Innanzitutto va detto che la somministrazione di farmaci per via aerosolica, rispetto alla via sistemica o generale, ha il vantaggio di concentrare i farmaci nelle vie aeree, limitando al massimo la quota che viene assorbita e si distribuisce ad altri organi, con possibili effetti secondari indesiderati.
Broncovaleas (salbutamolo) e Ipraxa (ipratropio bromuro) sono broncodilatatori impiegati spesso per via aerosolica, assieme a un cortisonico (Clenil è un cortisonico) nel trattamento di situazioni di broncospasmo o asma. Pulmozyme (dornasi alfa) è un mucolitico e Hyaneb è una soluzione di sale ipertonica associata a una piccola dose di acido ialuronico: entrambi hanno la funzione di rendere più scorrevoli le secrezioni bronchiali.
Certamente la persona che assiste la somministrazione di aerosol a un bambino può inalarne una piccola parte. Tuttavia questa minima dose comporta una modestissima quantità di farmaco che viene assorbito nel sangue. È improbabile che tale minima quantità possa recare danno alla madre in gravidanza e particolarmente al feto che essa porta. Questa è una considerazione di ragionato buon senso, e tuttavia è bene che se ne parli con il ginecologo che segue questa gravidanza. Nel contempo, può essere prudente che la mamma si metta una mascherina con un buon filtro di qualità , quando assiste la bimba per l’aerosol: questo può limitare di molto l’eventuale inalazione delle pur minime dosi di farmaci aerosolici.