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22 Settembre 2017

Pleuropolmonite, test sudore borderline, variante CFTR innocente: che si fa?

Autore: Archina
Domanda

Mio nipote, di anni tre, a fronte di un test del sudore borderline, eseguito nel corso di un ricovero presso l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma per pleuropolmonite, è stato sottoposto ai test genetici per fibrosi cistica. L’analisi dei segmenti amplificati non ha rilevato la presenza di varianti genomiche ad oggi associate alla fibrosi cistica. Si segnala la presenza della variante genomica c.1516A>G (1506V), descritta in letteratura come variante polimorfica benigna. La domanda è: si tratta di una variante atipica della fibrosi cistica cioè di una forma clinica ad andamento benigno? Oppure di una variante con nullo significato clinico? Nel primo caso come dobbiamo muoverci? Cosa ci consigliate di fare?

Risposta

Riguardo alla interpretazione del risultato del test genetico, confermiamo che c.1516A>G (1506V) non è mutazione del gene CFTR responsabile di fibrosi cistica. Non è riportata nei database genet.isickkids.on.ca e CFTR2.org; non abbiamo trovato dati di letteratura scientifica che la descrivano come patogena, per queste ragioni riteniamo molto probabile che sia una variante polimorfica benigna (quindi innocente e priva di effetti patologici simil-FC).

Chi è affetto da fibrosi cistica ha nel genotipo due mutazioni del gene CFTR. Se è presente una sola mutazione, il soggetto è un portatore sano di fibrosi cistica. Il portatore sano non ha sintomi di malattia, perché ha, oltre a una copia mutata del gene, un’altra copia normale. Il test genetico in questo caso ha indicato la presenza di una e una sola variante benigna del gene CFTR. Quindi tutt’al più il bambino sarebbe un portatore di una variante benigna del gene CFTR; quindi a maggior ragione non dovrebbe avere sintomi FC, e la relazione fra la pleuropolmonite e la presenza della variante in questione dovrebbe essere del tutto casuale.

Però a questi ragionamenti andrebbero aggiunte due considerazioni importanti. La prima è che il bambino ha eseguito un test del sudore, che viene riferito borderline; la seconda è che non viene detto quale test genetico sia stato eseguito (quale livello di identificazione di mutazioni CFTR?). Rispetto al test del sudore, il nostro suggerimento è di ripeterlo e di fare riferimento agli specialisti del centro FC del Bambin Gesù per la sua interpretazione. Rispetto al test genetico va detto che un test genetico molto approfondito potrebbe accertare la presenza di vere mutazioni del gene CFTR (magari rare), oppure avvicinarsi alla possibilità di escludere questo rischio; qui non sappiamo che tipo di test sia stato eseguito.

Sarebbe da sospettare una fibrosi cistica atipica, con andamento benigno, solo se ci fossero queste condizioni: 1) presenza di almeno una vera mutazione CFTR che, in combinazione con la variante 1506V e/o altra non identificata, costituirebbe un genotipo patogeno; 2) test del sudore ripetutamente borderline o patologico; 3) storia clinica con sintomi suggestivi di fibrosi cistica (ci sono stati in passato altri sintomi respiratori o la pleuropolmonite è un episodio isolato?). Come detto molto spesso, non è il test genetico che fa diagnosi di fibrosi cistica, è indispensabile l’inquadramento clinico fatto dagli specialisti di questa malattia.

G. Borgo


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