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10 Aprile 2018

Broncoiritabilità da sforzo in FC

Autore: Federica
Domanda

Salve, sono una ragazza di 20 anni affetta da fibrosi cistica. Le mie condizioni di salute sono discrete. Ho una spirometria (FEV1) che si aggira intorno al 73% e che aumenta dopo aver fatto il ciclo di antibiotico endovena (per poi tornare intorno ai 70); ho la saturazione O2 a 97-98%, riesco a condurre una vita abbastanza normale; ho passato un anno critico entrando e uscendo dall’ ospedale per frequenti esacerbazioni polmonari, mi si era abbassata la spiro arrivando a 55%. Fortunatamente ho superato quel periodo riuscendo a ristabilizzare la situazione, purtroppo non sono più riuscita a riportare la mia spiro sugli 80-85%, valore che avevo prima di questo periodo critico. Ho riportato la mia situazione stabile ma quel periodo mi è costato “punti” di spiro, purtroppo. Spero col tempo di riuscire a risalire, sono comunque felice perché 70 è un valore accettabile. Vi scrivo perché da un po’ di tempo ho un problema: l’affanno eccessivo sotto sforzo, al punto da aver letteralmente paura a fare anche due rampe di scale o una camminata a passo un po’ più svelto. La parte “tragica” è che non mi rendo conto di essere affaticata finché non mi fermo e a volte per la fretta o altro dimentico questo problema e mi metto a camminare più velocmente o correre per le scale ritrovandomi poi sul pianerottolo dell’università con la voglia di chiedere aiuto (ma non lo faccio) per l’affanno e la sensazione che quell’affanno non finisca più e sento il cuore incredibilmente accelerato per il minimo sforzo fatto (appunto quattro rampe di scale) e, come se la situazione non bastasse, subentra una condizione psicologica, entro in panico perché penso che quell’affanno non si fermi più, ho fame d’aria. Da quando ho iniziato ad avere questi episodi porto sempre dietro il puff per potermi aiutare in qualche modo se mi succede. In passato, anche durante il periodo critico, facevo lunghe passeggiate anche di un’ora ininterrottamente e non avvertivo assolutamente questo affanno nonostante appunto avessi una spiro più bassa. La domanda è: come faccio a fare attività fisica, che è fortemente raccomandata in FC? La soluzione è limitare l’attività fisica o farne per allenare il polmone? Sono pericolosi questi eventi? A cosa è dovuta questa reazione? Non mi succedeva nemmeno quando stavo peggio, non capisco perché mi succeda ora. È solo un periodo o rimarrà una condizione perenne? Mi scuso per la lunghezza e per le mille domande, ma mi spaventa l’idea. Non ho il diabete, nonostante abbia la DF508: la cosa può entrarci in qualche modo? Grazie per l’attenzione e per la risposta anticipatamente. Un caro saluto.

Risposta

Ovviamente, non conoscendo del caso la situazione clinica, e respiratoria in particolare, possiamo solo fornire una interpretazione della dispnea da sforzo denunciata nella domanda, meravigliandoci che il problema non sia stato già affrontato con il Centro di cura, la sede più opportuna per trovarne una soluzione pratica.

Da come il quadro è descritto viene da pensare a una situazione di asma da sforzo. Si tratterebbe di una broncostruzione determinata dallo sforzo. Per ragioni e cause non facili da stabilire, i bronchi sarebbero diventati iperreattivi: si parla in questi casi di broncoirritabilità da sforzo. Lo sforzo protratto, magari respirando a bocca aperta, determina l’afflusso di una massa di aria fredda e secca che ha un effetto irritante sui bronchi, con conseguente loro restringimento e quindi affanno respiratorio. In effetti l’effetto broncostruttivo si realizza dopo un certo periodo dall’inizio dello sforzo.

Questa condizione può essere ben valutata con opportuni esami spirometrici: questi consentono anche di programmare eventualmente una adeguata terapia preventiva. Ad esempio, il broncodilatatore spray (che l’interessata già usa, ma in ritardo) è preventivo se fatto qualche minuto prima dello sforzo (nel caso ci si dovesse cimentare con attività fisica che non sia solo il poco saggio salire velocemente le scale). Per l’attività fisico-sportiva vera e propria, si sa che risulta utile sempre un preriscaldamento dolce, oltre che un opportuno e misurato uso di broncodilatataori, ricorrendo alla respirazione nasale più che con bocca aperta, se il naso non ha problemi). Ma queste cose vanno discusse con i medici del Centro di cura.
Certamente, messa a punto la situazione, sarà possibile praticare liberamente attività fisica e anche sport.

G. M.


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