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21 Settembre 2021

I sistemi di ventilazione negli ambienti scolastici e il rischio di infezione da SARS-CoV-2

Autore: Cristina
Domanda

Buonasera, tra qualche giorno ricomincerà la scuola e stavamo pensando di acquistare in autonomia un purificatore d’aria da installare nella classe della scuola primaria di mio figlio affetto da fibrosi cistica.
Vorrei sapere se ci sono modelli o caratteristiche particolari da prediligere e cosa ne pensate in merito. Questi acquisti possono rientrare in regime di agevolazione/detrazione? Vi ringrazio per l’attenzione e per il vostro prezioso lavoro.

Risposta

La domanda è interessante ed entra nel vivo di una questione di cui si parla molto in questi giorni: come adeguare al meglio l’ambiente scolastico per ridurre il rischio di infezione da SARS-CoV-2.

Sono disponibili in commercio numerose tipologie di purificatori d’aria, che possono o meno associare filtri di vario tipo con sistemi ionizzanti, cioè che producono ioni che hanno un effetto biocida diretto. Non ci addentriamo nella descrizione dei vari sistemi e ci preme innanzi tutto sottolineare che non sono presidi medici: non sono dotati perciò del marchio CE e ciò significa che non sono soggetti ai controlli per verificare la loro funzione e soprattutto efficacia ed efficienza. Per ciascuno di questi dispositivi dobbiamo perciò accettare ciò che l’azienda produttrice dichiara. Non disponiamo poi di studi che verificano il loro contributo nella riduzione del rischio infettivo in ambienti come quelli scolastici.

Esistono filtri come quelli High Efficiency Particulate Filter (HEPA) che possono filtrare particelle delle dimensioni tra 0,1 e 1 micrometri, perciò anche quelle dei virus. Questi dispositivi devono poter mobilizzare volumi d’aria, che devono essere adeguati all’ambiente in cui sono utilizzati. Gli ionizzatori provocano la formazione di ioni, di agenti ossidanti, attraverso l’interazione di uno stimolo elettrico, elettromagnetico o di raggi ultravioletti con molecole neutre come l’acqua, l’anidride carbonica o l’ossigeno. Gli ioni prodotti hanno effetto microbicida diretto. Occorre evitare i purificatori che producono ozono, che può essere irritante per le vie aeree, specie nei soggetti asmatici.

Qualsiasi strumento di questi si utilizzi, non sostituisce i ricambi di aria, che rimangono importanti per l’igiene di un ambiente come quello scolastico. La ventilazione di un ambiente chiuso come l’aula scolastica (qui le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità), in presenza di almeno una ventina di soggetti, è sicuramente necessaria per ridurre il rischio di infezione (Rt<1) ma si ottiene con difficoltà. Occorre perciò che intervengano altri fattori in grado di ridurre il rischio di trasmissione di agenti infettanti: 1) distanziamento tra persone di 1,5-2 metri; 2) indossare mascherine chirurgiche (la persona con fibrosi cistica deve indossare una mascherina FFP2); 3) lavaggio frequente delle mani con soluzione alcolica (anche le superfici sono un mezzo di trasmissione degli agenti infettanti); 4) non parlare ad alta voce o urlare o cantare (è preferibile che l’insegnante parli con il microfono).

Non crediamo che i purificatori d’aria siano “vincenti” per ridurre il rischio di trasmissione di una infezione virale: possono dare un contributo, il cui rilievo al momento non è noto, ma è l’insieme dei provvedimenti che devono essere presi, alcuni citati sopra, a essere determinanti. È ovvio che il comportamento e la responsabilità di ciascuno contribuiscono a ridurre il rischio di trasmissione di un’infezione: la vaccinazione, quando è possibile, l’isolamento in caso di infezione, il seguire le prescrizioni adottate negli ambienti scolastici o lavorativi, sui mezzi di trasporto. I comportamenti sopra indicati sono tutti rilevanti per limitare l’epidemia da Covid-19.

Non trattandosi di dispositivi medici, non è prevista alcuna agevolazione o detrazione per l’acquisto dei purificatori d’aria (qui un approfondimento).

Dott. Cesare Braggion, Direzione Scientifica FFC Ricerca


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