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11 agosto 2018

Nuova modalità integrativa per il trattamento di Pseudomonas aeruginosa alla prima comparsa

G. Borgo

La prima comparsa di Pseudomonas aeruginosa (Pa) oggi è generalmente trattata anche nei soggetti senza sintomi mediante cicli di antibiotici somministrati per aerosol (tobramicina o colistina) e per bocca (ciprofloxacina) e questa consuetudine terapeutica è conosciuta con il nome di trattamento eradicante. A questo trattamento si potrebbe associare l’azitromicina, un altro antibiotico per uso orale che in precedenti sperimentazioni cliniche FC ha mostrato la capacità di ridurre il rischio di esacerbazioni infettive e soprattutto l’infiammazione polmonare.

Per studiare l’ipotesi del vantaggio offerto da azitromicina, è stato realizzato questo trial multicentrico (45 centri FC americani), che ha arruolato 227 pazienti, nella maggioranza dei casi bambini con prima comparsa di Pseudomonas (isolato su tampone faringeo o escreato o liquido bronco alveolare). Nei rimanenti soggetti Pa era ricomparso dopo almeno due anni di assenza. La durata dello studio è stata di 18 mesi, il trattamento per tutti si è basato su di un ciclo di tobramicina per aerosol per 28 giorni, che veniva ripetuto se Pa non scompariva; a questo protocollo è stato aggiunto, con assegnazione casuale e in cieco, azitromicina per bocca per tre giorni di ogni settimana in un gruppo oppure, con la stessa modalità, una sostanza placebo in un altro.

È stato confrontato nei due gruppi l’intervallo di tempo libero da esacerbazioni infettive (tali da richiedere trattamento antibiotico orale, aerosolico o per via endovenosa); la presenza di Pa dopo il primo ciclo di terapia, e l’andamento dei dati clinici (peso, altezza, funzionalità respiratoria ); infine sono stati indagati possibili effetti sfavorevoli a livello cardiaco e acustico di azitromicina, in modo da avere informazioni certe sulla sicurezza del farmaco.

Questi i risultati: nel gruppo azitromicina il rischio di esacerbazione infettiva nell’arco di tempo dello studio si è praticamente dimezzato. Però, rispetto alla presenza di Pa, azitromicina non porta a una maggiore efficacia eradicante: il numero di chi presenta ancora Pa dopo trattamento iniziale è lo stesso nei due gruppi (39% dei soggetti in ogni gruppo). Dopo ulteriore ciclo antibiotico diminuisce e non c’è differenza significativa fra i due gruppi: rimane Pa nel 25% con azitromicina, nel 20% con placebo. Nei trattati con azitromicina migliora significativamente il peso, non la funzionalità respiratoria. I dati sulla sicurezza del farmaco sono buoni.

L’azitromicina, antibiotico della famiglia dei macrolidi, non ha un effetto battericida su Pseudomonase quindi non va considerato un antibiotico di prima linea contro il batterio. Tuttavia ha dimostrato di possedere effetto antinfiammatorio e di impedire o ridurre la formazione del biofilm di Pa. In questo modo si spiegherebbe la sua efficacia nel ridurre le esacerbazioni polmonari. Gli autori ritengono che diminuendo le esacerbazioni si possa allungare l’intervallo di tempo prima della eventuale ricomparsa di Pa. Il breve periodo di osservazione dello studio ha impedito la risposta su questo aspetto fondamentale, che potrà essere chiarito in futuro.

  1. Mayer-Hamblett N, Retsch-Bogart G, Kloster M, Accurso F, Rosenfeld M. Albers G, Black P, Brown P, Cairns A, Davis SD, Graff GR, Kerby GS, Orenstein D, Buckingham R, Ramsey BW; OPTIMIZE Study Group. “Azithromycin for Early Pseudomonas Infection in Cystic Fibrosis: The Optimize RandomizedTrial”. Am J Respir Crit Care Med. 2018 Jun 11. doi: 10.1164/rccm.201802-0215OC. [Epub ahead of print]