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1 Ottobre 2020

I familiari di una bimba con FC al suo primo incontro con Pseudomonas aeruginosa

Autore: Simone
Domanda

Buonasera, sono il padre di una bimba di 3 anni affetta da FC. Vi scrivo in seguito all’isolamento, nel tampone fatto ad agosto, di Pseudomonas aeruginosa rugoso. Abbiamo alcune perplessità riguardo al veicolare il batterio in famiglia e quindi poterlo trasmettere nuovamente a Noemi. Ovvero, dato che lo ha preso lei è molto probabile che lo abbiamo preso tutti, compresa la piccola sorellina Arianna di 10 mesi (sana). Come dobbiamo comportarci adesso? Conviene fare un tampone per conto nostro a livello familiare per verificare o meno la presenza di Pseudomonas? Se lo abbiamo contratto, che probabilità ci sono di trasmetterlo nuovamente a Noemi? Cioè quanto potrebbe permanere Pseudomonas nell’organismo di persone sane, prima di essere debellato? Dobbiamo mettere in atto misure precauzionali? La piccola ha iniziato il 12 settembre un ciclo di 28 giorni Bramitob per aerosol e ad oggi (17esimo giorno) mostra un forte abbassamento di voce (che è andato peggiorando nei giorni e qualche colpetto di tosse sporadico). È un effetto tollerabile e reversibile?
Un’ultima curiosità: Noemi quest’anno inizia la materna e potrebbe avere, come insegnante, una mamma che ha il figlio 30enne malato FC con Pseudomonas aeruginosa cronico e che vede quotidianamente. È il caso secondo voi di affidarla a quest’insegnante oppure ci sono dei rischi ed è meglio farle frequentare un’altra scuola? Mi potete motivare la risposta? Grazie mille.

Risposta

Pseudomonas aeruginosa è uno di quei batteri capaci di colonizzare e dare infezione in persone che hanno particolari difetti di difese. La fibrosi cistica è una di quelle condizioni in cui le difese fanno difetto a livello naso-bronchiale perché in questa malattia è compromessa la funzione delle cilia bronchiali deputate alla rimozione di corpi estranei, compresi i batteri. Ps. aeruginosa è peraltro un batterio che può trovarsi un po’ dappertutto, specie in ambienti umidi e non infetta in genere né colonizza persone sane.

Nella pratica assistenziale non vi sono raccomandazioni specifiche per i familiari, anche rispetto al rischio paventato nella domanda di diventare trasmettitori di ritorno del batterio alla bimba con FC. È invece raccomandato una particolare cura dell’igiene ambientale in generale: controllo dell’umidità, contenimento della polvere, pulizia e igiene personale, igienizzazione degli oggetti e degli arredi dei bagni. Ma senza esagerare.
Quanto all’insegnante, madre di una persona adulta con FC, valgono le stessa considerazioni di cui sopra. Non crediamo costituisca reale rischio di trasmissione di quel batterio. Comunque, se venisse assegnata quell’insegnante, sarebbe bene che conoscesse il problema della bimba di cui alla domanda.

Infine, immaginiamo che il Centro FC di riferimento abbia preso o prenderà in considerazione l’opportunità di eradicare lo Pseudomonas alla sua prima comparsa.

G. M.


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