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24 Febbraio 2021

Ancora su erbe o piante che possono interferire con i farmaci modulatori di CFTR: il caso del cardo mariano

Autore: Alice
Domanda

Buongiorno, ultimamente ho sentito parlare del cardo mariano, un integratore capace di depurare in modo naturale il fegato e l’organismo. Premetto che assumo Orkambi e mi chiedevo da paziente FC se ci sono controindicazioni nell’assumerlo per alcuni periodi. So che non dovrei assumere l’erba di San Giovanni, pompelmo ed arance amare. Il cardo mariano, assunto per certi periodi, potrebbe causare problemi con l’assunzione di Orkambi? Grazie.

Risposta

Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta comune nel bacino mediterraneo, caratterizzata da un fiore rosso purpureo. Fa parte della famiglia delle Asteracee. Il decotto o infuso di questa pianta ha trovato un ampio uso sia come epatoprotettore nelle malattie croniche del fegato, sia come detossificante durante i trattamenti antineoplastici. Vi sono diversi studi in vitro sulle proprietà del suo componente principale, la silibina. Non ci sono invece noti studi clinici che abbiano comprovato i suoi effetti benefici nelle persone con malattia epatica cronica o neoplasie.

Come molte altre piante o spezie la silibina può interferire su un sistema “barriera” svolto da un enzima, detto citocromo 450 (CYP) nella sua isoforma 3A4, e da una proteina di trasporto, la glicoproteina p (p-gp), che si trovano nel fegato e nell’intestino. Erbe, spezie o farmaci possono indurre (ridurre) o inibire (allargare) le maglie del sistema barriera CYP-3A4 e p-gp: così un farmaco, assunto contemporaneamente per via orale, può perciò trovare una barriera a maglie strette o larghe e passare nel torrente circolatorio rispettivamente in minore o maggiore quantità. Questi problemi non si hanno per i farmaci somministrati per via intramuscolare, sottocutanea o endovenosa, ma solo per i farmaci somministrati per via orale, come avviene per piante o spezie e anche farmaci per la cura della fibrosi cistica(1).

Non è chiaro se la silibina, componente attiva del cardo mariano, abbia un effetto di induzione o di inibizione sul sistema barriera CYP-3A4 e p-gp. I dati in vitro sono contrastanti e non conclusivi. È invece ben noto l’effetto dell’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) di forte induzione e perciò di riduzione delle maglie della barriera, che non influisce sul livello nel sangue del lumacaftor (correttore) ma riduce il livello nel sangue dell’ivacaftor (potenziatore), riducendo perciò l’efficacia dell’Orkambi (lumacaftor + ivacaftor). È perciò fortemente raccomandato di non assumere contemporaneamente l’erba di S. Giovanni e l’Orkambi.

Quando gli effetti di una pianta sulla barriera non sono noti e possono essere sia di induzione che di inibizione, più o meno forte, è prudente non assumerla, per evitare effetti sul livello nel sangue del farmaco che si sta assumendo contemporaneamente, in questo caso l’Orkambi (2, 3). Per quanto riguarda la preoccupazione sulla funzione del fegato conviene discuterne con il medico che ha in cura il paziente, sia per le implicanze sia per i provvedimenti da prendere. Allo stesso modo raccomandiamo di discutere con il proprio medico di ogni possibile interferenza con altri integratori alimentari, erbe o spezie che si stanno assumendo contemporaneamente ai farmaci modulatori della proteina CFTR.

1) Il complesso problema dell’interazione dei farmaci fra di loro e con erbe, spezie e sostanze alimentari: il caso di ivacaftor, 8/2/2021
2) Nowack R. Review article: cytochrome P450 enzyme and transport protein mediated herb-drug interaction in renal transplant patients: grapefruit juice, St. John’s wort – and beyond. Nephrology 2008; 13:337-347
3) Asher GN, et al. Common herbal dietary supplement – drug interaction. Am Fam Physician 2017; 96:101-107

Dott. Cesare Braggion, Commissione Medica FFC


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