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10 Febbraio 2014

I rischi di imprecisione del test del sudore

Autore: Claudia
Argomenti: Test sudore
Domanda

Per quale motivo il test del sudore richiede molta abilità per essere considerato attendibile? Quale è la fase più impegnativa del test: il momento della raccolta del sudore o il momento in cui viene controllato il valore del cloro?

 

Risposta

La domanda è importante perché viene sempre raccomandato che il test del sudore venga eseguito in laboratori che praticano con perizia e buona frequenza questo test. Ciò è dovuto al fatto che questo è uno dei pochi test clinici che hanno una forte componente di manualità e poco di automatismo. Per capirlo, proviamo a ripercorrere i passaggi principali del test eseguito con il metodo quantitativo più attendibile e più raccomandato: il metodo di Gibson e Cooke.

– Si stimola per 5 minuti la sudorazione su una piccola area della cute dell’avambraccio applicando una bassa corrente elettrica (ionoforesi) che porta alle ghiandole sudoripare una certa dose di una sostanza stimolante, la pilocarpina, attraverso due elettrodi saldamente poggianti sulle due facce dell’avambraccio.

– Si lava bene la cute stimolata con acqua distillata e si applica sulla zona una garza o una carta assorbente o una spiralina di plastica (il tutto rigorosamente privo di tracce di sale). L’area viene ermeticamente ricoperta con uno strato di microfilm impermeabile (non vi debbono essere passaggi di aria per non far evaporare il sudore).

– Si lascia che garza o carta o spirale si impregnino di sudore per mezz’ora.

– Si estrae rapidamente (per evitare evaporazione) con pinza la garza o la carta o la spirale.

– Carta o garza vengono immerse in un matraccino che viene tappato ermeticamente, e con una bilancia di precisione si calcola il peso del sudore raccolto (la differenza tra il peso dopo raccolta e quello prima della raccolta). Il tubicino a spirale deve essere ermeticamente tappato e non ha bisogno di essere pesato e verrà usato direttamente per il dosaggio del cloro (e del sodio eventualmente).

– Il matraccino, dopo aggiunta di acqua distillata in quantità precisa e fissa, viene energicamente e a lungo agitato per disciogliere il sudore nel liquido del matraccio.

– Con uno speciale strumento (cloridometro) che misura la concentrazione di cloro nei liquidi si determina la concentrazione di cloro in quella soluzione. Si può determinare in quella soluzione anche il sodio (fotometro). Se il sudore è stato raccolto con spirale (oggi largamente usata) il procedimento è più semplice e anche più sicuro, perché non richiede tutti i passaggi necessari per la raccolta su carta o garza: in questo caso il sudore contenuto nella spiralina verrà diluito in una opportuna e precisa quantità di solvente prima della determinazione del cloro (ed eventualmente del sodio).

– Alla fine, con complessi calcoli che tengano conto della quantità di sudore raccolto, della sua diluizione nel matraccio e della concentrazione di cloro misurata nella soluzione del matraccio, si calcola la concentrazione di cloro nel sudore originale: milliequivalenti o millimole per litro.

Si può cogliere da questa descrizione come le fonti di errore in tale procedura possano essere molteplici, perché la precisione e il rigore dei vari passaggi, quasi tutti manuali, è tutta affidata all’abilità del tecnico che esegue il test. Questa è anche la ragione per cui è raccomandabile che il test del sudore venga sempre eseguito in doppio (su entrambi gli avambracci): risultati sovrapponibili tra i due test sono garanzia dell’accuratezza ed affidabilità di quel test. Oggi la raccolta del sudore con tubicino a spirale (macroduct) ha semplificato la procedura e ridotto i rischi di errore legati alla raccolta ma può compromettere la quantità di sudore raccolto, specie nei bambini molto piccoli: si sa infatti che i risultati del test sono affidabili se ottenuti da una quantità sufficiente di sudore non evaporato (almeno 75 milligrammi).

In alcuni laboratori si impiega un metodo per l’analisi del sudore di più facile approccio. Si tratta del metodo conduttivimetrico. La raccolta avviene con il sistema del tubicino a spirale (macroduct), il sudore contenuto nel tubicino viene trasferito in uno speciale capillare e questo viene inserito tra due capi di un circuito di corrente, che viene così chiuso dal sudore contenuto nel capillare. L’entità di corrente (milliampere che riesce così a circolare nel sistema viene letta da un amperometro: lo strumento è tarato per trasformare i milliampere in millimole di NaCl.Più corrente passa più alta è in quel sudore la concentrazione di ioni e molecole. Con questo sistema si accetta che la concentrazione di ioni sia data da Cl- (cloro) e da Na+ (sodio) combinati nella molecola di sale NaCl, mentre in realtà altri ioni e altri sali sono presenti nel sudore, il cui contenuto potrebbe alterare la reale concentrazione di cloro e sodio, gli elementi appunto che sono alterati nella fibrosi cistica. Le conclusioni ottenute con questo metodo per il test del sudore sono accettabili solo se i risultati sono francamente negativi: se sono positivi o borderline è fortemente raccomandato che il test del sudore venga ripetuto in doppio presso un laboratorio che esegua correttamente il test classico di Gibson e Cooke più sopra descritto.

 

G. M.


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