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8 Agosto 2006

Il supplemento di vitamine liposolubili è indispensabile nella fibrosi cistica

Autore: Sonia
Argomenti: Nutrizione, Vitamine
Domanda

Sono la mamma di una bambina di 3 anni che, pur malata di FC, gode di buona salute. Tuttavia, da sempre prende come vitamine il Protovit 30 gocce al giorno e l’Ephjnal (vitamina E) una compressa al dì tutti i giorni e al centro in cui la curo mi hanno detto che più la bimba cresce più dovremmo aumentare la dose di vitamine. Visto che la bimba pesa 16 kg, è alta 96 cm e gode di un ottimo appetito, mi e vi chiedo se tutte queste vitamine non siano dannose per altri organi come il fegato.

Risposta

Le vitamine sono sostanze fondamentali (oggi sono chiamate anche “micronutrienti essenziali”) per la crescita e il buon funzionamento del nostro organismo : in condizioni normali e in presenza di un’adeguata alimentazione non vi è necessità di assumerne in più rispetto a quelle fornite dai cibi che mangiamo. Alcune vitamine sono però assorbite dall’intestino solo se mescolate ai grassi (= “lipidi”): sono le vitamine dette “liposolubili” e precisamente la vitamina A, D, E, K. Non servono solo a far venire appetito: la vitamina A è importante per avere una vista normale, per la formazione delle ossa e dei denti, per le attività delle cellule e per le difese immunitarie. La vitamina D è importante per il metabolismo del calcio e quindi lo stato di salute di tutte le ossa; la vitamina E agisce come “antiossidante” , aiuta ad avere un buon numero di globuli bianchi e a combattere le infezioni; la vitamina K è fondamentale in caso di emorragie perché attiva il processo di coagulazione del sangue, ma è anche utile ad altre funzioni.

Perché l’intestino assorba i grassi, e quindi anche le vitamine liposolubili, occorre un pancreas normalmente funzionante, in grado di digerire i grassi attraverso l’azione dei suoi enzimi. Nella FC il pancreas spesso non funziona : i grassi non vengono digeriti e quindi non assorbiti, bensì persi con le feci. E con i grassi vengono perse le vitamine liposolubili. Per questa ragione il malato FC è “carente” di vitamine liposolubili: inoltre, alcune di esse, come la vitamina A e la vitamina E vengono consumate intensamente quando c’è una infezione polmonare . Si è visto che questa carenza permane anche se, per ovviare al malfunzionamento pancreatico, il malato prende gli enzimi pancreatici per bocca (addirittura talora il malato può presentare carenza di vitamine anche se il pancreas funziona e talora anche se assume supplementi di vitamine in dose standard). Per questa ragione il malato FC ha bisogno di prendere per tutta la vita un “supplemento” adeguato e ben dosato di vitamine liposolubili. Può non essere necessario invece supplementare con vitamine del complesso B e con vitamina C, qualora il soggetto si alimenti in maniera sufficiente e con varietà di cibi. Assunte nel dosaggio raccomandato per il singolo caso, le vitamine non hanno alcun effetto dannoso né sul fegato né su altri organi, anche se assunte come supplemento per tutta la vita.

Purtroppo fra le tante “medicine” che il soggetto con FC deve prendere, questa, che poi non è una medicina, passa spesso in secondo piano perché ritenuta, a torto, poco rilevante o scarsamente influente sul suo stato di salute. Una ricerca (1), condotta nel 1999 in oltre un centinaio di bambini FC diagnosticati per screening neonatale nel Colorado (U.S.A.), ha voluto indagare in maniera prospettica, con dosaggi ematici eseguiti ogni anno, dalla nascita fino ai 10 anni, il livello di vitamine A, D ed E che essi presentavano. E ha trovato che la percentuale di bambini che presentavano carenza di una o più vitamine variava a seconda degli anni ma era sempre consistente, andando da un minimo del 4% ad un massimo del 45% dei soggetti esaminati!

La quantità della supplementazione vitaminica necessaria cambia nel corso delle epoche della vita, naturalmente in relazione al variare del fabbisogno quotidiano, che oggi è conosciuto nei suoi valori standard rispetto all’età (2) e che è maggiore nelle fasi in cui il corpo cresce, ma si stabilizza dopo l’adolescenza (e quindi di lì in poi la quantità di vitamine da prendere non aumenta più).

Però può cambiare anche in relazione ad altri fattori o eventi riguardanti il singolo malato (regolarità nell’alimentazione, corretta assunzione di enzimi pancreatici, stato di infezione ), per cui opportunamente molti Centri adottano oggi il metodo di valutare periodicamente il livello di vitamine nel sangue. Esso dà una buona misura dello stato nutrizionale del malato e suggerisce come procedere con la supplementazione.

Sul sito della Fondazione FC americana (http://www.cff.org/living_with_cf/nutrition_and_cf/) (3) si possono trovare utili informazioni su questo argomento : quali siano i cibi a maggior contenuto di vitamine liposolubili (ci sono delle immagini esplicative), quali i dosaggi suggeriti per la supplementazione in relazione all’età e soprattutto il consiglio di dosare periodicamente il livello di vitamine nel sangue.

1) Feranchak AP “Prospective, long term study of fat soluble vitamin status in children with cystic fibrosis identified by newborn screening” J Pediatr 1999; 135(5): 601-10

2) Weaver CM et all “Vitamin D requirements : current and future” Am J Clin Nutr 2004; 80 (6 Suppl) : 1735S-9S

3) http://www.cff.org/living_with_cf/nutrition_and_cf/

Dr Graziella Borgo


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