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15 febbraio 2017

I batteri sono fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo

Autore: Carlo
Argomenti: Batteri
Domanda

Dove vivono e come si riproducono i batteri?

Risposta

I batteri sono microrganismi unicellulari che non riusciamo a vedere se non al microscopio, ma che condizionano per molti aspetti la vita dell’uomo. Si moltiplicano per semplice divisione cellulare, cioè la cellula batterica si divide autonomamente in due cellule batteriche figlie, e hanno una capacità di replicazione elevatissima che dona loro una plasticità infinita. I batteri non vivono isolati ma tendono a formare colonie, raggruppandosi in comunità chiamate biofilm e comunicando tra loro con un vocabolario chimico. In assenza dei microorganismi la vita sarebbe impossibile. I batteri sono presenti in ogni ambiente, anche negli ambienti più estremi, dove nessuna altra forma di vita potrebbe sopravvivere. Si possono ritrovare nell’aria, nell’acqua, nel suolo, sui fondali oceanici, nei deserti, all’interno delle rocce, nel terreno ghiacciato del permafrost come pure nel nostro corpo. I batteri svolgono un ruolo vitale e naturale ma in determinate concentrazioni e in alcune condizioni diventano dannosi per l’uomo. I batteri sono fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo poiché partecipano al metabolismo degli alimenti, forniscono fattori di crescita essenziali, contribuiscono a far funzionare correttamente l’ambiente, proteggono dall’infezione di microorganismi altamente virulenti e stimolano la risposta immunitaria. La maggior parte dei microrganismi vive “in pace” con l’organismo ospite (commensalismo) ed è responsabile di processi virtuosi, basti pensare al loro impiego per la depurazione di acque e suoli da contaminanti chimici. Solo una piccola minoranza della microflora presente in natura svolge un ruolo negativo. In alcuni casi, in presenza di fattori favorenti, un certo tipo di batteri, del tutto innocui per persone sane che non hanno problemi di compromissione delle difese antibatteriche, tende a colonizzare cronicamente provocando, come nei malati di fibrosi cistica, infezioni respiratorie ricorrenti e croniche. Alcuni di questi batteri possono rimanere a lungo nell’albero respiratorio come semplici commensali, altri innescano un percorso infiammatorio progressivo che logora i polmoni, e tendono a modificarsi assumendo caratteristiche particolari di virulenza e di resistenza a molti antibiotici. Come in ogni ambiente colonizzato, si assiste ad un reciproco adattamento tra batterio e ospite, talora più sfavorevole all’ospite e talora al batterio. Pertanto, non esiste una distinzione netta tra batteri “buoni” e “cattivi”, e in molti casi lo stesso batterio può essere un alleato o un nemico dell’uomo. Basta conoscerlo.

Annamaria Bevivino - Ricercatrice ENEA, Roma


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