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10 novembre 2009

Vaccinazioni antinfluenzali: quando, come, perchè

Autore: Max, Paola, Manuela, Vilma, Cuore di mamma, Maria, Renato, Bina, Filippo
Argomenti: Vaccini
Domanda

06/11/2009 (aggiornamento 10.11.09)

Domanda1. Vorrei parlare del virus H1N1. Visto che in giro c’è molto allarmismo e disinformazione, vorrei esporvi alcune domande. 1. Visto che non sono così tranquillo a fare il vaccino, e non credo di essere l’ unico, vorrei sapere se può dare effetti collaterali a livello polmonare, tipo riacutizzazioni o altri effetti. 2. Vorrei sapere circa i pazienti con fibrosi cistica che vivono in America, dove l’ influenza già vive da un po’ di tempo, e quindi presumo non vaccinati, come hanno reagito al virus? E quali problemi sono stati riscontrati? 3. Una cosa delle mille che penso quotidianamente è la seguente: se si incontra il virus prima di fare il vaccino e si supera tranquillamente, presumo che dopo sia inutile fare il vaccino giusto? e non parlo solo per la fibrosi cistica, in quanto dopo essere stati contagiati, proprio come avviene con il vaccino, il sistema immunitario ne fa gli anticorpi, o mi sbaglio? Aspetto una vostra risposta ringraziandovi anticipatamente

Max

Domanda 2. Buongiorno, ho fatto il vaccino solito influenzale lunedì 2 novembre e vorrei sapere quando potrò effettuare il vaccino anti H1N1. Molti dicono dopo 3 settimane altri dopo 4, altri ancora l’hanno fatto 2 o 3 giorni dopo il solito vaccino. Come bisogna comportarsi quando si è affetti da FC in questo caso. Grazie

Paola

Domanda 3. Sono la mamma di una ragazza di 18 anni affetta da fc. Ha fatto il vaccino stagionale, vorrei sapere se con quello è coperta contro la nuova influenza oppure se sia necessario fare anche quello dell’ influenza suina? grazie.

Manuela

Domanda 4. Buongiorno, mia figlia si è sottoposta in settimana al vaccino contro la normale influenza “stagionale”. Sono finalmente arrivati al nostro distretto i vaccini contro l’influenza A H1N1. Dobbiamo farlo subito oppure lasciare trascorrere un intervallo di tempo tra i due vaccini? Ho sentito opinioni diverse in merito (alcune sconsigliano la doppia vaccinazione ravvicinata per presunti gravi effetti collaterali a danno del sistema nervoso centrale). In caso di contagio, quale antivirale è consigliato (onde farne una scorta precauzionale)? Grazie mille!

Vilma

Domanda 5. Salve, volevo sapere se anche per eseguire la vaccinazione per il virus H1N1 bisogna far passare le fatidiche e rinomate quattro settimane. Noi per fine novembre dobbiamo ripetere al nostro bimbo di 22 mesi la mezza dose di richiamo per la classica influenza stagionale…e se occorrono altre quattro settimane per la ormai H1N1…,arriveremmo a fine dicembre! Sarebbe stato allora più sensato se il centro di riferimento avesse consigliato prima l’esecuzione di quest’ultima o sbaglio? E poi mi chiedo: è veramente giusto sottoporre tutti i bambini Fc a entrambe pur non avendo fortunatamente alcun sintomo ancora manifesto della presenza della malattia? I nostri bimbi sono ipercontrollati e l’influenza potrebbe decorrere in maniera benigna..e se occorresse, al seppur minimo cenno di complicanze, si potrebbe interverire con terapie mirate!! Allora mi chiedo: i vaccini non sono esenti da rischi, seppur rari? La mia vuole essere una provocazione costruttiva…a logica mi verrebbe da effettuare sorveglianza attenta! Ringrazio e porgo distinti saluti

Cuore di Mamma

Domanda 6. Sono una persona affetta da mutazione delta F508 in etereozigosi, sono preoccupata per il virus H1N1, vorrei sapere se per il mio caso c’è rischio per la mia salute e se è necessario vaccinarmi. Grazie.

Maria

Domanda 7. Mia figlia, 22 anni, affetta da FC, ha fatto il vaccino anti-influenzale stagionale, ora però non vuole fare quello per la nuova influenza A. E’ necessario farlo? Grazie.

Renato

Domanda 8. Salve, vorrei porre una domanda: è consigliato il vaccino per l’ influenza h1n1 ad una bimba di 2 anni con fibrosi cistica?. Gentilmente, potete darmi notizie e consigli? grazie

Bina

Domanda 9. Vorrei sapere dopo quanti giorni dalla data della vaccinazione ci si può considerare protetti dal vaccino anti h1n1

Filippo

 

Risposta

In questi giorni, comprensibilmente, si accumulano domande sull’influenza suina e sulle vaccinazioni antinfluenzali. Abbiamo riportato le ultime domande. Purtroppo, queste domande sono anche il frutto di un’informazione frammentata, talora confusa, congiunta all’eccessivo allarmismo che si è creato, con il forte contributo di TV, giornali e internet, su questa “pandemia” e sull’impiego del vaccino. Tentiamo di riassumere alcune informazioni essenziali, ricavate anche da quanto viene pubblicato dalle istituzioni che si occupano del controllo delle malattie epidemiche .

– Questa influenza A/H1N1 non sembra essere peggiore delle annuali influenze stagionali, anzi in generale sembra avere caratteri meno maligni dell’influenza stagionale classica.

– Le persone con malattie croniche di fondo hanno un rischio maggiore non tanto di contrarre il virus quanto di avere un decorso meno favorevole della malattia e quindi più complicanze eventuali.

– La fibrosi cistica è una di queste malattie: nei malati il virus H1N1 può trovare nei polmoni una condizione più favorevole di patogenicità e può comunque risvegliare l’attività di batteri che vivono più o meno assopiti nel loro albero respiratorio, quindi con esacerbazione infiammatoria, che può essere anche importante.

– Tutto questo non è tipico solo dell’influenza H1N1 ma avviene con qualunque tipo di influenza, inclusa quella cosiddetta “stagionale” e anche con altre infezioni virali.

– Pertanto sono raccomandate nei malati FC le vaccinazioni sia per l’influenza stagionale che per l’influenza suina: esse non sono protettive al 100% ma sono il sistema di prevenzione oggi più efficace. I loro possibili effetti collaterali (soprattutto dolore e infiammazione nella sede di iniezione, assai più raramente poca febbre e sintomi generali) sono nell’insieme modesti e ben tollerati. Per quanto si sa, non provocano esacerbazioni polmonari in FC. Va ricordato che questi vaccini sono costituiti da virus “inattivati” e pertanto hanno perso le proprietà aggressive del virus originale pur mantenendo la capacità di indurre la risposta immunitaria dell’ospite.

– Alcuni siti web hanno distribuito in questo periodo informazioni terroristiche, infondate, sul vaccino anti-H1N1, soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto “adiuvante”, lo “squalene”, contenuto nel prodotto ora in distribuzione in Italia, e un conservante il “thiomersale” contenente minime tracce di mercurio. Le sperimentazioni sinora fatte assicurano la assoluta tollerabilità di questo vaccino. Va ricordato che lo squalene, incluso nel vaccino per rinforzarne l’azione immunizzante, è una sostanza normalmente presente nell’organismo umano, mentre la quantità infinitesimale di mercurio contenuta nel thiomersale (presente solo nelle confezioni multidose) appare del tutto irrilevante sul piano tossicologico.

– Il vaccino anti-influenza stagionale, per quanto se ne sa oggi, non protegge dall’influenza suina, anche se non si può escluderlo completamente (qualcosa in comune c’è tra i due vaccini).

– Come regola, si fa dapprima la vaccinazione anti- influenza stagionale e dopo tre settimane quella anti- H1N1. Non ci sono esperienze consolidate sull’opportunità di questo intervallo, ma esso era quello finora raccomandato e dettato comunque dalla prudenza, forse per evitare un eccesso di stimolazione del sistema immunitario. Chi avesse fatto le due vaccinazioni a distanza più ravvicinata non dovrebbe aver comunque timori: non si ha nozione delle complicanze di cui fa cenno la domanda di Vilma. Chi fosse partito dal vaccino H1N1 è consigliato di fare il vaccino dell’influenza stagionale dopo 3 settimane. Sta prendendo piede ora la possibilità di associare il vaccino H1N1 con quello stagionale. In tal caso, il vaccino H1N1 sarà quello ora in distribuzione, con adiuvante, mentre quello stagionale dovrà essere senza adiuvante: i due vaccini vanno iniettati su due diversi bracci. Sull’eventuale associazione deve comunque decidere il medico curante.

– Si vaccina dopo i 6 mesi di età: ripetiamo, hanno assoluta precedenza i soggetti con malattie croniche di fondo. Nei bambini (almeno quelli di età inferiore a 36 mesi), sia per H1N1 che per stagionale, si fa subito una prima mezza dose e a distanza di tre settimane una seconda mezza dose di richiamo. Per bambini fino a 9 anni si può usare la dose intera, ma sempre con il richiamo dopo 3 settimane. Per chi avesse fatto la prima dose di vaccino stagionale ed è preoccupato di proteggere il piccolo anche contro l’influenza H1N1 sembrerebbe ragionevole fare il vaccino contro quest’ultima dopo 3 settimane dalla prima dose di anti-stagionale; il medico può considerarne l’associazione con l’H1N1, come detto sopra. Questo suggerimento non è codificato e risponde solo a criteri di buon senso, sapendo che comunque la prima dose (mezza o intera) può già dare una discreta risposta immunitaria.

– L’effetto protettivo del vaccino si ha in genere dopo 3 settimane dall’iniezione.

– Per vaccinarsi ci si deve rivolgere al proprio distretto della ASL: questa è la sede ufficiale di riferimento. Tuttavia i medici di base dovrebbero essere forniti in questi giorni sia del vaccino dell’influenza stagionale sia di quello dell’influenza suina. C’è da attendersi qualche confusione nei primi giorni di distribuzione del vaccino.

– I farmaci antivirali oggi a disposizione (1) e discretamente attivi contro l’influenza H1N1 (ma anche contro l’influenza stagionale) sono: Oseltamivir (nome commerciale Tamiflu) e Zanamivir (nome commerciale Relenza) il primo somministrato per bocca, il secondo per inalazione. Entrambi agiscono come inibitori dell’enzima neuraminidasi, essenziale per la vita del virus (1). Sono stati anche proposti come prevenzione, ma vi sono buone ragioni per privilegiarne l’uso nei malati ricoverati in ospedale e in chi ha complicanze in atto. Questo non significa che non si possano impiegare anche a domicilio in fase iniziale di malattia, quando vi siano complicanze: ma conviene che sia il medico curante a gestire questa eventuale decisione. Questi farmaci infatti non sono privi di effetti collaterali. Per la prevenzione si dà comunque assoluta preferenza al vaccino.

– Non abbiamo ancora studi che descrivano sufficientemente l’andamento della pandemia suina nel Nordamerica, dove si è diffusa prima che in Europa, e l’effetto della vaccinazione in quei paesi, ma le notizie raccolte qua e là confermerebbero sostanzialmente l’idea di un decorso complessivamente ragionevole della malattia. Per avere un quadro generale e serio dell’andamento clinico della malattia sui grandi numeri dovremo comunque ancora aspettare.

– Il rischio di influenza (compresa la suina) e di suo decorso sfavorevole non ha alcuna relazione con le mutazioni del gene CFTR e non è diverso nei portatori sani del gene rispetto ai non portatori.

– Se una persona ha già avuto l’influenza è evidente che il vaccino non serve: il problema rimane quello di stabilire se vi sia stata una diagnosi sicura di vera influenza e di quale tipo di influenza si sia trattato. Nel dubbio conviene vaccinare, senza inconvenienti, ma consultandosi comunque con il proprio medico curante.

– Nelle famiglie in cui vi sia una persona con malattia cronica di fondo (è il caso della fibrosi cistica) sarebbe raccomandabile la vaccinazione per tutte le persone conviventi.

1. Centers for Disease Control and Prevention. Updated interim recommendations for the use of antiviral medications in the treatment and prevention of influenza for the 2009-2010 season.  www.cdc.gov

 

 

G.M.


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