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Risultato Progetto: FFC #4/2002
Markers tassonomici e di virulenza di ceppi di Burkholderia cepacia associati alle infezioni respiratorie in pazienti FC

Taxonomy and virulence markers of B.Cepacia strains associated with respiratory infections in patients with cystic fibrosis

Identificare la distribuzione dei diversi genomovar (varianti geniche) o le specie batteriche contenute nel Burkholderia cepacia complex.

Dati del Progetto

Responsabile
Roberta Fontana (Laboratorio Microbiologia - Ospedale Maggiore, Verona)
Categoria/e
Durata
2 anni
Finanziamento totale
18.078 €
Adozione raggiunta
18.078 €
Obiettivi
Il progetto è mirato a identificare, con l’applicazione di tecniche di biologia molecolare, la distribuzione dei diversi genomovar (varianti...

Risultati

L’infezione da Burkholderia cepacia (B. c.) rappresenta uno degli eventi problematici per il paziente affetto da fibrosi cistica ( FC) per le pesanti conseguenze in termini sia di morbilità sia di mortalità. La riduzione dell’incidenza di tali infezioni si è avuta quando, dimostrando la possibilità di infezioni crociate fra i pazienti di uno stesso centro, si sono adottate, di conseguenza, strette misure di controllo e di segregazione fra pazienti. La precisa identificazione di B.c. è pertanto fondamentale per la corretta gestione del paziente FC. Nonostante siano stati messi a punto numerosi terreni e protocolli per la coltura e identificazione di questo microrganismo, altri batteri gram-negativi vengono frequentemente ed erroneamente identificati come B.c. Obiettivo del progetto è stato l’applicazione delle tecniche di biologia molecolare allo studio dell’epidemiologia dei diversi genomovar e/o specie di B. cepacia complex nei pazienti FC del Centro di Verona. 163 ceppi isolati da 82 pazienti e identificati come B.c. mediante prove biochimiche sono stati riidentificati mediante analisi dei profili di restrizione del gene dell’rRNA 16S generati dall’enzima DdeI e del gene recA generati dagli enzimi HaeIII e MnlI Un’elevata percentuale (26%) di ceppi biochimicamente identificati in precedenza come B. c. non sono stati confermati come tali dall’indagine genetica, suggerendo la necessità di estendere quest’ultimo tipo di indagine a tutti i batteri gram-negativi non fermentanti isolati da pazienti FC. I nostri risultati indicano che le maggiori incongruenze si sono riscontrate per A.xilosoxidans, S. maltophilia e B. gladioli. Inoltre, l’analisi dei RFLP del gene recA dei 121 ceppi geneticamente confermati come appartenenti a B. c. complex ha permesso la seguente suddivisione: genomovar I 8.3%, genomovar II 5.8%, genomovar III-A 37.2%, genomovar III-B 47.10% e genomovar V 1.6%. Nessun ceppo possedeva il marker di virulenza cblA , mentre il 37.9% possedeva il marker BCESM riscontrato in ceppi virulenti epidemici . I genomovar III-A e III-B si sono confermati come i più diffusi nella popolazione FC afferente al Centro di Verona, risultato in linea con l’andamento epidemiologico di altri centri nazionali ed internazionali. Il nostro studio ha anche confermato l’elevato grado di resistenza agli antibiotici dei ceppi appartenenti al genomovar III (oggi chiamato B. cenocepacia), caratteristica questa associabile alla maggiore gravità delle infezioni da questi causate.