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4 dicembre 2017

Confronto fra centri su strategie antinfettive e ricadute sulla funzionalità respiratoria degli adulti con FC

Dott. Natalia Cirilli, Centro Regionale Fibrosi Cistica delle Marche, Ancona - Dott. Graziella Borgo, Fondazione Ricerca FC, Verona

Questo studio retrospettivo ha coinvolto negli anni 2013 e 2014 i 28 centri per pazienti adulti con FC presenti nel Regno Unito, con l’obiettivo di indagare la correlazione esistente tra l’uso di cicli di terapia antibiotica per via endovenosa e la funzionalità respiratoria dei pazienti assistiti.
A questo scopo si è fatto ricorso ai dati del Registro inglese FC contenente, per un ampio numero di pazienti con più di sedici anni di età (4269 nel 2013 e 4644 nel 2014), le informazioni relative al quadro clinico (compresi i dati sulla funzionalità respiratoria), alle terapie prescritte (per via endovenosa, per inalazione e per bocca) e al centro FC di riferimento.

Per ogni anno i centri sono stati classificati in relazione al valore mediano di FEV1 dei loro pazienti, aggiustato secondo l’età (in questo caso il termine significa che è stato paragonato al valore atteso in base all’età,  secondo studi di ampie coorti di pazienti FC). In questo modo i centri si sono collocati in tre fasce: quella dei centri con FEV1 mediano a livelli superiori rispetto all’atteso (7 centri), quella dei livelli medi (14) e qualla dei livelli bassi (7).
Per paragonare l’uso della terapia antibiotica i pazienti sono stati suddivisi in 10 classi di età, in modo da avere in ogni classe all’incirca lo stesso numero di soggetti. Inoltre, all’interno di ogni classe di età, sono stati distinti in 3 gruppi a seconda che il valore di FEV1 (% predetto) fosse mediocre (quindi inferiore a 40%), medio (tra il 40 e il 69,9%) e buono (superiore a 70%), in modo che il paragone dell’uso degli antibiotici avvenisse fra pazienti con quadro polmonare simile.
Il confronto svolto in questo modo ha messo in luce che i centri con FEV1 con valori elevati o medi si distinguevano nettamente da quelli con FEV1 con valori bassi perché praticavano più cicli antibiotici e di maggior durata. Il risultato è stato lo stesso sia per l’anno 2013 sia per il 2014.

È ragionevole pensare che oltre ai cicli di antibiotico in vena influiscano sul FEV1 altre terapie, in particolare quelle prescritte a scopo preventivo (antibiotici per aerosol, azitromicina per bocca), ma il tentativo di correlare queste altre con il valore di FEV1 non è stato possibile poiché il registro riportava la prescrizione ma non l’aderenza a tali terapie. E dalla letteratura si sa che meno del 36% dei pazienti adulti FC è aderente alle terapie preventive.
Infine gli autori osservano che un maggior uso di antibiotici nei centri con migliore FEV1 non corrisponde a un maggior numero di infezioni respiratorie nei loro pazienti, piuttosto suggerisce (anche sulla scorta di ricerche precedenti) che le infezioni vengono precocemente identificate e più intensivamente trattate. E questo può significare che i centri con migliore FEV1 sono in grado (per caratteristiche della struttura, risorse del personale e altro) di monitorare più attentamente i loro pazienti e intervenire più spesso. Viceversa, sempre in base a questo studio, laddove si fa minore ricorso ai cicli antibiotici endovena verosimilmente le riacutizzazioni polmonari sono sottostimate, col risultato, sul lungo termine, di una funzionalità respiratoria meno buona.

1) Hoo ZH, Campbell MJ, Curley R, Walters SJ, Wildman MJ. Do cystic fibrosis centres with the lowest FEV1 still use the least amount of intravenous antibiotics? A registry-based comparison of intravenous antibiotic use among adult CF centres in the UK. J Cyst Fibros. 2017 Oct 23. pii:S1569-1993(17)30916-5. doi: 10.1016/j.jcf.2017.10.005. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 29074367