Gestire l’ansia procedurale nei bambini con fibrosi cistica e nei loro genitori

autore

E.

Domanda

Buongiorno, mio figlio fa spesso esami in ospedale e ogni volta è un dramma per l’ansia. Ho letto da qualche parte di alcuni centri che usano un visore di realtà virtuale per aiutare i bambini, voi ne sapete qualcosa? Ho trovato questo articolo, se conoscete strutture che lo usano fatemelo sapere. Grazie.

Risposta

L’ansia che prova il figlio di chi ci scrive prima degli esami e dei controlli ospedalieri è un’esperienza molto comune nei bambini e nei ragazzi con fibrosi cistica e, in generale, in chi fronteggia una patologia cronica. Le visite frequenti, gli esami ripetuti e l’attesa dei risultati possono infatti generare preoccupazione e stress, anche quando fanno parte della routine di cura.
È proprio per questo motivo che il progetto strategico MindKids-CF sostenuto da questa Fondazione prevede una valutazione sistematica dell’ansia da procedura nei bambini.

La realtà virtuale è uno strumento sempre più usato in ambito pediatrico per aiutare i bambini a gestire l’ansia e il disagio durante procedure mediche ed esami. Attraverso un visore, il bambino viene immerso in un ambiente coinvolgente che cattura la sua attenzione e la allontana dall’esperienza medica. Le evidenze scientifiche (per esempio questo e questo articolo) mostrano che questa forma di “distrazione immersiva” può ridurre significativamente ansia e dolore percepiti durante procedure come prelievi, accessi venosi e medicazioni.

Per quanto riguarda la fibrosi cistica, sappiamo che il distress legato alle procedure è particolarmente frequente. Studi specifici (si può leggere questo articolo) hanno mostrato che molti bambini considerano alcune procedure estremamente ansiogene e che spesso l’ansia compare già a casa, nei giorni o nelle ore precedenti l’appuntamento. Questo aspetto è importante perché ci ricorda che non dobbiamo occuparci soltanto del momento dell’esame, ma anche della preparazione emotiva che lo precede.
Le linee guida internazionali raccomandano l’uso di strategie psicologiche per ridurre il distress procedurale, tra cui la preparazione all’esame, le tecniche di rilassamento, la distrazione e, quando disponibile, la realtà virtuale. Un approfondimento si può leggere qui.

Suggeriamo a chi ci scrive di parlarne con il team del Centro FC che segue il figlio per verificare quali strumenti siano disponibili. Può inoltre essere utile costruire insieme all’équipe un piano personalizzato che includa strategie che possano aiutare il bambino ad affrontare gli esami con maggiore serenità. Infine, ricordiamo che il modo in cui gli adulti vivono questi momenti può influenzare il bambino: prendersi cura anche delle proprie preoccupazioni è parte integrante del percorso.

Sonia Graziano, psicologia clinica Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS, Roma