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15 Aprile 2021

Anche FFC celebra la IV Giornata della ricerca italiana nel mondo

Oggi, 15 aprile, in occasione della IV Giornata della ricerca italiana nel mondo, indetta dal Ministero degli Esteri e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nel giorno in cui si celebra l’anniversario della nascita del genio italiano Leonardo da Vinci, Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC) sostiene, come da statuto, l’obiettivo di promuovere e finanziare la ricerca italiana sulla fibrosi cistica in un’ottica internazionale, attraverso un bando che, ogni 15 dicembre, dà la possibilità ai ricercatori stranieri di partecipare al concorso come responsabili di progetto, con un partner italiano, e ai responsabili italiani di cooptare partner di ricerca da tutto il mondo.

Tale mission si traduce in progetti ambiziosi quali Task Force for Cystic Fibrosis (TFCF) che ha portato, grazie alla collaborazione avviata dal 2014 con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’Istituto G. Gaslini di Genova, con un investimento complessivo di 2 milioni e 700 mila euro, alla scoperta di una molecola che, alla luce di una strategica collaborazione con un’azienda estera, proseguirà gli studi necessari per poter iniziare la fase clinica nell’uomo.

Ma non solo, vi sono altri progetti, nati dalla necessità dei ricercatori della rete italiana FC di confrontarsi con le esperienze più rappresentative dei centri di ricerca internazionali sugli aspetti emergenti della malattia. Tra questi vi è l’antibiotico-resistenza, una delle grandi sfide della ricerca dei prossimi decenni. Il team nato tra il Laboratorio di Microbiologia Molecolare del Dipartimento “Lazzaro Spallanzani” dell’Università di Pavia, l’Istituto San Raffaele di Milano, il Federal Research Centre “Fundamentals of Biotechnology” dell’Accademia delle Scienze russa e la Fundación “Agencia Aragonesa para la Investigación y el Desarrollo” (ARAID) di Saragozza, è il gruppo che, nei progetti FFC#19/2018 e FFC#14/2020 di Maria Rosalia Pasca, tenta di trovare una risposta all’infezione dei micobatteri non tubercolari (NTM), responsabili di gravi complicazioni polmonari nei pazienti affetti da fibrosi cistica, soprattutto in età adulta.

Come pure il peptide antimicrobico (AMP) da pelle di rana – Esc(1-21) –, un altro filone di ricerca su cui la Fondazione sta investendo da quasi un decennio e che è alla soglia della brevettazione. Si tratta dei progetti FFC#8/2019, FFC#15/2017, FFC#11/2014, FFC#14/2011 finanziati a Maria Luisa Mangoni che si è avvalsa della collaborazione di Shai Yechiel del Dipartimento di Chimica biologica del Weizmann Institute of Science in Israele.

Sul lato della diagnosi della malattia, il progetto FFC#5/2016 di Teresinha Leal dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) sta studiando le potenzialità e l’applicabilità di un nuovo tipo di bubble test – il test del sudore a cui devono essere sottoposti i bambini molto piccoli con sospetta malattia FC – per distinguere i soggetti affetti da FC dai non FC e dai portatori sani e a fornire diagnosi accurata nelle forme atipiche di FC. Si tratta di un tema emergente, prova ne è anche il recente e importante studio pubblicato su Science Translational Medicine.

Affiancata alla diagnosi della malattia vi è certamente il monitoraggio clinico e il progetto FFC#23/2013, finanziato ad Harm Tiddens dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Paesi Bassi), rappresenta un cambiamento nella possibilità di conoscere il danno polmonare nei malati. Lo studio, infatti, ha verificato se la TAC sia in grado di dare informazioni più accurate sul danno polmonare del malato rispetto alla RX, ancora oggi considerato lo standard. Questo nuovo approccio ha permesso di migliorare e di standardizzare il metodo diagnostico.

Per quanto riguarda l’area di ricerca sull’infiammazione polmonare, un recente trial clinico del Centro Fibrosi Cistica dell’Ospedale dei Bambini dell’Università di Heidelberg mira a verificare il miglioramento nella capacità dei pazienti FC a espettorare muco dopo somministrazione di Anakinra – farmaco già in commercio per il trattamento dell’artrite reumatoide – misurando l’indice di clearance mucociliare (Lung Clearance Index, LCI). Rispetto ad Anakinra, FFC ha finanziato da tempo una linea di ricerca promossa da Luigina Romani del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia, a partire dal progetto FFC#22/2014.

Questi, assieme ad altri, gli ambiti che nei prossimi anni verranno seguiti con attenzione da Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, certi che, in oltre vent’anni, la ricerca italiana su questa grave malattia genetica sia stata in grado di dare un contributo di assoluto rilievo alla comunità scientifica internazionale.