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9 febbraio 2018

Le nuove vie della terapia genica: l’editing genomico progredisce ed evolve la tecnica CRISPR/Cas9

Flaminia Malvezzi

È chiamato editing genomico ed è una tecnica che consiste nella modifica diretta di un gene attraverso un sistema composto da sequenze di DNA, il CRISPR, e una proteina, il Cas9. CRISP/Cas9 sa riconoscere il tratto di DNA mutato, lo taglia, lo sostituisce con la sequenza corretta e incolla i frammenti rimanenti. La portata di questa tecnica, chiamata anche bisturi molecolare o forbice molecolare, è di notevole livello specialmente per malattie genetiche come la fibrosi cistica, in cui riuscire a eliminare la parte di DNA che codifica per la mutazione genetica, sostituendola con un tratto di DNA normale, sarebbe risolutivo. Tuttavia questo bisturi, sviluppato originariamente negli Stati Uniti, ancora non è perfetto, in quanto esistono possibilità che ad essere tagliata sia una parte di DNA non coinvolta nel difetto genetico. Ecco allora la rilevanza che ha avuto in questi giorni la notizia che la tecnica è stata migliorata mettendo a punto un metodo sperimentale di screening attraverso il quale è stata ottenuta una molecola, chiamata “evoCas9”, davvero precisa nel cambiare il DNA. A pubblicare il risultato attraverso una lettera a Nature Biotechnology (1) è stato un gruppo di ricercatori del CIBIO – Centro per la Biologia Integrata dell’Università degli Studi di Trento, guidati dalla professoressa Anna Cereseto. Si tratta sicuramente di un risultato molto promettente, anche se siamo ai primi passi del percorso di applicazione della tecnica che, per diventare operativa avrà bisogno ancora di tempo e sperimentazione. Anna Cereseto è responsabile di un progetto finanziato dalla Fondazione, il progetto FFC #1/2017, con il quale intende applicare l’editing genomico alle mutazioni che alterano lo splicing del gene CFTR, ossia il meccanismo di eliminazione degli introni, cioè le parti non codificanti del gene. La tecnica è chiamata SpliceFix = Ripara Splicing e le mutazioni splicing prese in esame saranno 3272-26 A>G e 3849+10KbC>T; in queste mutazioni l’eliminazione dell’introne è sufficiente per ottenere la riparazione del gene e la corretta sequenza definitiva. SpliceFix può rappresentare una modalità innovativa di terapia genica in fibrosi cistica. Di questo tema si parlerà nel prossimo Seminario di Primavera (Verona, 19 maggio 2018).

(1) A Casini, M Olivieri, G Petris, C Montagna, G Reginato, G Maule, F Lorenzin, D Prandi, A Romanel, F Demichelis, A Inga & A Cereseto. A highly specific SpCas9 variant is identified by in vivo screening in yeast. Nature Biotechnology doi:10.1038/nbt.4066 Published online:29 January 2018 https://www.nature.com/articles/nbt.4066