FFC#3/2024

Promuovere il corretto ripiegamento della proteina CFTR mutata per potenziare l’azione dei correttori

FFC#3/2024

Due molecole si sono rivelate efficaci nell’attivare le Heat Shock Protein e potenziare in vitro l’azione dei correttori di CFTR con mutazione F508del

Ricercatore Responsabile

Mauro Salvi (Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Padova)

Ricercatore Partner

Ricercatori coinvolti

2

Categoria/e

AREA 1 Approcci innovativi per correggere il difetto di base, genetica

Durata

1 anno

Adozione raggiunta

€ 63.525 €

RISULTATI

Kaftrio, un farmaco ottenuto dalla combinazione di due correttori (elexacaftor  e tezacaftor) e di un potenziatore (ivacaftor), rappresenta attualmente la terapia principale per un ampio numero di persone con fibrosi cistica (FC). Inizialmente indicato per malati con almeno una mutazione F508del nel gene CFTR, nel 2025 EMA e a inizio 2026 AIFA ne hanno autorizzato l’uso anche nei portatori di almeno una mutazione non appartenente alla classe I.
Pur avendo fornito risultati rilevanti, questa terapia può essere ulteriormente migliorata.

L’obiettivo di questo progetto è identificare molecole capaci di attivare le Heat Shock Protein (HSP), proteine chaperone che facilitano il corretto ripiegamento tridimensionale di altre proteine. L’ipotesi alla base dello studio è che l’attivazione delle HSP possa potenziare l’efficacia dei correttori nel recupero della funzione della proteina CFTR con mutazione F508del.
È stato condotto uno screening di proteine in grado di attivare le Heat Shock Protein all’interno delle cellule. Lo screening è stato condotto inizialmente su linee cellulari derivate da epitelio bronchiale umano. Le molecole attive nei modelli cellulari sono quindi state testate su cellule primarie derivate da persone con FC e con mutazione F508del su entrambe le copie di CFTR, in collaborazione con CFaCore e il Servizio Colture Primarie.

Tra le molecole testate, due si sono dimostrate efficaci nel potenziare l’effetto dei correttori nelle linee cellulari usate. Una delle due, un farmaco già in uso per un’altra patologia, si è rivelata efficace anche nelle cellule primarie con F508del, sebbene il suo meccanismo d’azione sia apparentemente diverso da quello ipotizzato e non coinvolga le HSP. La sua efficacia dovrà ora essere testata anche su cellule primarie derivate da persone con FC portatrici di altre mutazioni per valutarne il potenziale terapeutico.
Lo studio del secondo composto è ancora in corso e sarà necessario attendere i risultati degli esperimenti con le cellule primarie.

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