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19 Marzo 2012

Fattori di rischio per l’acquisizione di Mycobacterium abscessus in pazienti con fibrosi cistica

Dott. Natalia Cirilli, Centro Regionale Fibrosi Cistica delle Marche, Ancona

Sono recentissimi i risultati di uno studio olandese (1) sui fattori di rischio per l’acquisizione di Mycobacterium abscessus (MAB) da parte dei pazienti con fibrosi cistica: MAB è un batterio che fa parte della famiglia dei micobatteri cosiddetti atipici, perché diversi dal micobatterio classico che è quello della tubercolosi. MAB è diffuso nell’ambiente (acqua, terreno, ecc), causa infezioni nell’uomo solo eccezionalmente, e non è mai stata documentata la sua trasmissione tra pazienti affetti da fibrosi cistica (FC). Scopo della ricerca è capire se i malati FC che lo contraggono hanno, rispetto agli altri, particolari caratteristiche cliniche che li rendono più suscettibili. La casistica utilizzata proviene dal Registro FC olandese, il periodo analizzato quello compreso fra il 1999 e il 2009.

Sono stati identificati i pazienti FC che avevano avuto almeno in un’occasione la coltura dell’escreato positiva per Mycobacterium abscessus. Questi pazienti (n=22) sono stati confrontati con altri mai risultati positivi per lo stesso germe (gruppo di controllo, n=22) ma simili per età, sesso, genotipo e centro di cura. I pazienti MAB positivi poi sono stati ulteriormente suddivisi in due sottogruppi: quelli con infezione occasionale da MAB (n=11) e quelli con malattia polmonare da MAB (n=11) diagnosticata in base ai criteri internazionalmente adottati (2).

I risultati della ricerca sono questi: i pazienti FC che diventano MAB positivi non sono diversi dagli altri per trattamento con cortisonici o presenza di diabete. Hanno invece la caratteristica di avere un quadro polmonare più compromesso (bronchiectasie, cavità, opacità dense) e sintomi di malattia più marcati (tosse, perdita di peso, dispnea, quantità, consistenza e colore dello sputo, emottisi e reperti all’auscultazione toracica) rispetto ai controlli. Hanno anche funzionalità respiratoria (misurata attraverso valore della FEV1% sul predetto) a livelli più modesti 1 anno prima dell’infezione (75.5 vs 83.7%), al momento dell’infezione (64.1 vs 83.8), 1 (73.6 vs 86.0) e 2 anni dopo l’infezione (64.6 vs 89.0). La diversità funzionale è ancora più evidente se si paragona il sottogruppo con vera e propria malattia polmonare da MAB rispetto ai controlli senza MAB.

Purtroppo il lavoro non fornisce molti dettagli sulle modalità terapeutiche adottate in questo sottogruppo; e nemmeno sul fatto che in cinque di loro Mycobacterium abscessus scompare spontaneamente o dopo trattamento. Fornisce invece un dato interessante anche se di difficile interpretazione: dei 22 pazienti positivi per MAB, 11 hanno una storia di infezione da Stenotrophomonas maltophilia contro 1 solo caso nel gruppo di controllo e 16 hanno una storia di infezione da Aspergillus fumigatus contro 10 casi nel gruppo di controllo.

In definitiva sembra di poter concludere che l’infezione da MAB è un evento da considerare casuale, che si verifica più frequentemente in soggetti con danno del tessuto polmonare e più modesta funzione respiratoria. Il batterio Stenotrophomonas maltophilia sembrerebbe avere una certa associazione con MAB. Sembra ragionevole attendere la conferma di questi risultati con uno studio clinico prospettico e su una casistica più ampia.

Gli autori concludono dicendo che sarebbe consigliabile adottare la prassi di uno screening regolare della presenza di MAB. Di nuovo non precisano le modalità di questo screening: se si dovesse adottarne uno screening serio (esame microscopico + esame colturale + PCR + ricerca di anticorpi anti-Mycobacterium) da eseguire una volta o due all’anno, avrebbe costi elevati e forse non giustificati rispetto alla rarità dell’evento. Una proposta ragionevole quindi sarebbe quella di eseguire un’indagine mirata e sospettare la presenza di MAB nei pazienti con malattia polmonare che non risponde alle usuali terapie antibiotiche o che hanno immagini radiologiche suggestive di infezioni da micobatteri. Questo è quello che viene suggerito da un altro articolo sullo stesso argomento presente sempre su questo sito (3).

1. Verregghen M, et al, Risk factors for Mycobacterium abscessus infection in cystic fibrosis patients; a case-control study, J Cyst Fibros (2012), doi:10.1016/j.jcf.2012.01.006
2. Griffith DE, Aksamit T, Brown-Elliott BA, et al. An official ATS/IDSA statement: diagnosis, treatment, and prevention of nontuberculous mycobacterial diseases. Am J Respir Crit Care Med 2007;175:367-416
3. Infezioni polmonari polimicrobiche in FC: ruolo dei micobatteri non tubercolari (NTM)