Sei in Home . Informati . Domande e Risposte . Quando una infezione respiratoria protratta indica l’impiego di un ciclo antibiotico anche in assenza di positività della coltura batterica da aspirato faringeo

16 aprile 2018

Quando una infezione respiratoria protratta indica l’impiego di un ciclo antibiotico anche in assenza di positività della coltura batterica da aspirato faringeo

Autore: Tania
Domanda

Buonasera, mio figlio di 4 anni ha tosse grassa da un mese e mezzo che peggiora quando corre. Circa un mese fa gli è stato somministrato Augmentin per 10 giorni per otite. La tosse, nonostante l’antibiotico, ha continuato a persistere e quindi al Centro mi hanno prescritto telefonicamente Ciproxin in attesa della visita per effettuare un aspirato. Dopo una settimana di Ciproxin e tosse ancora presente, è stato fatto l’aspirato e durante la visita è stato riscontrato un principio di bronchite. Mi hanno quindi prescritto Bentelan, Ciproxin e Rifadin in contemporanea e, alla fine del ciclo, cominciare con Zitromax per due mesi come mantenimento. Oggi mi hanno chiamato per dirmi che nell’aspirato è risultato tutto negativo ma che devo comunque continuare la cura perchè c’è comunque infiammazione e perchè bisogna comunque tenere conto della sua storia (a due anni isolato Pseudomonas, eradicato, e alcuni mesi fa isolato Stafilocco aureuo, non curato perchè non dava sintomi).
La mia domanda è: perchè fargli tre antibiotici senza aver alcun batterio nell’aspirato attuale e fare fede ai batteri trovati nel passato? Non c’è il rischio di resistenze agli antibiotici e che nel futuro, al bisogno, questi non abbiamo alcuna efficacia? Ad oggi, dopo 14 giorni di ciproxin, 10 di rifadin e bentelan la sua tosse resta anche se è migliorata sotto sforzo. Sono molto preoccupata per il futuro di mio figlio, perchè mi sembra un approccio troppo pesante calcolando anche la sua età e l’assenza di batteri. Vi ringrazio per la dedizione e la pazienza che avete nell’esserci vicino cercando di chiarire tutti i nostri dubbi.

Risposta

Comprendiamo le perplessità e i dubbi espressi in questa domanda. Quello che possiamo dire in sintesi è che non sempre i centri di cura prescrivono un trattamento antibiotico sulla base della cultura batterica di materiale ricavato dalle vie respiratorie, per varie ragioni. La prima è che la decisione deriva dalla constatazione di uno stato di infezione respiratoria. La seconda è che la coltura batterica, basata magari su un tampone di gola o su aspirato faringeo (questo avviene in particolare nei bambini piccoli che non espettorano) può non dare risultati attendibili, soprattutto perché quel poco materiale ricavato può non essere rappresentativo di ciò che c’è realmente all’interno del complesso albero respiratorio profondo. Se la situazione clinica (in questo caso una bronchite di prolungato decorso) lo indica, il medico fa una scelta antibatterica ragionata (magari potrebbe ripetere una coltura batterica), ben sapendo che nella fibrosi cistica una infezione respiratoria protratta può procurare qualche danno bronchiale irreversibile: è una scelta di prudenza e di protezione che, in questo caso, cerca di coprire in batteri possibilmente in causa anche se non dimostrabili al momento. Da notare che l’azitromicina (Zitromax) con trattamento protratto, qui prescritto, è attiva su Stafilococco aureo e ha una spiccata azione antinfiammatoria.

G. M.


Se hai trovato utile questa risposta, sostieni questo servizio

Dona ora