Sei in Home . La Ricerca . Progressi di ricerca . Nuovi antinfiammatori provenienti dalla medicina tradizionale dell’Africa settentrionale

Recensione di pubblicazione da progetto FFC

15 giugno 2017

Nuovi antinfiammatori provenienti dalla medicina tradizionale dell’Africa settentrionale

Dr. Flaminia Malvezzi

Progetti finanziati dalla Fondazione portano risultati interessanti sul possibile utilizzo con azione antinfiammatoria dei semi neri del deserto.

Una nuova molecola antinfiammatoria è stata identificata a partire da un rimedio della medicina tradizionale nord-africana e asiatica, il seme nero del deserto, grazie a un’esperienza di pratica clinica guidata dalla curiosità di una pediatra di famiglia, coautrice della pubblicazione, nella quale sono riportati i risultati della ricerca (1). Il lavoro è stato possibile grazie allo sforzo collaborativo dei gruppi di ricerca dell’Università di Ferrara, coordinati da Roberto Gambari, Paolo Pinton e Gianni Sacchetti, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, coordinati da Maria Cristina Dechecchi e Giulio Cabrini, dell’Associazione Culturale Pediatri di Verona.

Il percorso di ricerca nasce perché la dottoressa Maddalena Agostini aveva in cura una giovane paziente di 8 anni, originaria del Marocco, residente con la famiglia a Verona. La giovane paziente presentava ricorrenti attacchi di asma bronchiale, assieme ad affanno e respiro corto e a infezioni respiratorie virali. Diagnosticata con asma bronchiale, è stata trattata con intense dosi di corticosteroidi e broncodilatatori, terapia che sembrava dare scarsi risultati. Nel frattempo la bambina si è recata in Marocco con la famiglia per le vacanze e, rimasta senza i medicinali prescritti per lei, è stata curata per un certo periodo solamente con semi neri del deserto, trovati in una farmacia locale a Marrakech. Nella seguente visita pediatrica avvenuta a distanza di 8 mesi, non presentava più attacchi d’asma; tuttavia finiti i semi, i sintomi ritornavano.

La madre della bambina è stata invitata a fornire al pediatra un campione dei medesimi semi neri utilizzati e acquistati dalla farmacia berbera vicino a Marrakech. Una frazione dei semi è stata seminata in piccole pentole per la germinazione e conservata in serre, per poi essere trasferita presso il Giardino Botanico dell’Università di Ferrara fino alla fioritura. Le piante da fiore adulte sono state autenticate dal curatore del Giardino Botanico come appartenenti alla specie Nigella Arvensis.

La maggior parte dei semi neri rimanenti sono stati quindi trattati per estrarre i composti chimici come descritto nel lavoro (1) e utilizzati per gli esperimenti. Attraverso l’analisi chimica degli estratti e l’analisi della loro attività antinfiammatoria, gli autori si sono focalizzati sui tre componenti più abbondanti, chiamati betasitosterolo, stigmasterolo e capestarolo. I ricercatori hanno trovato che a riprodurre l’attività antinfiammatoria dell’estratto del seme nero della pianta del deserto è il betasitosterolo, evidenziando nel loro lavoro (1) il ruolo antinfiammatorio del betasitosterolo in cellule epiteliali bronchiali esposte a Pseudomonas aeruginosa. Ciò che è emerso è di rilevanza preclinica: il betasitosterolo risulta essere un inibitore della molecola protein chinasi C – isoforma alfa, che gli autori avevano in precedenza dimostrato essere coinvolta nel segnale transmembrana proinfiammatorio in fibrosi cistica, spiegando quindi almeno una parte del meccanismo d’azione del betasitosterolo come antinfiammatorio. Poiché molecole come questa, come tutti gli steroli vegetali, sono state già testate per efficacia e sicurezza nella farmacologia clinica di patologie umane rilevanti, gli autori auspicano che si possa seguire l’idea di un riposizionamento di un farmaco noto per altra patologia. Questi dati sembrerebbero infatti rendere promettente l’utilizzo del betasitosterolo nel controllo dell’eccesso di infiammazione in fibrosi cistica. Tuttavia, senza il passaggio attraverso una seria sperimentazione clinica, questa rimane al momento solo una suggestiva speranza.

Studio finanziato da FFC grazie ai progetti FFC #14/2012, FFC #8/2014, FFC #17/2014, FFC #22/2015, resi possibili da: Donatori visitatori mostra “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi” e “Asta Sotesby’s Sole24Ore Cultura, Festa d’Estate Villa Sigurtà Verona, Delegazione FFC Lago di Garda con i Gruppi di Sostegno di Chivasso, dell’Isola bergamasca e di Arezzo, Delegazione FFC di Bologna, Delegazione FFC di Ferrara, Delegazione FFC di Tradate-Gallarate, Associazione Trentina fibrosi cistica in ricordo di Gabriele Simion, Assist Group S.r.l. con il contributo di Vidierre e della Delegazione FFC di Reggio Emilia, Delegazione FFC della Valdadige, Delegazione FFC di Genova, Gruppo di Sostegno FFC “Rita” Verona, Delegazione FFC di Pesaro con il Gruppo di Sostegno FFC di Fidenza, Delegazione FFC di Cosenza Sud, Delegazione FFC di Pavia, Delegazione FFC di Catania Paternò.

An 8-year-old female child originating from Morocco, living with her family in Verona, Italy, presented to the paediatric clinic of the co-author (1) Maddalena Agostini with recurrent bronchial asthma attacks. She received a diagnosis of bronchial asthma and was treated with inhaled corticosteroid, associated with a bronchodilator. Then, the child followed her family back to Morocco for Christmas holidays, missing paediatric visits for about 8 months. At the first summer follow-up visit at the end of this period, her mother reported that, during her stay in Morocco, the drugs prescribed by the Italian paediatrician finished. Thus the child was treated only with “black seeds of the desert” purchased at the local Berber’s pharmacy near Marrakech. One month later, the black seeds stock finished, the symptoms reappeared and the second follow-up visit in the paediatric clinic confirmed the recurrence of the symptoms in the absence of any treatment.

Child’s mother was invited to provide the paediatrician with a sample of the same black seeds utilised and purchased from the Berber’s pharmacy near Marrakech. Adult flowering plants were authenticated by the Curator of the Botanical Garden Dr Fabrizio Negrini as belonging to the species Nigella Arvensis. The majority of the black seeds remaining were then treated to extract the chemical compounds as described under Material and Method.

In the present study (1) authors reveal that extracts from Nigella Arvensis seeds were able to inhibit the expression of the pro-inflammatory neutrophil chemokine Interleukin (IL)-8 in Cystic Fibrosis (CF) bronchial epithelial IB3-1 cells exposed to the Gram-negative bacterium Pseudomonas aeruginosa. The chemical composition of the extracts led to the identification of three major components: β-sitosterol (BSS) was the compound that significantly reproduced the inhibition of the P. aeruginosa-dependent expression of IL-8 at nanomolar concentrations; all data indicate BSS as a promising molecule to control excessive lung inflammation in CF patients.

(1) Lampronti I, Dechecchi MC, Rimessi A, Bezzerri V, Nicolis E, Guerrini A, Tacchini M, Tamanini A, Munari S, D’Aversa E, Santangelo A, Lippi G, Sacchetti G, Pinton P, Gambari R, Agostini M, Cabrini G. β-Sitosterol Reduces the Expression of Chemotactic Cytokine Genes in Cystic Fibrosis Bronchial Epithelial Cells. Front Pharmacol. 2017 May 12;8:236. doi: 10.3389/fphar.2017.00236. eCollection 2017.