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14 Marzo 2023

Andare in crociera in Grecia

Autore: Daniela
Argomenti: Vivere con FC
Domanda

Buongiorno, nel mese di giugno mi piacerebbe fare una crociera in Grecia con la mia famiglia. Ovviamente i dubbi e le paure sono tante. Quali pericoli possono esserci ed eventualmente quali precauzioni bisognerebbe prendere? Grazie in anticipo.

Risposta

È molto difficile dare consigli senza conoscere il quadro clinico di chi scrive, perché è ovvio che eventuali problemi o rischi sono in relazione al quadro clinico della malattia e al tipo di cure praticate. Per questo il parere dei curanti del centro di riferimento è fondamentale. A seconda delle condizioni cliniche, andare in crociera sarà “bello e possibile”. Però la malattia non va in vacanza durante la crociera e le probabilità che tutto vada bene saranno tanto maggiori tanto più si riuscirà a rimanere aderenti con buon senso al programma di cure quotidiano e saranno pensate prima di partire le soluzioni per eventuali emergenze che si dovessero presentare.

Fatta questa premessa, che si può estendere a qualsiasi tipo di vacanza che la persona con FC voglia intraprendere, sintetizziamo sotto alcune note generali. Una discussione più ampia dell’argomento, e sicuramente ancora valida, si può trovare nel libretto informativo “Fibrosi Cistica: parliamone insieme. L’età adulta”, che dedica un capitolo a “Tempo libero: i viaggi” (qui da pagina 77).
Viaggiare su di una nave da crociera può presentare per chi ha la fibrosi cistica vantaggi e svantaggi. Il vantaggio è che la nave si può considerare per certi versi un ambiente protetto perché dovrebbe essere sempre assicurata a bordo la presenza di un medico, così pure degli strumenti e presidi terapeutici essenziali per le emergenze.
Lo svantaggio potrebbe essere che sulla nave molti spazi e ambienti sono ristretti e comuni, ed è più difficile mantenere le distanze anti affollamento che con questa malattia rimangono un ragionevole atteggiamento di prudenza, in quanto sempre utili per evitare infezioni trasmissibili (virus influenzali e parainfluenzali, batteri responsabili della cosiddetta “diarrea del viaggiatore” e così via). Per quanto riguarda in particolare le misure anti COVID-19, dal febbraio di quest’anno chi si presenta a bordo non è tenuto a presentare nessun certificato di avvenuta vaccinazione anti COVID-19 né il risultato di un tampone per ricerca Sars-CoV-2. La mascherina chirurgica non è più obbligatoria a bordo, ma consigliata. Resta obbligatoria nei primi 7 giorni di viaggio per le crociere Transatlantiche e per il Giro del Mondo (informazione attualmente presente sul sito di una delle principali compagnie italiane di navi da crociera). Il personale di bordo dovrebbe invece essere controllato con tampone COVID alla partenza o essere vaccinato (sempre informazione web). È possibile che ogni compagnia adotti misure diverse, meglio informarsi direttamente. Il fatto che la maggior parte delle misure di monitoraggio del virus e della sua diffusione siano state abolite non vuol dire che il virus si sia estinto e rappresenta piuttosto, secondo l’opinione di chi scrive, un rischio da tenere comunque presente nel caso di malattia FC.

Visto che la meta è la Grecia e il suo mare, attenzione al sole e alle alte temperature, sia sulla nave che durante le visite a terra: il rischio di crisi di disidratazione e perdita di sali va sempre tenuto presente.
Importante anche avere scorte di farmaci in abbondanza, per evitare il rischio di rimanere sprovvisti in alto mare o dover andare a cercarli su terraferma in Paesi sconosciuti.
Prudente conoscere bene il percorso e le tappe, studiando la presenza di eventuali centri FC a cui fare riferimento in caso di emergenze.
Importante avere con sé una relazione redatta in lingua inglese dai medici curanti del centro FC a cui si fa riferimento in Italia. Nella relazione viene descritta la storia clinica personale con la segnalazione dei principali eventi morbosi, le cure adottate all’occorrenza e naturalmente il piano terapeutico abituale.

Per le informazioni che toccano molti altri aspetti rimandiamo al libretto citato sopra. Da lì riportiamo anche questa raccomandazione: Occorre inoltre valutare preventivamente le spese per un’eventuale assistenza sanitaria all’estero. Su richiesta inoltrata per tempo, l’ASL di riferimento può fornire la Tessera Europea di Assicurazione Malattia, che consente ad un cittadino in temporaneo soggiorno all’estero di ricevere nello Stato UE le cure “medicalmente necessarie”. È consigliabile tuttavia sottoscrivere una polizza viaggio poiché solo pochi Paesi dell’UE sostengono per intero le spese per le cure mediche.

Dott.ssa Graziella Borgo, clinico FC e genetista


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