Sei in Home . News . Tutti i colori della Marafibrositona

12 Luglio 2016

Tutti i colori della Marafibrositona

Si è svolta il 25 giugno scorso nella cornice del Lago di Como, la cinque kilometri a sostegno della ricerca sulla fibrosi cistica, che ha fatto contare 1500 iscritti e movimentato oltre 2000 persone. L’evento è stato organizzato da due amiche per la pelle, Elisa e Angelica, 50 anni in due, con il sostegno di una fitta rete di giovani volontari sotto i 28 anni, e dell’intervento straordinario di una sorella speciale, Serena, l’alter ego di Angelica. È stata lei ad arrivare dove la malattia impossibilitava Angelica ad agire.

Angelica, anima dell’iniziativa e testimonial della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, dopo il successo della prima edizione, ha lavorato per mesi d’immaginazione e attraverso le relazioni, assieme a Elisa, per dare vita a un evento senza precedenti. Ci è riuscita, nonostante sia stata costretta in ospedale per lunghissimi ricoveri, grazie al sostegno incondizionato della sorella, che racconta: «mi sono sentita in dovere di prendermi la responsabilità delle sue cose, cercando di capire tutto il più in fretta possibile. Essendo io in salute, sono riuscita a dare un aiuto anche fisico oltre che mentale». Elisa conferma: «Serena è stata la mia salvezza. Lei mantiene la calma più di me quando si è sotto pressione».

DSC_2770
Il giorno dell’evento, nuvole minacciose non facevano presagire nulla di buono. Quando è iniziato a diluviare sembrava si dovesse mettere da parte la speranza. «Non smetteva più – dice Elisa. Ho pensato di annullare tutto, ma c’era gente che arrivava da Verona, Rimini, Genova, Lecco, Como, dalla Svizzera, dalla Valtellina, dalla Valchiavenna, da ogni dove. Il tempo è impazzito, ma poi si è aperto un cielo azzurro che era una favola. L’anno scorso è stato bellissimo, ma quest’anno è stato al di là di ogni aspettativa», non solo per il ricavato straordinario di quasi 42.000 euro, il doppio di quanto raccolto nel 2015, ma soprattutto per l’atmosfera. La cronaca di Elisa e quella di Serena si sovrappongono: «quanti colori c’erano! Erano tutti colorati, sorridenti, consapevoli e pieni di gioia. Chiedevano se ci fosse bisogno di aiuto. Quando Angelica è salita sull’impalcatura per portare un saluto è calato un silenzio immobile. Tutta l’attenzione era rivolta a lei. La sua voce tremava, ma tutti quelli che sentivano, fino dove arrivava il suo discorso, piangevano».

Angelica prende il microfono e dà il via alla corsa delle emozioni, raccontando la malattia con cui convive dalla nascita: «vivere con la fibrosi cistica è vivere senza nessuna certezza per il futuro. Siamo abituati a guardare la vita dei nostri coetanei correre in avanti e a trovarci per forza un passo indietro. Immaginatevi chiusi in una stanza di ospedale ad affrontare ogni giorno pesanti cure senza le quali non riuscireste a fare la cosa più banale: respirare. Aerosol, ossigeno, flebo, antibiotici, pastiglie, visite, sale operatorie, ospedali. Sarebbe questa la vostra finta libertà. Nonostante tutto non mi sono mai sentita malata, ma molto più spesso speciale. Quando vieni colpito da una malattia, nel cuore si radicano una speranza e una forza immense». Angelica sa che solo la ricerca scientifica ha il potere di schiudere un domani libero dalla malattia. Crede nel progresso e si spende perché non manchino i fondi per sostenerlo. Prima del via aggiunge: «Ricordate che chi ha la salute è padrone del mondo. Da cosa si parte? Dall’amore».

Guarda il video della giornata.