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20 Dicembre 2012

La corretta pressione nell’uso della PEP mask in fisioterapia respiratoria.

Autore: Susanna
Argomenti: Fisioterapia
Domanda

Buongiorno, vorrei sapere qual’è la giusta pressione all’incirca che dovrebbe segnare il manometro in un bambino che sta facendo la PEP mask. Chiedo questo perche ai controlli periodici coi fisioterapisti facciamo sempre una prova della PEP con la bambina e il manometro, e in questi anni (la bambina ha 4 anni), mi sembrava di ricordare che la pressione si aggirasse bene o male sempre intorno ai 10/15. All’ultima prova, forse causa cambio maschera di silicone, il manometro invece che segnare sempre il solito valore, non arrivava nemmeno a 10, ma si aggirava intorno ai 5/6 al max. Questo non ha scomposto il fisioterapista che ha confermato la resistenza (bianca) e la maschera e ha detto che andava bene così. Mi trovo in difficoltà ad accettare questa sua passività: parlando con gli altri genitori confermano quello che mi pareva appunto di ricordare e cioè che il manometro per effettuare una giusta fisioterapia deve stare fra i 10 ed i 20, e che quindi i 5 che segna mia figlia parrebbero insufficienti, a conferma anche il fatto che il sibilo/soffio di uscita a volte nemmeno riesco a sentirlo. A casa non ho il manometro, quindi non posso fare prove, ma ho deciso di ritornare alla resistenza nera, facendo attenzione che non si affatichi e non affanni, e ciò infatti non accade. In questo modo abbiamo guadagnato che finalmente riesco di nuovo a sentire il sibilo e la fisioterapia la sento attiva. E’ giusto ciò che sto facendo? Non voglio andare contro i professionismi, ma mi sembra davvero che una pressione di 5, con 10/12 atti (udibili appena) al minuto, siano davvero una perdita di tempo.

Risposta

Utilizzo PEP mask in bambina di 4 anni: dubbio sulla scelta della resistenza

Durante l’applicazione della PEP mask una persona (in questo caso una bambina) espira contro una resistenza e crea così una pressione positiva (si dice positiva perché superiore a quella ambientale). Una bambina di 4 anni è in grado di creare tranquillamente almeno 10 cm acqua di pressione (l’unità di misura della pressione utilizzata con questo sistema). Il valore uguale o superiore a 10 è quello considerato terapeutico, cioè efficace per agire sulle parti piccole del polmone, che rappresentano la periferia dell’apparato respiratorio. La tecnica completa prevede che si debbano combinare con la PEP mask espirazioni più o meno forzate per trascinare le secrezioni in direzione della trachea, laddove la tosse diventa l’atto finale per rimuovere le secrezioni dall’albero bronchiale. Si conclude così un ciclo che viene ripetuto per circa 8-10 volte (ogni volta 1 minuto di pressione – il numero di respiri varia a seconda dell’età e dei singoli bambini – alcune espirazioni dosate/forzate senza maschera, tosse e così via). Le varie resistenze fornite con il set della PEP mask hanno vari diametri e colori diversi tra loro. Ad ogni diametro non corrisponde un preciso valore di pressione perché l’uscita dell’aria è relativamente libera e, a seconda del flusso generato dalla persona, varia la pressione. Quando si sceglie e quando si controlla la resistenza da impiegare si deve idealmente conciliare il livello di pressione, la regolarità del respiro, la sua “fluidità”, l’assenza di fatica e di segni di discomfort. Il respiro è un po’ attivo, ma non forzato. Si tende a scegliere, normalmente, una resistenza che mantenga il valore di poco più di 10 cm di acqua durante la metà della fase espiratoria. Gli autori dei principali studi eseguiti con tale metodica ritengono idoneo un valore tra 10 e 20 cm d’acqua con tendenza a preferire valori più vicini a 10 che a 20 (risulta ugualmente efficace e rende meno faticosa l’esecuzione, soprattutto nei momenti più critici). Se la bambina esegue tranquillamente i cicli di circa un minuto l’uno e genera una pressione più adeguata con la resistenza di diametro inferiore (nell’esempio citato, la nera), questa è da preferire. Per correttezza sarebbe utile osservare direttamente il tutto per non rischiare malintesi. A volte si accettano valori inferiori di pressione, ma transitoriamente e per ragioni motivate, come, ad esempio, quando il broncospasmo (“il bambino fischia in espirazione”) è dominante sulle altre componenti che ostruiscono le vie aeree. In questo caso si deve attendere che i farmaci svolgano la loro azione e contribuiscano a far tornare il diametro delle vie aeree più vicino alla normalità, prima di “pretendere” valori usuali di pressione che sarebbero mal sopportati per la fatica. Altre volte si accettano pressioni minori rispetto alla norma in fase di “presa di confidenza” con il sistema PEP, ma per periodi non prolungati.

Sergio Zuffo, fisoterapista Unità Professionale di Riabilitazione Funzionale Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer – Firenze


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