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18 Marzo 2019

Le ragioni per cui è raccomandata limitazione alla vicinanza fisica tra persone con fibrosi cistica

Autore: Ada
Domanda

Ho sentito che due persone afflitte da questa malattia non possono stare vicine, è vero? Se sì, come mai?

Risposta

Le persone con fibrosi cistica, prima o poi, più o meno intensamente, vanno incontro a infezione broncopolmonare, che può diventare cronica. L’infezione, sostenuta spesso da batteri non facilmente trattabili con i comuni antibiotici, determina infiammazione polmonare che danneggia progressivamente i polmoni. I batteri in causa possono essere trasmessi da un paziente infetto ad altro paziente non ancora infetto oppure ad altro paziente che ospita nei polmoni batteri diversi e magari altrettanto dannosi. Ciò avviene perché le persone con fibrosi cistica hanno una particolare suscettibilità a ospitare e mantenere nel proprio apparato respiratorio batteri patogeni. I batteri possono essere trasmessi attraverso la tosse, ma anche con la conversazione e con vari tipi di contatto diretto o indiretto.

Sono queste le ragioni per cui viene raccomandato che le persone con fibrosi cistica non si frequentino tra loro o limitino per quanto possibile la reciproca vicinanza. Quando la vicinanza fosse necessaria viene raccomandato la protezione di bocca e naso con apposita mascherina facciale e soprattutto una certa distanza fisica. È una ragione di prudenza preventiva, che comporta inevitabilmente un non piccolo disagio sociale. Nei centri ospedalieri che curano persone con fibrosi cistica si adottano in genere rigorose misure per limitare i contatti tra persone malate.

Nei prossimi giorni verrà proiettato nelle sale cinematografiche un film (“A un metro da te”) che racconta la storia di due giovani con fibrosi cistica, che si sono conosciuti e innamorati in occasione del ricovero in ospedale e che si vedono costretti a tenere una insopportabile distanza fisica.

G. M.


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