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26 Febbraio 2013

Trattamento dell’infezione broncopolmonare cronica in FC

Autore: Caterina
Domanda

Gentili dottori, ho 24 anni con FC (mutazione DF508 e N1303K) e da sempre sono colonizzata da P. aeruginosa e A. xylosoxidans. Con un FEV1 di 60% circa e la saturazione di 99%, negli ultimi 2-3 anni le terapie in vena si sono fatte più frequenti (ogni 3-4 mesi in media). Talora riesco a stare senza prendere antibiotici per os due settimane ma non di più, poichè poi sopraggiunge P. aeruginosa è diventato molto resistente agli attacchi dell’antibiotico. Da quando ho cominciato a fare il Cayston (un anno fa) la situazione è lievemente migliorata (leggero rialzo di FEV1) ma non riesco comunque a fare a meno dell’antibiotico sia per vena che per os. Inoltre, dedico moltissimo tempo per le terapie durante la giornata e mi restano poche ore da impegnare diversamente. Ho paura per il futuro e mi chiedo quanto potrò andare avanti così, prima del trapianto polmonare. Grazie mille.

Risposta

Ovviamente la domanda finale deve essere posta ai medici del centro di cura che conoscono la situazione clinica complessiva della nostra interlocutrice.

In questo caso siamo di fronte ad una infezione cronica da Pseudomonas aeruginosa e Achromobacter xylosoxidans, due batteri gram-negativi che tendono a sviluppare resistenza agli antibiotici nel tempo. Una funzionalità polmonare che si assesta per lungo tempo intorno al 60% con normale saturazione d’ossigeno viene considerata in genere una condizione respiratoria ragionevole in un adulto con FC.

Qui possiamo limitarci a sintetizzare quali sono le strategie antibatteriche più usate nell’infezione broncopolmanre cronica da Ps. aeruginosa, strategie in genere adottate anche per A.xylosoxidans

– Trattamento aerosolico continuo o a mesi alterni con antibiotico che si riveli attivo o semiattivo negli antibiogrammi fatti periodicamente sui batteri isolati dall’escreato. Oggi sono disponibili: tobramicina in soluzione o polvere secca (Tobi e Bramitob); aztreonam-lisina (Cayston); colimicina (Promixin e Colfinair). Alcuni centri alternano un mese l’uno ed un mese l’altro.

– Azitromicina per bocca (di solito tre giorni la settimana) in continuazione.

– Trattamento intensivo e precoce delle esacerbazioni mirato sugli antibiotici risultati attivi all’ultima coltura batterica: in vena i più usati sono ceftazidime o meropenem, associati di solito a tobramicina; per bocca si usano i chinolonici (es. ciprofloxacina o ofloxacina). Ciò che importa è ottenere che il trattamento dell’esacerbazione faccia ritornare la funzione respiratoria al livello abituale: si dovrebbe insistere con il trattamento, alternando eventualmente l’antibiotico, fino a ottenere quel risultato.

– Ottenere un buon drenaggio delle secrezioni bronchiali con adeguata fisioterapia, da intensificare nei giorni di esacerbazione, associato a aerosol con fluidificanti (salina ipertonica o DNasi).

– Evitare per quanto possibile l’inattività coltivando movimento ed esercizio fisico.

G.M.


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