTR mutata con correttori e indagare come questi farmaci ne modificano la conformazione molecolare. I risultati ottenuti serviranno a capire i meccanismi di funzionamento della CFTR normale e le alterazioni patologiche dovute alla mutazione ΔF508, inoltre ad acquisire informazioni che potrebbero essere fondamentali per lo sviluppo di nuovi e migliori correttori per la terapia farmacologica del difetto di base nella FC.

Objectives:

The most frequent mutation in CF, ΔF508, causes defects in the maturation of the protein, which is destroyed before being inserted into the cell membrane. As a therapy it has been indicated the use of compounds, known as correctors, that prevent the destruction of ΔF508, allowing it to reach the membrane and to carry out its Cl- transport function. The determination of the molecular structure of CFTR at atomic level is inhibited by many technical difficulties that prevent the crystallization of the protein. We propose to study the molecular structure of CFTR using methods of small-angle X-ray scattering (SAXS). With this technique, which has the advantage that does not need to apply any particular treatment of the sample, it is possible to have detailed information on the molecular structure of proteins under conditions similar to physiological ones. The goal is to study the structure of the normal CFTR in different functional states, and compare it with the structure of the protein carrying the mutation ΔF508. The CFTR, normal or mutated, will be purified from mammalian cells, which can also be treated with correctors in order to study how these drugs modify the molecular conformation of the mutant. Specific aims are: 1- To set-up a protocol for the purification of the whole CFTR from mammalian cells. 2- To determine the structure of solubilized and purified CFTR at medium resolution by SAXS. 3- To find out the conformational differences between wild-type and ΔF508 CFTR. 4- To study the effect of correctors on the ΔF508 CFTR conformation.


Adozioni del progetto

Danone S.p.A.
Parziale: € 35.000
Completamento adozione riservato € 35.000

FFC#5/2012

Modulation of post-translational modification and quality control system as a novel therapeutic strategy for Cystic Fibrosis
Modulazione delle modificazioni post-translazionali e dei sistemi di controllo di qualità come nuova strategia terapeutica per la fibrosi cistica

Responsabile: Nicoletta Pedemonte (Lab. Genetica Molecolare, Ist. "G. Gaslini", Genova)
Ricercatori coinvolti: 4
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 100.000
Obiettivi:

I trattamenti attuali della FC sono mirati alla cura delle conseguenze della malattia, ma non consentono di correggere il difetto di base. La messa a punto di nuovi farmaci in grado di correggere il difetto di base consentirebbe di fermare la progressione della malattia. Ma ciò richiede più approfondita conoscenza dei meccanismi molecolari che regolano la maturazione o la degradazione della proteina mutata. Questo progetto ha come obiettivi primari: 1) studiare i meccanismi molecolari alla base del difetto di maturazione della proteina F508del-CFTR; 2)verificare se la loro modulazione possa avere una efficacia terapeutica. Obbiettivo finale è l'identificazione di terapie mirate al ripristino della funzione della proteina mutata F508del (presente nel 45-50% dei pazienti in Italia) e possibilmente di altre mutazioni caratterizzate da difetto di maturazione. Utilizzeremo una tecnologia chiamata "interferenza genica mediata da RNA". Essa ha già permesso di identificare alcuni dei meccanismi che impediscono la maturazione della proteina F508del-CFTR. Verrà validata l'efficacia della modulazione di questi meccanismi sia in vitro, su colture primarie di cellule epiteliali delle vie aeree di soggetti FC, sia in vivo, su modelli animali. Verranno anche identificati ulteriori fattori di regolazione della maturazione di CFTR e verificato se anch'essi risentono di interventi di modulazione.

Objectives:

Current treatments of CF are focused on disease consequences, but they are not designed to correct the basic defect. The development of novel drugs able to correct the basic defect will allow to stop the progression of the disease. To this aim, we need a better understanding of the cellular processes responsible for maturation vs degradation of the mutant protein. The primary objectives of the project are to study the molecular mechanisms involved in the trafficking defect of F508del mutant, and to assess the feasibility and therapeutic relevance of their modulation. Using a technology called RNA interference have been already identified some of the mechanisms leading to the stop of F508del-CFTR maturation. Now, it is planned to evaluate the efficacy of their modulation both in vitro, on primary cultures of airway epithelial cells from CF patients, and in vivo, on murine models. In parallel, using RNA interference, we will identify other regulators of CFTR maturation. Finally, we plan to evaluate the efficacy of modulation of these regulators on CFTR mutants with trafficking defect, other than F508del.


Adozioni del progetto

Danone S.p.A.
Parziale: € 50.000
Completamento adozione riservato € 50.000

FFC#6/2012

CFTR splicing correction mediated by Exon-Specific U1 small nuclear RNAs (ExSpe U1)
Correzione dei difetti di splicing del gene CFTR attraverso l'utilizzo di piccoli RNA nucleari

Responsabile: Franco Pagani (ICGEB, Trieste)
Ricercatori coinvolti: 5
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:

Questo studio si focalizza sulle mutazione di splicing del gene CFTR ed in particolare su alcune mutazioni che causano un difetto chiamato "exon skipping" o salto dell'esone (viene saltata una grossa parte del codice genetico nel suo trasferimento per la sintesi, attraverso RNA, di proteina CFTR). Lo studio si basa su osservazioni preliminari che mostrano come "in vitro" piccole molecole di RNA presenti nel nucleo della cellula, chiamate ExSpeU1 (Exon Specific U1s), sono in grado di correggere l' "exon skipping". L'obiettivo è quello di sviluppare una nuova strategia terapeutica rivolta alle mutazioni splicin. Perciò sarà necessario: 1) identificare diversi ExSpeU1 attivi sul gene CFTR in grado di correggere più mutazioni di splicing: questo richiederà la creazione di appropriati "minigeni" in grado di intervenire nella maggior parte dei 27 esoni che compongno il gene CFTR; 2) attraverso l'analisi dei meccanismi coinvolti, sviluppare molecole con migliore attività; 3) studiarne l'effetto sulla funzionalità del canale CFTR in cellule geneticamente modificate in modo che contengano mutazioni CFTR splicing.

Objectives:

A significant proportion of disease-causing mutations in CFTR gene affect pre-mRNA splicing, inducing skipping of the exon from the mature transcript. In these cases, a therapeutic splicing rescue that improve exon definition and induce inclusion of the defective exon in the final transcript is expected to correct the basic defect and restore normal CFTR function. This project aims to explore a novel RNA-based repair strategy for mis-splicing in CFTR gene, based on Exon Specific U1 snRNA (ExSpe U1). ExSpe U1s are modified U1 snRNAs whose specific binding in intronic sequences downstream the 5'ss are able to rescue splicing of defective exons. We recently demonstrated that a single ExSpe U1 is able to efficiently correct multiple splicing defects in CFTR exon 12 minigene. In this project, we intend: 1) to evaluate the efficacy of the approach to correct aberrant splicing in different CFTR defective exons; 2) to improve the ExSpeU1 efficacy through the investigation of the molecular mechanisms involved; 3) to investigate the ExSpeU1 rescue on the CFTR protein function through the development of appropriate cellular models based on splicing competent minigenes and splicing-defective modified cells.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC di Legnago
Parziale: € 8.000
Gruppo di Sostegno FFC "Rita" Verona
Parziale: € 8.000
Gruppo di Sostegno FFC "Riola Sardo" - In ricordo di Marco
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Lodi
Parziale: € 8.000
Delegazione FFC di Rovigo
Parziale: € 8.000
Cartasi
Parziale: € 20.000
Unicredit Banca
Parziale: € 8.000

2. VERSO TERAPIE ANTIBATTERICHE INNOVATIVE

Novel antibacterial strategies for the pulmonary infection in cystic fibrosis

Quest' area include progetti orientati a conoscere i meccanismi con cui i batteri più comunemente implicati nell'infezione polmonare in fibrosi cistica acquisiscono la capacità di colonizzare l'albero respiratorio determinando infezione e infiammazione. L'obiettivo generale di questi progetti è quello di individuare nuove modalità terapeutiche per contrastare lo sviluppo, la virulenza dei batteri e la loro resistenza verso gli antibiotici. L'area si basa su ricerche in vitro e su modelli animali, ma contempla anche studi che si avvicinano di più alla clinica e quindi al malato: diagnosi batteriologica, studi sulla sensibilità agli antibiotici, indicazioni al trattamento e verifica di efficacia della prevenzione e della cura delle infezioni, studi epidemiologici e di trasmissione di infezione.

FFC#7/2012

Metalloproteases released by Pseudomonas aeruginosa clinical strains as virulent factors in CF: clinical correlations and chemical modulators
Metalloproteasi rilasciate da ceppi clinici di Pseudomonas aeruginosa quali fattori di virulenza in FC: correlazioni cliniche e modulatori chimici

Responsabile: Gabriella Bergamini (Dip. Patologia e Diagnostica, Sez. Patologia Generale, Università di Verona)
Partner: Paola Melotti (Centro Regionale Fibrosi Cistica, AOUI Verona)
Ricercatori coinvolti: 3
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 18.000
Obiettivi:

Pseudomonas aeruginosa (Pa) è l'agente patogeno più comune della fibrosi cistica (FC). Alcuni particolari ceppi di Pa rilasciano enzimi chiamati MMP (Metalloproteasi di Matrice) che svolgono azione proinfiammatoria e sono da considerare fattori di virulenza di Pa. Questo progetto ha lo scopo di studiare le Metalloproteasi di Matrice (MMP) prodotte da Ps aeruginosa e stabilire se la loro presenza è in relazione con la presenza sporadica o cronica di Pa nei pazienti. Inoltre, si vuole valutare l'effetto che può avere su queste MMP l'antibiotico azitromicina, conosciuto anche per la sua attività antiinfiammatoria. Oggi non si sa quali siano i pazienti FC che possano rispondere positivamente al trattamento con azitromicina come antinfiammatorio. La determinazione della sensibilità del ceppo di Pa, e in particolare delle sue MMP, ad AZM potrebbe fornire una spiegazione razionale ed un criterio di scelta per il trattamento di singoli pazienti.

Objectives:

Pseudomonas aeruginosa (Pa) is the most common virulent pathogen of cystic fibrosis (CF). Our recent studies have shown that metalloproteases released by clinical Pa strains might be involved in the pro-inflammatory response [1] and that azithromycin (AZM) inhibits MMPs release in a subset of Pa strains. The objectives of this project are: 1) To evaluate MMP activity in conditioned medium (CM) from Pa clinical strains and its response to AZM. 2) To measure the MMP activity in cell-free sputum from CF patients featuring sporadic or chronic colonization before and after AZM therapy.


Adozioni del progetto

Associazione culturale "A filo d'Arte" Totale: € 18.000

FFC#8/2012

Investigation of cystic fibrosis airway microbiome in patients showing a severe decline in lung function and not responding to conventional antimicrobial therapy
Indagine sul microbioma delle vie aeree nei pazienti con fibrosi cistica che presentano un severo declino della funzione polmonare e non rispondono alla terapia convenzionale antimicrobica

Responsabile: Annamaria Bevivino (Unità per lo Sviluppo Sostenibile e Innovazione Sistema Agro-Industriale, ENEA, Roma)
Partners: Alessio Mengoni (Dip. Biologia dell'Evoluzione, Università di Firenze), Giovanni Taccetti (Centro FC, Ospedale "A. Meyer", Firenze), Ersilia Fiscarelli (Laboratorio Microbiologia, Ospedale "Bambin Gesù", Roma), Graziana Manno (Dip. di Scienze Pediatriche, Università di Genova)
Ricercatori coinvolti: 24
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 60.000
Obiettivi:

Per "microbioma" delle vie aeree FC si intende l'insieme dei microrganismi, dotati di specifico patrimonio genetico, presenti nelle vie aeree dei pazienti FC. Tra questi pazienti vi sono quelli che nonostante il trattamento terapeutico presentano una rapida e severa diminuzione della funzionalità respiratoria. Obiettivo principale del progetto è valutare la composizione del microbioma in questo gruppo di pazienti, alla ricerca di patogeni diversi da quelli abitualmente isolati in cultura con i metodi tradizionali. L'impiego di tecnologie molecolari (classiche e di ultima generazione) porterà alla scoperta di nuovi microrganismi coinvolti nella malattia polmonare e di nuovi geni che li caratterizzano. Queste conoscenze costituiranno la base per la messa a punto di nuove strategie contro le infezioni respiratorie FC.

Objectives:

CF is characterized by a progressive decline in lung function. Several studies have evidenced that some patients' FEV1 seriously declines despite treatment with traditional antimicrobial therapy. The presence of other microorganisms, in addition to the common CF bronchial pathogens identified by the traditional culture methods, may significantly affect the course and outcome of CF lung disease. The objective of the present project is to assess the composition of airways microbiota in these patients by employing novel molecular and metagenomic technologies. The aim is to discover new opportunistic pathogens involved in pulmonary disease and novel bacterial genes, and in this way to identify new targets for treatment and management of bacterial infections in CF patients.


Adozioni del progetto

Associazione Trentina FC onlus in ricordo di Vanessa Weber
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Latina
Parziale: € 20.000
Adottabile per
€ 30.000

FFC#9/2012

Development, production and characterization of antibacterial peptides (CAMPs) active on the sessile form of the opportunistic human pathogens Pseudomonas aeruginosa and Burkholderia cenocepacia
Sviluppo, produzione e caratterizzazione di peptidi antimicrobici (CAMPs) attivi sulla forma sessile dei patogeni opportunisti Pseudomonas aeruginosa e Burkholderia cenocepacia

Responsabile: Eliodoro Pizzo (Dip. Biologia Strutturale e Funzionale, Lab. Struttura e Funzione delle Proteine, Università "Federico II", Napoli)
Partner: Mario Varcamonti (Dip. Biologia Strutturale e Funzionale, Lab. Microbiologia, Università "Federico II", Napoli)
Ricercatori coinvolti: 10
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 30.000
Obiettivi:

Le infezioni respiratorie provocate da Pseudomonas aeruginosa e Burkholderia cenocepacia costituiscono un rischio per i pazienti FC e l'emergere di ceppi batterici virtualmente resistenti a tutti gli antibiotici esistenti ha posto l'accento verso la ricerca di nuovi composti. I peptidi antimicrobici (CAMPs) possono rappresentare una valida alternativa. Lo scopo principale di questo progetto è lo sviluppo di CAMPs (in parte identificati nel corso del progetto FFC15#2011), di loro prodotti modificati e di formulazioni multivalenti atte a combattere colonie batteriche nella loro forma sessile, cioè incapsulate in un biofilm. Il biofilm avvolge la colonia e la rende impenetrabile agli antibiotici; il problema di scoprire come aggredirlo è oggi di grande rilevanza per la sanità in generale e per i pazienti FC in particolare, nei quali Ps. aeruginosa e B. cenocepacia circondati da biofilm diventano particolarmente pericolosi. I CAMPs identificati come più promettenti saranno testati in vivo su sistema murino e in vitro su cellule umane.

Objectives:

Cystic fibrosis patients are particularly at risk from P. aeruginosa and B. cenocepacea infections. Novel drugs against these bacteria are crucially required and a systematic approach voted to the optimization of natural existing CAMPs well suits to this demanding task. The main aims of the project are the improvement of the CAMPs identified in the course of the project FFC15#2011, together with the development of CAMPs, modified CAMPs and CAMPs mixtures possessing high bactericidal activity toward cells inside mature biofilms. These peptide‐based antimicrobial will find application in the treatment of pathogenic multi‐drug resistant bacteria which are becoming more and more frequently a serious threat for human health in general and for CF patients in particular. The bactericidal activity of the new CAMPs developed in the course of this study will be measured with respect to different Ps. aeruginosa strains grown both in their sessile and planktonic form. A similar approach will be adopted in regard of B. cenocepacia CF strains, and in this case we will test all the CAMPs developed in the course of the previous project plus the new ones. Optimized peptides will be object of in vivo study in murine model of infection.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC "La Bottega delle Donne" - Montebelluna
Totale: € 30.000

FFC#10/2012

A very promising drug against Burkholderia cenocepacia
Studio di un farmaco molto promettente contro Burkholderia cenocepacia

Responsabile: Giovanna Riccardi (Dip. di Biologia e Biotecnologie, Università di Pavia)
Partner: Renato Fani (Dip. Biologia dell'Evoluzione, Università di Firenze)
Ricercatori coinvolti: 12
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 50.000
Obiettivi:

Burkholderia cenocepacia è considerato uno dei più seri patogeni che colpiscono i malati di fibrosi cistica, provocando infezioni respiratorie in circa il 3.5% di essi. B. cenocepacia è altamente resistente agli antibiotici, di conseguenza sono necessarie nuove strategie per il suo trattamento. E' importante la scoperta recente (avvenuta nel corso di studi per la terapia della tubercolosi) che derivati della Piridina, composto chimico alla base di molti prodotti farmaceutici, possono agire anche contro B. cenocepacia. Scopo di questo progetto è lo studio dei meccanismi che rendono i composti a base di Piridina attivi contro B. cenocepacia, in particolare lo studio di un trasportatore cellulare (pompa di efflusso RND-4), che ha un ruolo importante perchè conferisce al batterio resistenza agli antibiotici tradizionali. Questa pompa verrà riprodotta in vitro e, poichè alcuni derivati della Piridina si sono dimostrati in grado di neutralizzarla, questi saranno studiati come candidati a diventare nuovi farmaci contro B. cenocepacia.

Objectives:

Burkholderia cenocepacia is considered one of the most serious pathogens in CF patients and it causes infections in about 3.5% of them. B. cenocepacia is highly resistant to antibiotics, thus prompting the need for new strategies for the control of infections. In this project we will pursue three aims: 1) Heterologous production of RND-4 transporter for future structural studies and drug design in order to find molecules that will block this pump; 2) Synthesis of new compounds against B. cenocepacia. We recently found that a pyridine compound is very active and we identified a mechanism of resistance, which relies on the extrusion of the new drug by RND-4 transporter. We aim to synthetize new derivatives that will not be recognized by the pump as a substrate; 3) Target identification of pyridine derivatives through selection and genome sequencing of spontaneous resistant mutants.


Adozioni del progetto

Associazione Trentina FC onlus in ricordo di Zaira Tutino
Parziale: € 10.000
Gruppo di Sostegno FFC di Palermo - in ricordo di Elisa Pepe
Parziale: € 30.000
Delegazione FFC di Imola
Parziale: € 10.000

FFC#11/2012

Development of optimized anti-infective peptides and exploration of a novel drug delivery system for the respiratory infection therapy in an animal model
Sviluppo di peptidi anti¬infettivi ottimizzati e sperimentazione di un nuovo sistema di somministrazione di farmaci per la terapia delle infezioni respiratorie

Responsabile: Marco Scocchi (Dip. Scienze della Vita, Università degli studi di Trieste)
Partner: Giovanni Di Bonaventura (Dip. Scienze Biomediche, Università di Chieti-Pescara), Maria Laura Costantino (Dip. Ingegneria Strutturale, Politecnico Milano)
Ricercatori coinvolti: 19
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 50.000
Obiettivi:

Spesso i pazienti FC presentano complicazioni dovute a batteri resistenti agli antibiotici. Un'arma che potrebbe essere impiegata contro le infezioni polmonari è rappresentata dai Peptidi Antimicrobici (AMPs), molecole naturalmente prodotte sia da animali che da piante, dotate di azione antibatterica. Gli AMPs da noi precedentemente saggiati (Alpha helical BMAP¬27 and BMAP¬28 AMPs) si sono dimostrati promettenti, in particolare per la loro capacità di eliminare o ridurre la formazione del biofilm prodotto da alcuni patogeni durante l'infezione. A fronte di questi vantaggi, la maggior parte degli AMPs presenta qualche tossicità che potrebbe danneggiare i tessuti del paziente. Oltre alla resitenza agli antibiotici, un secondo ostacolo all'eradicazione delle infezioni polmonari FC, è dato dalla difficoltà di somministrare farmaci alle vie aeree, infiammate e ostruite. Il primo obiettivo del progetto è la produzione e messa a punto di forme modificate di AMPs naturali, progettati per mantenere una buona attività battericida e per ridurre nel contempo gli effetti collaterali. Il secondo obiettivo è sperimentare un nuovo metodo di somministrazione di farmaci, tramite la ventilazione liquida totale (TLV), una procedura di ventilazione meccanica nella quale i polmoni sono riempiti con una miscela composta da perfluorocarburo (PFC) liquido ossigenato, antibiotici e mucolitici, piuttosto che con aria. Il nuovo metodo sarà sperimentato su conigli con infezione polmonare, allo scopo di indagare se sia utile per trasportare farmaci anche nelle regioni meno accessibili delle vie aeree, aiutando l'eradicazione dell'infezione.

Objectives:

CF patients with are increasingly faced with pulmonary infection caused by multidrug¬resistant strains. A class of antimicrobials that might be successfully used for treatment of pulmonary complications is represented by Antimicrobial Peptides (AMPs), an important component of innate immunity, acting as a first line of defence against infections. Alpha helical BMAP¬27 and BMAP¬28 AMPs are active against multiresistant bacterial strains and have the ability to overcome or prevent biofilm formation. However they are not highly selective for their targets and are often quite toxic to the host. The objective of the project is the evaluation of some synthetic truncated analogues of BMAP peptides that were already been synthesized. These maintain their in vitro activity against different clinical isolates and show, at the same time, reduced cytotoxicity against human cells and reduced toxicity in animal experimental models. A second objective is to search for a novel system for the pulmonary delivery of drugs: it is based on total liquid ventilation and is presumed to overcome possible toxic effects associated to classic administration routes.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC del Lago di Garda con
i Gruppi di Sostegno di Chivasso, dell'Isola Bergamasca e di Arezzo
Totale: € 50.000

FFC#12/2012

Naturally occurring antimicrobials to counteract lung infections in cystic fibrosis patients: Cecropin A-Melittin (CA-M) hybrid peptides and polymixins
Antimicrobici di origine naturale per combattere le infezioni polmonari in pazienti affetti da fibrosi cistica: peptide ibridi Cecropina A-Melittina and polimixine

Responsabile: Alba Silipo (Dip. Scienze Chimiche, Università "Federico II", Napoli)
Partner: Giovanni Di Bonaventura (Dip. Scienze Biomediche, Università Chieti-Pescara)
Ricercatori coinvolti: 11
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 60.000
Obiettivi:

Il trattamento di infezioni da Pseudomonas aeruginosa da Burkholderia cepacia complex (Bcc) in fibrosi cistica è reso difficoltoso dalla crescente diffusione di ceppi multi resistenti (MDR). E' quindi importante mettere a punto nuove strategie antimicrobiche. I peptidi antimicrobici di origine naturale si stanno affermando sempre di più come composti da cui partire per il design di varianti sintetiche a maggiore efficacia o minore tossicità, da usare da sole o in combinazione con altri antibiotici. Il presente progetto sarà focalizzato sulla messa a punto di nuove strategie antiinfettive basate sull'utilizzo di peptidi antimicrobici (AMP) di origine naturale: il peptide ibrido CecropinaA-Melittina (CA-M, scoperto nell'emolinfa degli insetti) e suoi derivati sintetici, e le polimixine (gruppo di antibiotici aventi struttura di peptidi ciclici derivati dal batterio Bacillus Polymyxus). Ci poniamo come obiettivi: i) di esplorare i meccanismi di interazione del peptide ibrido CA-M con la cellula batterica, al fine di definire i requisiti molecolari alla base della interazione e di eventi quali resistenza, adattamento e modulazione della risposta immunitaria ad opera di batteri opportunisti quali Pseudomonas aeruginosa e Bcc; ii) di valutare in vitro e in vivo (topi FC) l'attività dello stesso peptide e dei suoi derivati sintetici, da soli e in combinazione con altri antibiotici comunemente usati (tobramicina e colistina) contro ceppi batterici multiresistenti di P. aeruginosa e di Bcc.

Objectives:

The management of cystic fibrosis (CF) infections by Pseudomonas aeruginosa and Burkholderia cepacia complex (Bcc) is significantly affected by the emergence of multidrug-resistant (MDR) strains. New therapeutic strategies are needed to circumvent these problems. Naturally occurring antimicrobials, such as antimicrobial peptides (AMPs), are being sought as "lead compound" for developing alternative antimicrobials. The design of enhanced synthetic variants to be used alone or in combination with other antibiotics could, therefore, represent an alternative strategy to counteract multidrug-resistant (MDR) strains. The present project will be focused on the definition of novel therapeutic strategies in the treatment of CF lung infections based on the use of naturally occurring AMPs: Cecropin A-Melittin (CA-M) hybrid peptides and their derivates (CA-M hybrids), as well as polymixins. We aim to: i) explore the mechanisms of interaction of CA-M hybrids with bacterial cell envelope, in order to define the molecular requisites for resistance, adaptation and modulation of the host immune response by opportunistic CF pathogens such as P. aeruginosa and Bcc; and ii) evaluate the in vivo and in vitro activity of CA-M hybrids, alone and in combination with antibiotics commonly used in CF therapy (i.e., tobramycin), against planktonic and biofilm cells of CF MDR P. aeruginosa and Bcc strains.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC di Novara
Parziale: € 15.000
Delegazione FFC di Latina
Parziale: € 15.000
Delegazione FFC di Imola
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Pesaro
Parziale: € 10.000
Associazione Trentina FC onlus in ricordo di Don Renato Vallorzi
Parziale: € 10.000

FFC#13/2012

Role of high affinity zinc transporters in Pseudomonas aeruginosa ability to colonize the inflamed cystic fibrosis lung
Ruolo dei trasportatori di zinco ad alta affinità nella capacità di Pseudomonas aeruginosa di colonizzare il polmone infiammato tipico della fibrosi cistica

Responsabile: Andrea Battistoni (Dip. Biologia, Università Tor Vergata, Roma)
Ricercatori coinvolti: 9
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 75.000
Obiettivi:

Metalli quali il ferro e lo zinco hanno un ruolo molto importante nella fisiologia dei batteri, in quanto costituenti di numerose proteine essenziali per la loro sopravvivenza. Impedire ai batteri di accedere e di "nutrirsi" di questi metalli è quindi un meccanismo contro la loro disseminazione e contro le infezioni che essi provocano ("immunità nutrizionale"). Alcune proteine della cascata antinfiammatoria sono specializzate in questa azione antimicrobica. Una è la calprotectina (CP), rilasciata dai neutrofili in sede di infezione e capace di sequestrare zinco e manganese. Abbiamo recentemente dimostrato che la capacità di un patogeno intestinale di resistere all'azione antimicrobica della CP è legata alla capacità di esprimere un trasportatore di metalli con altissima affinità per lo zinco. Poiché la CP è la proteina più abbondante nello sputo dei pazienti FC, ipotizziamo che, per colonizzare in modo efficiente il loro polmone, P. aeruginosa debba adottare strategie volte a controbilanciare la carenza di zinco indotta dalla CP. Le nostre osservazioni preliminari confermano che questo microrganismo è estremamente resistente ai meccanismi di sequestro dello zinco, probabilmente grazie alla presenza di diversi sistemi di acquisizione dello zinco. Gli obiettivi di questo progetto sono: 1) caratterizzare l'apparato di acquisizione dello zinco di P. aeruginosa e la sua capacità di funzionamento anche in condizioni di carenza di zinco; 2) valutare se questo apparato abbia ruolo critico nella capacità di P. aeruginosa di colonizzazione il polmone dei pazienti e resistere all'azione antimicrobica della CP. Il contributo specifico della CP contro P. aeruginosa sarà valutato attraverso saggi in vitro e tramite infezioni in animali resi carenti di neutrofili e quindi con scarso rilascio di CP. Il progetto contribuirà a 1) spiegare il ruolo dello zinco nell'interazione ospite- P. aeruginosa 2) identificare nuovi potenziali bersagli per strategie antimicrobiche.

Objectives:

Transition metals such as iron and zinc play a very important role in bacterial physiology as they are essential constituents of a large number of proteins. In order to control the spread of infectious microorganisms in their tissues, vertebrates adopt a series of strategies aimed at making metals unavailable to bacterial pathogens. This concept is now described as "nutritional immunity". Recent studies have made clear that the release of antimicrobial metal‐sequestering proteins has an important role in the inflammatory response aimed at the control of bacterial pathogens. One of these proteins is Calprotectin (CP), a zinc and manganese‐sequestering protein released by neutrophils at sites of infection. We have recently contributed to demonstrate that the ability of a gut pathogen to withstand the antimicrobial activity of CP depends on its ability to produce a metal transporter characterized by a very high affinity for the zinc ion. As CP is the most abundant protein in the sputum from CF patients, we hypothesize that P. aeruginosa must be able to implement effective strategies to counteract calprotectin‐induced metal starvation and efficiently colonize the CF lung. The goals of this project are: 1) To characterize the zinc import apparatus of P. aeruginosa and its functional importance for bacterial growth in zinc‐limiting conditions; 2) to evaluate if zinc uptake mechanisms are key to P. aeruginosa ability to colonize the CF lung and resist to the zinc sequestering activity of CP. The contribution of CP to the control of P. aeruginosa grow will be analyzed in vitro and by carrying out infections in neutropenic mice. We believe that the elucidation the role of zinc in the host‐P. aeruginosa interaction in CF may be useful to identify novel important targets for antimicrobial strategies.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC di Legnago
Parziale: € 8.000
Delegazione FFC di Monterotondo-Roma
Parziale: € 13.000
Delegazione FFC di Sondrio Valchiavenna
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Verona
Parziale: € 20.000
Delegazione FFC di Alba Cuneo
Parziale: € 14.000
Delegazione FFC di Soverato in ricordo di Emanuela Luly
Parziale: € 10.000

3. VERSO TERAPIE DELL'INFIAMMAZIONE POLMONARE

Pulmonary inflammation in cystic fibrosis and new strategies of treatment

Quest'area è orientata a conoscere e interpretare i processi coinvolti nella risposta dell'ospite all'infezione (infiammazione), che in fibrosi cistica appare straordinariamente esaltata, particolarmente a livello polmonare. L'intento finale di questi studi è quello di individuare strategie terapeutiche efficaci nel contrastare l'infiammazione e quindi prevenire il danno polmonare cronico responsabile del progredire dell'insufficienza respiratoria nel malato FC.

FFC#14/2012

Structure-activity relationships (SAR) of neoglycoconjugates derived from deoxynojirimycin as possible therapeutic agents for Cystic Fibrosis lung disease, by modulating the metabolism of sphingolipids
Relazione struttura-attività(SAR) di nuovi glicoconiugati, derivati da deoxynojirimicina che agiscono sul metabolismo degli sfingolipidi, come possibili farmaci per la malattia polmonare in fibrosi cistica

Responsabile: Maria Cristina Dechecchi (Lab. Patologia Molecolare, Laboratorio Analisi AOUI, Verona)
Partner: Fréderic Becq (Inst. Physiologie et Biologie Cellulaires, Universitè de Poitiers, France)
Ricercatori coinvolti: 13
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 120.000
Obiettivi:

Studi recenti suggeriscono che l'infiammazione polmonare in FC potrebbe essere normalizzata, almeno in parte, interferendo con il metabolismo degli sfingolipidi (SLs, elementi strutturali della membrana cellulare), che sono noti svolgere un ruolo critico nella patogenesi di molte malattie polmonari. Grazie ad un precedente progetto FFC, abbiamo dimostrato che il farmaco n-butil deossinoirimicina (NB-DNJ, miglustat) produce un effetto anti-infiammatorio in vitro e in vivo, riduce l'accumulo dello SL ceramide indotto da P.aeruginosa e corregge la funzione della proteina mutata CFTR F508del. Ma l'attività del miglustat su differenti enzimi coinvolti nel metabolismo degli SLs potrebbe avere effetti collaterali indesiderati, diminuendone l'efficacia. Quindi occorre sviluppare nuovi composti sempre più specifici e, possibilmente con effetti avversi limitati. I nostri risultati preliminari, ottenuti utilizzando diversi inibitori di enzimi del metabolismo degli SLs, suggeriscono che l'enzima β-glucocerebrosidasi non lisosomiale (GBA2) potrebbe essere almeno uno dei bersagli dell'effetto anti-infiammatorio del miglustat. Proponiamo di studiare una relazione tra struttura ed attività (SAR) di questi composti, come possibili anti-infiammatori che modulino gli SLs. Analoghi di AMP-DNJ verranno inizialmente valutati in linee cellulari bronchiali per il loro effetto sulla trascrizione della principale chemochina IL-8, come marcatore di risposta infiammatoria all'infezione da P. aeruginosa, e sulla modulazione di ceramidi. I derivati più promettenti saranno poi valutati in colture primarie delle vie respiratorie dei pazienti FC in termini di : i) espressione di geni chiave coinvolti nella risposta infiammatoria a P. aeruginosa, ii) livello di stress ossidativo e analisi di lipidi biologicamente attivi e iii) funzione difettosa della proteina CFTR F508del. Gli analoghi che risulteranno efficaci in colture primarie FC saranno poi analizzati in modelli murini di infezione polmonare da P. aeruginosa. Questa ricerca avrà ricadute che potrebbero in futuro rappresentare il punto di partenza per la scoperta di nuovi farmaci.

Objectives:

Recent findings suggest that the CF pathophysiology may be at least partly corrected by interfering with sphingolipid (SL) metabolism, already known to play a crucial role in the pathogenesis of several lung diseases. Under a previous FFC grant we demonstrated that the iminosugar, N-butyl deoxynojirimycin (NB¬DNJ, miglustat) produces an anti-inflammatory effect in vitro and in vivo, reduces the P. aeruginosa-induced immunoreactive ceramide expression and restores the defective F508del CFTR function. Miglustat inhibits different enzymes involved in SL metabolism that could lead to eventual off-target effects, raising concerns about the efficacy of the treatment. Therefore we need to facilitate the design of more potent derivatives with high potential as therapeutic agents for CF lung disease. Our preliminary results, using inhibitors of different enzymes of SL metabolism, suggest that non¬lysosomal glucosylceramidase (GBA2) could be at least one of the molecular targets of the anti¬inflammatory effect of miglustat. A library of neoglycoconjugates derived from the lead compound deoxynojirimycin with an adamantane (AMP-DNJ) mojety, has been synthesized and shown to enable efficient modulation of their biological activity. This study is aimed at performing a SAR on these compounds as anti¬inflammatory agents by modulating SLs. The AMP-DNJ derivatives will be tested in bronchial cell lines for their effect on expression of the main chemokine IL-8, as primary read-out system of inflammatory response to P. aeruginosa, and modulation of intracellular ceramides. The most promising derivatives will be then tested in CF primary human airway cells grown at ALI for their effect on: i) expression of key genes involved in the inflammatory response to P.aeruginosa; ii) the level of oxydative stress /inflammation and bioactive lipid metabolism (lipidomics as analysed by LC-MS ) and iii) rescue of F508del-CFTR function. Selected compounds shown to be the most effective anti-inflammatory molecules in CF primary cells will be tested in murine lung models infected with P.aeruginosa, in term of lung inflammation and infection. The anticipated output of this study is to develop powerful DNJ derivatives that could provide novel therapeutic options for CF lung inflammation.


Adozioni del progetto

Donatori visitatori mostra
"Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi"

e "Asta Sotesby's Sole24Ore Cultura"
Parziale: € 67.448
Adottabile per € 52.552

FFC#15/2012

The Heme-oxygenase 1 (HO-1) as modulator of Cystic Fibrosis lung disease
L'eme-ossigenasi 1(HO-1) come modulatore della patologia polmonare associata alla fibrosi cistica

Responsabile: Valeria Raia (Dipartimento di Pediatria, Università "Federico II", Napoli))
Partner: Emanuela Bruscia (Dep. Pediatrics, Respiratory Medicine, Yale University School of Medicine), Luigi Maiuri (IERFC, San Raffaele, Milano)
Ricercatori coinvolti: 15
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 110.000
Obiettivi:

Come conseguenza del difetto di funzione della proteina CFTR mutata i pazienti FC presentano uno stress ossidativo, una complessa alterazione della fisiologia cellulare e un quadro infiammatorio cronico che predispone ad infezioni e colonizzazione batterica con progressivo danno polmonare. Il nostro gruppo ha scoperto che i polmoni FC esposti a batteri, virus o altri insulti, non sono in grado di indurre in maniera efficiente una particolare risposta difensiva svolta da HO-1 (eme-ossigenasi) e CO (monossido di carbonio). Si tratta di un meccanismo cellulare importante che una volta attivato modula i processi di ossidoriduzione, la risposta infiammatoria, la formazione di autofagosomi e la neutralizzazione dei batteri. Con questo progetto ci proponiamo di studiare quanto il difetto di HO-1/CO contribuisca allo sviluppo della patologia polmonare FC. A questo scopo utilizzeremo a) linee cellulari isolate da pazienti FC che verranno manipolate geneticamente o farmacologicamente per stimolare la risposta HO-1/CO; b) biopsie da polipo nasale di pazienti con FC e c) modelli murini di FC per studiare l'efficacia ex vivo e in vivo di questo approccio terapeutico. Inoltre intendiamo testare se il trattamento con farmaci che 1) sono in grado di stimolare questa risposta difensiva e 2) sono già utilizzati per altre patologie, possa migliorare la patologia polmonare FC.

Objectives:

In CF-affected lungs the primary defect is the salt and water imbalance across the cells that line the airway, which impair mucus clearance. This imbalance leads to the perturbation of important cellular mechanisms (such accumulation of oxidants and of cells belonging to the immune system), which will contribute to lung environmental changes. It is believed that these changes may favor the deleterious chronic bacterial colonization in the lung of CF-affected individuals. We have discovered that an important protective cellular response (heme-oxygenase-1/carbon monoxide) that normally is increased in non-CF lungs exposed to bacteria, virus and other stressors, is inefficiently induced in the lungs of CF patients as a consequence of defective CFTR function. In this project we aim to investigate the correlation between this dysfunction and CF lung disease, and whether restoration of this protective response may ameliorate CF lung disease. We will use in vitro, ex vivo and in vivo models of CF to test whether reduced induction of the HO¬1/CO pathway contributes to CF-related oxidative stress and hyper-inflammation. We will test whether pharmacological or genetic reconstitution of this pathway can ameliorate CF-dysfunctions, including autophagy and macrophage bacterial killing. We will also test FDA approved drugs that act stimulating endogenous HO-1 activity.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC di Soverato - In ricordo di Elena
Parziale: € 8.000
Delegazione FFC di Torino
Parziale: € 50.000

Latteria Montello SpA
Parziale: € 10.000
LIFC con le Associazioni Regionali
per la Campagna Nazionale FFC
Parziale € 42.000

FFC#16/2012

Targeting pathogenic pathways leading to inflammatory Th17 responses in cystic fibrosis: a drug discovery approach
Il ruolo patogenetico dell'ipossia/RAGE nell'infiammazione, suscettibilità a infezioni e risposta alla chemioterapia antibiotica nella fibrosi cistica e studio preclinico di efficacia di farmaci antagonisti specifici dell'asse ipossia/RAGE

Responsabile: Luigina Romani (Dip. Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche, Università di Perugia)
Ricercatori coinvolti: 9
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:

Abbiamo dimostrato che una eccessiva attivazione di linfociti T producenti l'interleukina IL-17A (sottoinsieme Th17) è associata allo stato di infiammazione cronica in modelli sperimentali di CF e che determinati polimorfismi genetici di IL-17A si associano a rischio di infiammazione/infezione nella CF umana. In questo progetto vogliamo proseguire tale studio andando ad indagare su un meccanismo a monte dell'attivazione della risposta Th17, che è l'ipossia. Il razionale del nostro progetto si basa sulle seguenti considerazioni: a) l'ipossia (carenza di ossigeno) è presente in molti stati di infiammazione cronica nell'uomo; b) l'adattamento all'ipossia comporta una serie di modifiche genetiche e non genetiche risultanti in disregolazione immunitaria, infiammazione cronica ed autoimmunità; c) il recettore per l'infiammazione "RAGE" è infatti attivato in condizioni di ipossia, mentre d) la tolleranza immunologica, dipendente dall'enzima "IDO", è diminuita dall'ipossia; infine, e) l'adattamento microbico all'ipossia può determinare un aumento di virulenza e una ridotta sensibilità alla chemioterapia antimicrobica. Per tutte queste considerazioni, abbiamo motivi per ritenere che l'ipossia, per il doppio ruolo giocato sull'ospite e sul patogeno, possa costituire un bersaglio terapeutico unico in CF e superiore al blocco della risposta Th17 che, ancorchè eccessiva, è pur sempre fisiologica. La disponibilità di inibitori specifici dell'ipossia permetterà di capire rapidamente se il blocco dell'ipossia sarà di efficacia terapeutica in CF.

Objectives:

Hyperactivation of the Th17 pathway, that negatively affects indoleamine 2,3-dioxygenase (IDO)-dependent immune tolerance, is causally related to the unresolved inflammation and susceptibility to allergic bronchopulmonary aspergillosis (ABPA), the main clinical form of Aspergillus disease in CF. As a proof of concept, treatments with IL-17A antagonists or IDO-promoting agents restored immunocompetence, antimicrobial resistance and ameliorate lung tissue homeostasis in experimental CF. Of interest, a polymorphism in the IL17A gene was found to be significantly associated with infection in CF patients, independently of the CFTR mutation. Several lines of evidence suggest that hypoxia is a double-edged sword of immunity, in that divergently regulates the innate and adaptive immunity. Specifically, hypoxia enhances Th17 cell development while attenuating IDO-dependent tolerance, thus potently regulating the Th17/Treg cell balance. Beside regulating CFTR expression, hypoxia contributes to tissue inflammation by increasing the expression of the receptor for advanced glycation end products (RAGE), a multiligand receptor that is expressed at high levels in the lungs and released as soluble forms (sRAGE). Deficiencies in sRAGE are linked to heightened inflammation in various chronic conditions, including invasive aspergillosis. Thus, measurement of sRAGE levels may represent a novel biomarker for RAGE-ligand related pathogenic states. Based on these premises, we propose to study whether and how hypoxia acts as an up-stream regulator of the Th17/Treg cell balance in CF and whether hypoxia and/or RAGE are drugable targets in CF.


Adozioni del progetto

Adottabile per
€ 70.000

FFC#17/2012

The role of vascular endothelium in cystic fibrosis inflammation
Il ruolo dell'endotelio vascolare nell'infiammazione della fibrosi cistica

Responsabile: Mario Romano (Dip. Scienze Biomediche, Università Chieti-Pescara, Lab. Medicina Molecolare)
Partners: Licia Totani (Dip. Farmacologia Traslazionale, Consorzio "Mario Negri" Sud, Chieti), Marco Marchisio (Dip. Medicina e Scienze dell'Invecchiamento, Università Chieti-Pescara), Paolo Moretti (Centro FC, Teramo)
Ricercatori coinvolti: 21
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:

Vi sono evidenze scientifiche che suggeriscono come il difetto della FC colpisca non solo la funzione delle cellule respiratorie, ma anche quella di cellule, come piastrine e leucociti, che partecipano alla risposta infiammatoria. Con questo progetto intendiamo studiare il ruolo delle cellule endoteliali vascolari (che formano la membrana di rivestimento interna dei vasi sanguini) nell'infiammazione della FC. Questo perchè le cellule endoteliali partecipano alla risposta infiammatoria, regolando il traffico dei leucociti nei tessuti infiammati. Se questa funzione di filtro non funziona adeguatamente, si verifica, come nella FC, un passaggio incontrollato dei leucociti nei tessuti, con danno dell'organo colpito. Le cellule dell'endotelio vascolare esprimono CFTR, il gene mutato nella FC, e sulla base di esperimenti preliminari, riteniamo che un cattivo funzionamento di CFTR possa portare le cellule endoteliali a perdere la capacità regolatoria dei flussi leucocitari nei tessuti. Obiettivi principali del progetto sono: a) Chiarire la funzione di CFTR nelle cellule endoteliali; b) Definire i meccanismi delle alterazioni prodotte nelle cellule endoteliali dalla disfunzione di CFTR; c) Determinare se il monitoraggio delle cellule endoteliali circolanti abbia significato diagnostico e/o prognostico del danno endoteliale nella FC; d) Trovare dei correttori per la disfunzione endoteliale nella FC. A tal fine, condurremo esperimenti su cellule endoteliali isolate da vasi polmonari di organi espiantati a pazienti FC in sede di trapianto, oltre che su cellule endoteliali umane trattate con un inibitore specifico di CFTR. Valuteremo funzioni di queste cellule, correlate alla regolazione della risposta infiammatoria. Studieremo inoltre in almeno 30 pazienti FC le cellule endoteliali circolanti e la loro relazione con lo stato clinico. Infine, esamineremo l'efficacia di alcuni farmaci ("inibitori delle fosfodiesterasi") nel correggere funzioni endoteliali alterate dalla disfunzione di CFTR. Ci aspettiamo di identificare nuovi: a) Bersagli per interventi anti-infiammatori mirati nella FC b) Marcatori biologici del danno infiammatorio nella FC. Ci aspettiamo di aprire una nuova via per l'identificazione di terapie più efficaci contro l'infiammazione polmonare FC.

Objectives:

Evidence, also from our laboratory, suggests that the molecular defect of CF affects, in addition to respiratory cells, cells such as platelets and leukocytes, which take active part in the inflammatory response. With this proposal, we intend to study the role of vascular endothelial cells in CF inflammation, because endothelial cells participate in the inflammatory response by regulating leukocyte trafficking within the inflammed tissue. If this function fails, leukocyte egress without control, damaging the tissue of destination. Vascular endothelial cells express CFTR, the mutated gene in CF, and we believe that CFTR dysfunction may determine a loss of endothelial barrier function. Main aims of the present proposal are to: a) Elucidate CFTR function in endothelial cells b) Define molecular mechanisms of the observed endothelial responses to CFTR inhibition c) Assess the clinical significance of monitoring circulating endothelial events d) Search for correctors of endothelial dysfunction in CF. To this end, we will carry experiments with endothelial cells isolated from pulmonary vessel of CF lungs, explanted during transplantation, as well as with human endothelial cells exposed to a selective CFTR inhibitor. We will evaluate functions of these cells correlated with the regulation of the inflammatory response. We will also analyze in at least 30 CF patients circulating endothelial cells and their relationship with clinical parameters. Finally, we will evaluate the efficacy of drugs, termed phosphodiesterase inhibitors, to correct endothelial activities altered by CFTR dysfunction. We expect to identify novel: a) Targets for more efficient anti-inflammatory therapy b) Biomarkers of endothelial damage in CF.


Adozioni del progetto

Adottabile per
€ 70.000

FFC#18/2012

Cystic Fibrosis liver disease: the role of CFTR as regulator of epithelial innate immunity
Malattia epatica associata alla fibrosi cistica: ruolo di CFTR come regolatore dell'immunità innata nell'epitelio

Responsabile: Mario Strazzabosco (Dip. Medicina Clinica e Prevenzione, Università Milano-Bicocca, Milano)
Ricercatori coinvolti: 4
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:

Alcuni pazienti FC presentano complicanze epatiche che possono comprometterne la sopravvivenza e la qualità di vita. Purtroppo una cura per le complicanze epatiche non e' ancora disponibile. Il difetto di CFTR compromette la capacità di cellule specializzate del fegato di produrre bile in quantità e qualità adeguata. Questa si pensava potesse essere la causa del danno epatico, tuttavia abbiamo visto, in un modello sperimentale di cellule epatiche con difetto di CFTR esposte a endotossine, che il ripristino della secrezione biliare non è sufficiente a migliorare la malattia epatica. Abbiamo quindi ipotizzato che la mancanza di CFTR abbia un impatto sfavorevole sui meccanismi di difesa che, in condizioni normali, proteggono il sistema biliare dalle infezioni (immunità innata). In questo progetto vogliamo dimostrare che il CFTR ha un ruolo nella regolazione dell'immunità innata delle cellule epiteliali e che la complicanza epatica è il risultato di una risposta infiammatoria esagerata delle cellule biliari con difetto di CFTR. Utilizzando modelli murini, ci proponiamo di studiare l'efficacia terapeutica di un intervento mirato ad interferire con proteine sentinella della risposta epiteliale innata. Questa nuova interpretazione della patogenesi della malattia epatica potrebbe portare a nuove strategie terapeutiche per tale complicanza.

Objectives:

In CF patients the disease can be complicated by liver disease (CFLD), a condition that can compromise survival and quality of life. Unfortunately a cure is not yet available. Defective CFTR function impairs the ability of specialized liver cells to produce bile in the proper amount and quality. This was thought to cause liver damage, however we have found that the recovery of bile secretion is not sufficient to ameliorate liver damage in an experimental model in which CFTR-defective liver cells are exposed to endotoxins. Based on a number of preliminary observations, we hypothesized that the lack of CFTR has a profound impact on the defense mechanisms that normally protect the biliary system from infections (innate immunity). In this proposal we will test the novel hypothesis that CFTR participates in the regulation of epithelial innate immunity and that CFLD results from a hyperactive inflammatory response of CFTR-defective biliary cells. Using rodent models, we will also study the therapeutic benefit of interfering with several signaling proteins involved in epithelial innate responses. This novel interpretation of the pathogenesis of CFLD may have important therapeutic consequences.


Adozioni del progetto

Adottabile per
€ 70.000

4. RICERCA CLINICA ED EPIDEMIOLOGICA

Clinical Research

Quest'area include progetti basati su aspetti più connessi con la prevenzione, la diagnosi, le cure e l'assistenza al malato. Si tratta di studi che coinvolgono quindi più direttamente le persone malate o che utilizzano dati clinici delle persone malate per ricavare informazioni generali sulla malattia, sulla prognosi e sull'efficacia delle cure (ricerca epidemiologica). Include studi di sperimentazione nel malato con nuovi farmaci o di revisione di trattamenti correnti. Questi studi richiedono collaborazione, forte partecipazione e motivazione delle persone malate, che volontariamente si fanno parte attiva della ricerca.

FFC#19/2012

Risk factors for poor outcomes in cystic fibrosis newborns diagnosed by neonatal screening in Italy: years 2009 - 2011
Fattori di rischio per esiti sfavorevoli nei neonati FC diagnosticati tramite lo screening neonatale in Italia (anni 2009 -2011)

Responsabile: Teresa Repetto (Centro Regionale Fibrosi Cistica, AOU "A. Meyer", Firenze)
Ricercatori coinvolti: 20
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 50.000
Obiettivi:

Lo screening neonatale per la Fibrosi Cistica è ormai largamente implementato, dal momento che una diagnosi precoce migliora l'andamento della malattia FC. Un nostro precedente studio sullo screening in Italia (FFC#23/2010) ha mostrato una grande variabilità di protocolli adottati, sia clinici che di laboratorio e notevole disomogeneità degli aspetti organizzativi e di comunicazione. Sempre lo stesso studio ha inaspettatamente messo in luce, nella coorte di 124 bambini scrinati nel 2009, una non trascurabile prevalenza di bambini che nel primo anno di vita, nonostante la diagnosi precoce, presentavano deficit di peso (12.7%) e di altezza (15%) e infezione cronica da Pseudomonas aeruginosa (6,7%). L'obiettivo principale di questo studio è identificare quali siano i fattori di rischio associati alla presenza di questi eventi sfavorevoli. A tale scopo saranno inclusi e studiati tutti i bambini diagnosticati FC in base allo screening neonatale negli anni 2009-2010-2011, reclutati presso 16 Centri FC che rappresentano tutte le regioni italiane in cui si fa screening neonatale . Saranno raccolti dati relativi a sesso, etnia, genotipo, pancreas suff/insuff, ileo da meconio, età alla diagnosi, età di inizio terapia; inoltre peso, altezza, stato microbiologico, esacerbazioni polmonari e ospedalizzazioni all'età di 6 mesi e 1-2-3 anni. Saranno anche indagate le terapie individuali, le procedure di trattamento e le misure di controllo delle infezioni nei Centri FC. Verrà condotto anche uno studio "caso-controllo", paragonando 40 casi con caratteristiche cliniche sfavorevoli e 120 controlli con caratteristiche cliniche di buon andamento. Ci aspettiamo di individuare i principali fattori di rischio collegati ai risultati sfavorevoli nei bambini scrinati, allo scopo di pianificare azioni correttive e implementare una buona pratica clinico-assistenziale.

Objectives:

Cystic fibrosis neonatal screening (CFNBS) is widely expanded and implemented on basis that early identification of babies with Cystic Fibrosis (CF) improves outcome. Our previous survey of CFNBS in Italy (FFC#23 2010) showed many different protocols with differing results regarding, as an example, median age at diagnosis, median age at first visit at CF Center, communication and organizational issues. The same study included 124 screened CF infants, born in 2009 and diagnosed within the first months of life. We found a high prevalence of wasting (12.7%) stunting (15%) and of chronic Pseudomonas infection within the first year of life (6,7%). The first aim of our study is the follow up of CF newborn diagnosed by NBS in Italy, to identify risk factors associated to poor clinical outcomes. Our survey (an observational longitudinal prospective cohort study and a nested case-control study) will include CF infants born in the years 2009-2010-2011 and diagnosed in the period 2009-2012, recruited in 16 CF care Centres representing all the Italian regions performing CFNBS. All subjects will be evaluated according to gender, ethnicity, genotype, pancreas status, meconium ileus, age at diagnosis, age at start of therapy, regarding some clinical longitudinal outcomes as weight, height, microbiological status, pulmonary exacerbations and hospitalizations at the age of 6 months, 1-2 and 3 years. Data relative to individual therapies, treatments procedures and control infection measures performed in the CF Centers, will be also recorded. We expect to identify the main risk factors for poor clinical outcomes in order to plan action to improve and implement good practice.


Adozioni del progetto

Gruppo di Sostegno FFC di Seregno
Parziale: € 15.000
Antonio Guadagnin e figlio S.r.l.
Parziale: € 8.000
Adottabile per
€ 27.000

FFC#20/2012

Early antibiotic treatment for MRSA eradication in cystic fibrosis patients: a randomised multicentre study
Eradicazione dell'infezione precoce da Staphylococus aureus meticillino-resistente (MRSA) in fibrosi cistica: uno studio randomizzato multicentrico

Responsabile: Giovanni Taccetti (Centro Regionale Fibrosi Cistica, AOU "A. Meyer", Firenze)
Partners: Diana Costantini (Centro FC, Lab. Patologia Clinica, Fondazione IRCSS Ca' Granda, Milano), Mirella Collura (Centro FC, Ospedale "G. Di Cristina", Palermo), Giuseppe Magazzù (Centro FC, Messina), Valeria Raia (Centro FC, Napoli)
Ricercatori coinvolti: 22
Durata: 2 anni
Finanziamento: € 70.000
Obiettivi:

La prevalenza delle infezioni da Staphylococus aureus meticillino-resistente (MRSA) è in aumento nei pazienti FC e può essere associata ad un declino più consistente del FEV1 e ad un peggioramento della malattia. Anche se è segnalata la possibilità che il germe scompaia spontaneamente, il trattamento eradicante precoce potrebbe incrementare la percentuale di scomparsa, garantendo a un maggior numero di pazienti un periodo di libertà clinicamente rilevante. L'eradicazione precoce e il seguente periodo di tempo libero dal germe appaiono di particolare rilevanza clinica poiché la persistenza di MRSA è un fattore prognostico negativo. Pochi studi hanno finora analizzato la possibilità di eradicazione precoce di MRSA. Non esistono attualmente dati pubblicati su ampia casistica per comparare l'efficacia del trattamento eradicante rispetto alla sola osservazione. Il primo obiettivo dello studio è comparare con metodi statistici, su un consistente campione di pazienti FC e con un trial multicentrico randomizzato, l'efficacia di uno schema di trattamento eradicante (cotrimossazolo e rifampicina per os per 21 giorni associati a mupirocina nasale per 5 giorni) nei confronti dell'infezione iniziale da MRSA. I farmaci oggetto di studio sono ampiamente utilizzati nella pratica clinica. Il razionale della scelta di tali farmaci è basato sulla documentata loro efficacia in vitro in nostre precedenti studi condotti su isolati di MRSA in pazienti FC. Nello studio verranno inoltre definite le caratteristiche microbiologiche dei ceppi di MRSA responsabili della prima infezione. In prospettiva la prevenzione dell'infezione persistente tramite eradicazione del germe potrebbe rappresentare una possibilità di miglioramento della prognosi a lungo termine.

Objectives:

The prevalence of infections due to methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA) is increasing in CF patients and is associated with a consistent decline in the FEV1 and higher mortality. Although there are cases of spontaneous clearance of MRSA, early eradication treatment could increase the percentage of elimination of the germ, guaranteeing that a higher number of patients have a clinically relevant germ-free period. Early eradication and the germ-free period are vital because the persistence of MRSA in CF patients is a negative prognostic factor. There are few studies which have analyzed the possibility of early MRSA eradication and there are no published data on a large number of CF patients which compare the efficacy of eradication treatment and the simple observation. The main objective of the present randomized, multicenter clinical study is to statistically compare the efficacy of eradicating treatment with cotrimoxazole and rifampin taken orally for 21 days combined with inhalatory mupirocin for 5 days with an untreated control group of a large number of CF patients. The study will also genotype the MRSA strains responsible for early infection in CF patients. The microbiological outcome could indicate that prevention of persistent infection by early eradication of MRSA is a simple way for improving the long-term prognosis in CF patients.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC di Vittoria-Ragusa Catania 2 Parziale: € 35.000
Delegazione FFC di Messina
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Cecina
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Lecce
Parziale: € 15.000

Progetti per servizi alla Ricerca 2012-2014

Servizio "CFaCore" (Cystic Fibrosis Animal Core Facilty)

Responsabile: Alessandra Bragonzi (Istituto di Ricerca San Raffaele, Milano)
Durata IIa fase: 3 anni (febbraio 2012 - gennaio 2015)
Finanziamento: € 512.000
Descrizione e obiettivi:

Il servizio CFaCore, che affronta ora il suo secondo triennio di attività, offre un insieme di competenze, servizi e infrastrutture che consentono ai ricercatori impegnati in progetti di ricerca finanziati da FFC di utilizzare modelli murini pre-clinici di FC per studi di tipo patogenetico e terapeutico. L'obiettivo è quello di trasferire le conoscenze di base ad applicazioni pre-cliniche favorendo lo sviluppo di nuove strategie per il trattamento della FC.


Adozioni del progetto

Patrizio Pignato lascito testamentario Parziale € 50.000
Novartis Farma SpA Parziale: € 10.670
Delegazione FFC di Pavia
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Marsala-Trapani
Parziale: € 8.000
Delegazione FFC Villa d'Almè (Bergamo)
Parziale: € 12.000
Loris Camprini con il libro "Un milione di chilometri in moto" Parziale: € 10.000
LIFC Associazione FC Sardegna Onlus
Parziale: € 8.000
Ancora adottabile per € 403.330

Servizio "QuantiGENE" (Quantificazione dell'espressione genica)

Responsabile: Giulio Cabrini (Laboratorio Patologia Molecolare, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Verona)
Durata IIa fase: 1 anno (gennaio 2012 - dicembre 2012)
Finanziamento: € 30.000
Descrizione e obiettivi:

Il Servizio, che entra ora nel suo IV° anno di attività, offre ai gruppi di ricerca della rete FFC la possibilità di implementare e rafforzare il proprio piano sperimentale con l'analisi qualitativa e quantitativa della espressione genica in materiali biologici provenienti da uomo, topo, ratto, scimmia, batteri, gram positivi e negativi al fine di poter condurre la propria ricerca in maniera più efficace ed efficiente.


Adozioni del progetto

Delegazione FFC della Valpolicella
Totale: € 30.000

Servizio "Colture Primarie"

Responsabile: Luis Galietta (Laboratorio Genetica Molecolare, Istituto "G. Gaslini", Genova)
Durata Ia fase: 3 anni (gennaio 2012 - dicembre 2014)
Finanziamento: € 210.000
Descrizione e obiettivi:

Il Servizio mette a disposizione dei ricercatori che si occupano di Fibrosi Cistica una raccolta di colture cellulari primarie ottenute da epitelio bronchiale sia da pazienti FC sia da soggetti di controllo. Si tratta di cellule derivate da bronchi di espianti polmonari di soggetti sottoposti a trapianto di polmoni. L'obiettivo è mettere a disposizione il materiale biologico e la competenza tecnica per permettere ai ricercatori della rete FFC la possibilità di usare un modello cellulare quanto più simile all'epitelio bronchiale del soggetto malato.


Adozioni del progetto

Omnia Media Srl con Formula Run Cup 2011 Parziale: € 15.000
Sapore di Sale 2011 Parziale: € 13.000
Cinzia Scambi Parziale: € 8.000
Donatori Iniziativa di Natale Parziale: € 9.605
Philip Watch - Morellato & Sector Group
Parziale: € 40.000
LIFC Associazione Abruzzo onlus e Associazione
"Sport per la vita" Roseto degli Abruzzi
Parziale: € 13.000
LIFC Associazione Siciliana onlus Parziale: € 30.000
Sorgente in Lavoro S.p.A.
Parziale: € 10.000
Sant Luis Calzature srl Parziale: € 20.000
Delegazione FFC di Lucca
Parziale: € 14.465
Gruppo di Sostegno FFC di Palermo
Parziale: € 10.000
Delegazione FFC di Genova
Parziale: € 26.930

CFDB Cystic Fibrosis Data Base

Responsabile: Roberto Buzzetti
Durata: 1 anno
Finanziamento: € 50.000
Obiettivi:

Obiettivo di questo progetto è mettere in grado i professionisti, che si occupano dei problemi clinici e assistenziali dei pazienti FC, di valutare rapidamente e correttamente le informazioni scientifiche sull'efficacia clinica degli interventi in FC, con il duplice scopo A) di fornire una descrizione della situazione della ricerca clinica in FC, B) di presentare, a beneficio di chiunque si apprestasse a progettare nuovi studi, un quadro sintetico di ciò che già si conosce e di ciò che al contrario necessita di studi ulteriori. L'obiettivo specifico primario del progetto consiste dunque nel classificare in un sistema ordinato e facilmente fruibile (database) le Revisioni Sistematiche (RS) della letteratura scientifica, facilitando le risposte ad alcuni quesiti, quali ad esempio: quali interventi si sono dimostrati efficaci, in quali pazienti e relativamente a quali esiti? In quanti e quali casi i risultati delle RS sono sufficientemente robuste, per numero di studi e di pazienti, per rilevanza degli esiti, per intensità e precisione dell'effetto? In che misura i risultati della letteratura permettono di prendere delle decisioni per determinate aree cliniche? Obiettivo secondario è la creazione di un analogo database degli studi primari (gli studi originali che sono confluiti nelle Revisioni Sistematiche) sia conclusi che ancora in corso, tentando di evidenziare lo stato dell'arte delle evidenze disponibili per affrontare i numerosi quesiti clinici posti dalla FC. Tale database è strutturato in un sito web che viene messo a disposizione di tutta la Comunità Scientifica internazionale.


Adozioni del progetto

LIFC con le Associazioni Regionali
per la Campagna Nazionale FFC
Parziale: € 24.000
Adottabile per
€ 26.000