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8 Gennaio 2016

La probabilità che il nascituro sia affetto da FC quando l’ecografia fetale segnala “intestino iperecogeno” e un genitore è portatore sano FC

Autore: Nadia
Domanda

Salve, sono incinta alla 24ª settimana di gestazione. Dall’ecografia morfologica fatta a inizio dicembre, alla bambina sono state riscontrate anse intestinali lievemente iperecogene. Abbiamo fatto i test genetici per mutazioni CFTR (I livello + Italian Regional) sia a me che a mio marito. Il risultato è stato che in mio marito hanno rilevato la presenza della mutazione W1282X (c.3846G>A, p.Trp1282X) in eterozigosi. Io sono risultata negativa allo stesso test. Sotto consiglio del genetista mi sono sottoposta a ulteriori indagini (analisi di II livello per le mutazioni più rare). La mia domanda è: che probabilità c’è che la bambina sia affetta da FC? Vi sono capitati casi analoghi? Aggiungo che a un’ecografia fatta a distanza di 10 giorni l’iperecogenicità sembrava meno evidente (l’ecografia è stata eseguita dallo stesso medico).
Grazie per la vostra attenzione.

Risposta

La probabilità che una bambina con i dati ecografici indicati nella domanda possa essere affetta da FC si può valutare attraverso un metodo di calcolo statistico detto calcolo Bayesiano, che stima la probabilità del realizzarsi di un evento in relazione ad altri fattori condizionanti l’evento stesso. Per applicare correttamente questo calcolo bisogna conoscere questi fattori, tra cui è compreso, nel caso di chi scrive, il rischio residuo di essere portatori, nonostante l’esito negativo dei test eseguiti (in questo caso nella madre). Nessun tipo di test genetico infatti può rendere zero il rischio di essere portatori, e il rischio residuo va stimato in funzione di quali sono stati questi test. Sarebbe importante anche sapere se fra questi test è stata realizzata la ricerca delle mutazioni “da riarrangiamento” del gene CFTR, perché sembra che abbiano una frequenza aumentata nei casi d’intestino iperecogeno secondario a FC (1).

Queste informazioni sono sicuramente in possesso del genetista consultato, che può quindi applicare il calcolo più corretto. In mancanza di questi dati, a noi sembra utile descrivere brevemente il procedimento che porta a questi calcoli. Si stima che, per la coppia in cui un componente è portatore del gene FC e l’altro risulta negativo a un test di secondo livello (non sappiamo se quello che è stato eseguito, detto “Italian Regional”, sia un test di secondo livello), il rischio di avere un bambino con FC sia intorno a 1 su 1000 circa (equivalente a dire 0,1%) (2). Questa però non è la stima applicabile a chi scrive, perché bisogna tener conto che nella gravidanza in corso c’è un segnale (l’iperecogenicità dell’intestino) che fa sospettare la fibrosi cistica, quindi il rischio stimato in base ai test genetici (1 su 1000) va aumentato in relazione alla presenza di questo segnale. L’aumento dipende da quanto si ritiene sia frequente la FC come causa di intestino iperecogeno, e questo si può stabilire in base alla frequenza rilevata nelle casistiche di coppie della popolazione generale e coppie che avevano già un figlio con FC (3, 4, 5). E’ un dato abbastanza variabile perché sono casistiche molto disomogenee (varia l’epoca di gravidanza in cui l’immagine è stata rilevata, il grado di iperecogenicità e così via). Facendo riferimento ai lavori più attendibili, si potrebbe stimare che nella coppia che si è sottoposta a test genetici approfonditi e in cui uno è diagnosticato portatore e il partner ha un rischio residuo molto basso di essere portatore, se il feto presenta iperecogenicità intestinale, il rischio che possa essere affetto da FC si può stimare al massimo intorno allo 0,5%.

La coppia deve essere informata che con amniocentesi o funicolocentesi del feto avrebbe il 50% di probabilità di poter escludere definitivamente il rischio di fibrosi cistica: questo si verificherebbe se fosse accertato che il feto non ha ereditato la mutazione paterna (ha il 50% di probabilità di non ereditarla). Avrebbe però anche il 50% di probabilità di ottenere un risultato che indicherebbe un rischio di FC maggiore dell’attuale: questo, se risultasse che il feto ha ereditato la mutazione paterna (ha il 50% di probabilità di ereditarla). Non sarebbe possibile in ogni caso decidere per un’interruzione della gravidanza stessa, data l’epoca avanzata. Tutto questo rende molto complessa la decisione di procedere o non con l’accertamento prenatale, e la consultazione con il genetista deve essere molto approfondita (6).

Si leggano su questo tema molte notizie sul sito. Segnaliamo in particolare:
L’intestino iperecogeno all’ecografia fetale è prevalentemente un reperto transitorio e innocente (30.04.13)
Intestino iperecogeno in gravidanza: quali conseguenze alla nascita? (17.10.12)

Referenze bibliografiche:
1) De Becdelièvre A1, Costa C, Jouannic JM, LeFloch A, Giurgea I, Martin J, Médina R, Boissier B, Gameiro C, Muller F, Goossens M, Alberti C, Girodon E “Comprehensive description of CFTR genotypes and ultrasound patterns in 694 cases of fetal bowel anomalies: a revised strategy”. Hum Genet. 2011 Apr;129(4):387-96.
2) http://www.snlg-iss.it/cms/files/fibrosi_cistica.pdf
3) Scotet V, Dugueperoux I et all “Focus on cystic fibrosis and other disorders evidenced in fetuses with sonographic finding of echogenic bowel : 16 -year report from Brittany, France” Am J Obstet Gynecol 2010 October 5.
4) Ogino S1, Wilson RB, Grody WW.”Bayesian risk assessment for autosomal recessive diseases: fetal echogenic bowel with one or no detectable CFTR mutation”. J Med Genet. 2004 May; 41(5):e70.
5) J Med Genet. 2002 Jun; 39(6):443-8.Prenatal detection of cystic fibrosis by ultrasonography: a retrospective study of more than 346 000 pregnancies. J Med Genet. 2002 Jun; 39(6):443-8.
6) Intestino fetale iperecogeno: come arrivare alla certezza diagnostica prima della nascita? 

G. Borgo


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