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22 Settembre 2013

Canto come riabilitazione dopo trapianto polmonare

Autore: Silvia
Argomenti: Fisioterapia, Trapianti
Domanda

Buongiorno, sono un’insegnante di canto o, come va di moda definirci ora, una Vocal Coach. Da ieri ho una nuova allieva, una ragazza che ha da pochi mesi subito un trapianto bipolmonare perchè affetta da fibrosi cistica. Siccome ha scelto uno strumento musicale “a Fiato”, come lo è la voce umana, e dato che ha subito l’intervento da pochi mesi, volevo sapere innanzitutto se ci sono delle controindicazioni e se esiste una bibliografia sull’argomento: canto come riabilitazione dopo un trapianto polmonare! Vi ringrazio, in attesa di una vostra risposta!

Risposta

Curiosa, nuova e interessante questa domanda. Non conosciamo pubblicazioni che affrontino questo specifico tema del “canto come riabilitazione dopo trapianto polmonare” ma non possiamo escludere che esistano. Del resto, una ricerca sul canto come intervento integrativo della riabilitazione dei malati con fibrosi cistica, fatta dal gruppo Cochraine nel 2010, non riuscì a reperire studi e informazioni (1). Pertanto, al momento, possiamo solo offrire qualche considerazione basata sul buon senso.

Il trapianto bipolmonare in una persona con fibrosi cistica è un’esperienza medica ed umana in genere molto stressante, pur con grande variabilità da caso a caso. Superati i problemi chirurgici e quelli del rischio di rigetto o infezione dei primi mesi, la persona trapiantata sperimenta poco alla volta una vitalità che ritorna e che ripropone i desideri e le aspirazioni alle quali aveva rinunciato nei mesi e talora negli anni che avevano preceduto il trapianto. L’organismo poco alla volta re-impara a funzionare valendosi di una ri-conquistata attitudine a respirare. E’ tutto il corpo e la mente che tendono a reinventarsi, pur nella inevitabile dipendenza dalle cure e dai controlli medici. L’esercizio fisico, associato alla mobilità e alle prestazioni ludiche e talora anche lavorative, con le conseguenti implicazioni sociali, rappresentano una parte centrale di questa rinascita. Il recupero alla performance fisica peraltro è lento, soprattutto perché lento è il recupero della forza muscolare, debilitata dalle condizioni di malnutrizione e di sedentarietà che hanno preceduto il trapianto e che in parte si prolungano dopo il trapianto. Il post-trapianto si associa anche, per tempi più o meno lunghi, ai problemi di adattamento del torace al polmone ospite ricevuto, con limitazioni in parte legate anche al perdurare del dolore toracico da intervento chirurgico. Va precisato intanto che il nuovo polmone è inevitabilmente privato del normale raccordo nervoso con il torace e con le funzioni che presiedono all’attività respiratoria. L’organismo deve trovare un po’ per volta altre modalità di raccordo che assicurino l’armonia spontanea ed efficace del respirare. La riabilitazione della persona trapiantata deve tener conto di tutti questi aspetti inserendola nella compiutezza e complessità della vita quotidiana.

Pensiamo ragionevolmente che il canto, e l’educazione al canto, possa essere un aspetto tutt’altro che secondario nella riabilitazione rivolta ad armonizzare il respiro, particolarmente se associato al piacere di esprimere melodie e sentimenti con la propria voce, che ritrova timbro, scioltezza e potenza. La possibilità di imparare a modulare in modo armonico e controllato la fine dinamica dei muscoli del respiro (una volta che le strutture laringee abbiano ben recuperato dagli eventuali traumi dell’intubazione ventilatoria), conferendo agli atti respiratori efficienza finalizzata, è forse un momento riabilitante molto prezioso. Ovviamente tenendo conto che può esserci inizialmente qualche difficoltà legata al dolore toracico dovuto all’intervento chirurgico, che può perdurare anche a lungo, e alla denervazione del nuovo polmone di cui si è prima accennato.

Non pensiamo vi siano controindicazioni al canto se si ha consapevolezza di questi limiti e se si adotta la gradualità e l’adattamento continuo come metodo di ri-acquisizione della funzione: il respiro per il canto, il canto per il respiro, nell’insieme del recupero complessivo dell’attitudine a vivere. Pensiamo invece che potrebbe essere utile conoscere l’esperienza che questa attenta insegnante farà con la giovane di cui ci parla. E sarebbe molto bello se un giorno quella giovane potesse farci dono della registrazione di una sua canzone.

1. Irons JY, Kenny DT, Chang AB. Singing for children and adults with cystic fibrosis. Cochrane Database Syst Rev. 2010 May 12;(5):CD008036. doi: 10.1002/14651858.CD008036.pub2

G.M.


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