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14 settembre 2007

Placche alla gola in fibrosi cistica

Autore: una mamma
Argomenti: Pseudomonas
Domanda

Salve, mia figlia di 4 anni è affetta da FC e da 3 anni ha la Pseudomonas auruginosa. Ultimamente, nel giro di poco più di un mese ha preso 3 volte l’antibiotico per le placche alla gola. Ha finito di prendere l’antibiotico pochi giorni fa e adesso ha di nuovo le placche. Da cosa può dipendere? Può dipendere dalla Pseudomonas? Cosa conviene fare? Un tampone faringeo può essere utile? Grazie

Risposta

Impossibile dare un parere senza conoscere maggiori dettagli e senza aver visto il quadro descritto . Poichè la bambina è stata certamente vista dal curante, immaginiamo che le placche alla gola siano qualcosa che è insorto acutamente e non fa parte del normale aspetto della gola e delle tonsille della bambina (questo è il primo dubbio da escludere); immaginiamo che si tratti di quella patina (=essudato) biancastra che può ricoprire faringe e tonsille quando sono sede di infezione. Bisognerebbe anche sapere se la comparsa delle placche si accompagna a febbre e ad ingrossamento dei linfonodi del collo. I germi responsabili di una faringotonsillite acuta possono essere batteri o virus o miceti (=funghi). Per saperne di più certamente è necessario fare un tampone faringeo (prima di iniziare un antibiotico), con la richiesta di cercare anche un batterio particolare chiamato “Streptococco beta emolitico”; inoltre, la richiesta di testare a quali antibiotici il germe identificato è sensibile (= antibiogramma) .

Per capire perchè le placche si sono riformate nonostante la terapia antibiotica si possono fare solo delle supposizioni: o il trattamento antibiotico era insufficiente come dosaggio e durata oppure il germe in questione è “resistente” all’antibiotico usato, oppure il responsabile è un agente patogeno non sensibile ai comuni antibiotici che con tutta probabilità le sono stati somministrati .

Idealmente, l’antibiotico andrebbe iniziato solo dopo aver eseguito il tampone faringeo e solo dopo avere in mano le indicazioni fornite dall’antibiogramma. Nella pratica questo è difficile da realizzare e se le condizioni cliniche sono di un certo tipo (malessere generale, mal di gola, febbre, aumento della tosse) in un bambino con fibrosi cistica non è opportuno rimandare l’inizio del trattamento al risultato del tampone faringeo e dell’antibiogramma, perchè l’infezione delle alte vie aeree (faringe-laringe) può facilmente estendersi alle basse vie aeree. A questo proposito sarebbe importante sapere se ci sono sintomi che possano far pensare a questo (aumento della tosse, escreato più abbondante). Comunque, accanto al tampone faringeo si impone la necessità di eseguire un tampone dell’escreato, se la bambina è in grado di espettorare.

Il curante valuterà i risultati e le informazioni che forniscono entrambe le indagini e le integrerà con il quadro clinico della bambina: è importante distinguere una manifestazione “locale” (“solo” una faringotonsillite) da un quadro “generale” con particolari sintomi di gola.

Sempre pensando alla specificità della FC, c’è da tener presente anche l’eventualità di un’infezione da miceti (= funghi), perchè se la bambina ha un’infezione cronica da Pseudomonas e fa uso frequente di antibiotici per via aerosolica anti-Pseudomonas, a livello del cavo orale si può creare una situazione di “dismicrobismo” che facilita le infezioni fungine (per questo si raccomanda sempre il risciacquo della bocca dopo l’uso di un antibiotico per aerosol). E’molto improbabile invece che la presenza di Pseudomonas nell’albero respiratorio sia responsabile delle placche in gola e della loro recidiva.

G. Borgo


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