Una funzionalità pancreatica preservata è associata a un minor rischio di diabete correlato alla FC

autore

Beatrice

Domanda

Gentilissimi, ho letto recentemente la domanda di un’altra mamma FC riguardo la relazione tra recupero della funzionalità pancreatica e assunzione dei modulatori (questa). A questo proposito, posso riportare l’esperienza di mia figlia, che ha mutazioni F508del e G551D, e ha iniziato Kalydeco a 6 mesi grazie alla mutazione di gating. Nei vari controlli periodici con il centro FC che la segue, è stata sempre controllata l’elastasi fecale, e, dopo 3 risultati consecutivi con valore maggiore di 500 (su un periodo totale di monitoraggio di quasi 1 anno), in accordo con i medici abbiamo sospeso la somministrazione del Creon ai pasti. Quindi mia figlia mangia senza Ceon da quasi 7 mesi e non ha mai avuto steatorrea. Monitoro facilmente a occhio le feci, visto che usa ancora il pannolino e sta imparando a usare il vasino (ha 2 anni e mezzo) e all’ultimo controllo ho anche fatto vedere tramite foto le feci ai medici, che hanno confermato che sono normali. Ad ogni modo, giustamente è in programma per sicurezza un ulteriore monitoraggio dell’elastasi fecale al prossimo controllo dopo l’estate e immagino che sarà tenuta sempre sotto controllo anche in futuro. Comunque la bambina in questi mesi è cresciuta sia in altezza che in peso, e questa dal mio punto di vista è la rassicurazione più grande. Ha iniziato anche Kaftrio circa 3 mesi fa. Le mie domande sono: questa ripresa della funzionalità pancreatica sarà stabile sul lungo periodo o dipenderà da eventuale perdita di efficacia dei modulatori negli anni? Le consentirà di non andare incontro al diabete correlato alla fibrosi cistica o non si possono attualmente fare previsioni a riguardo? Grazie

Risposta

La storia descritta come premessa alle domande poste è un implicito ulteriore aspetto ottimistico sugli effetti positivi dei modulatori di CFTR, soprattutto se iniziati precocemente, per modificare la storia naturale della malattia. La ripresa della funzionalità pancreatica dovrà essere messa in relazione alla eventuale perdita di efficacia dei modulatori negli anni. Riguardo alla possibilità che questa possa consentire di non andare incontro al diabete correlato alla fibrosi cistica (CFRD), la probabilità che questo avvenga è elevata, in quanto il CFRD si sviluppa soprattutto come conseguenza del danno progressivo pancreatico (come è possibile leggere in questo articolo scientifico e in questo approfondimento sul nostro sito).  Le persone con una funzionalità pancreatica preservata hanno una più bassa probabilità di una progressione a CFRD rispetto a quelle con insufficienza pancreatica, anche se il loro rischio rimane sostanzialmente più alto rispetto alla popolazione generale. Questi ultimi dati, tuttavia, sono stati pubblicati (in questo altro articolo scientifico) diversi anni prima dell’introduzione dei modulatori di CFTR e dovrebbero essere rivisti tra alcuni anni, durante i quali i modulatori di CFTR sono stati utilizzati.

Dott. Giuseppe Magazzù, Gastroenterologo pediatra FFC Ricerca