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10 Aprile 2018

Una bronchiolite protratta nel lattante, con test del sudore borderline, può evocare, ma non obbligatoriamente, una fibrosi cistica in forma mite

Autore: Valentina
Domanda

Salve, la mia bambina ha 6 mesi e mezzo e dall’1/11 ha avuto una bronchiolite che le è durata fino al 26/11. Poco dopo, il 5/12, ha avuto una ricaduta senza mai manifestare febbre e curata con aerosol e broncovaleas e non si è più ripresa fino a inizio marzo, quando ha iniziato un antibiotico, il Klacid, e il Singulair. Oggi abbiamo fatto il test del sudore e il suo valore è stato 34, ma mi hanno richiamata perché vogliono ripeterlo facendo anche io test del DNA per escludere tutto. Ad oggi pesa 7,900 kg ed è alta 67,5 cm. Io non so più cosa pensare. Lo screening neonatale non ha dato esiti positivi perché non siamo stati chiamati. In famiglia non ci sono casi di FC. Voi cosa ne pensate?

Risposta

Molti bambini, anche senza fibrosi cistica, possono contrarre una bronchilite nei primi mesi di vita. Il protrarsi di questa condizione ha correttamente indotto a fare un test del sudore. Il risultato del test con 34 mEq/L di cloro, rientra nella fascia detta borderline per l’età. È una fascia di valori (da 30 a 60) nella quale possono collocarsi sia bambini con FC sia non FC. È corretto quindi ripetere il test del sudore ed eventualmente, se mostrasse ancora risultati borderline, appronfondire con test genetico (del DNA), nella bambina, per vedere se vi siano mutazioni del gene CFTR. Va detto che se fosse in causa la fibrosi cistica, si tratterebbe con buona probabilità di una forma mite. La buona crescita, nonostante tutto, darebbe supporto in tal senso. Da notare che vi possono essere forme miti di fibrosi cistica che non danno positività al test di screening neonatale.

G. M.


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