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9 Gennaio 2020

Le piante di casa come ricettacolo di agenti patogeni?

Autore: Irene
Argomenti: Ambiente, Igiene
Domanda

Buongiorno. Ho letto più volte che è sconsigliato a noi pazienti FC di tenere in casa delle piante, a causa della proliferazione di batteri e muffe che causa la presenza di terriccio. Mi sto informando di recente sulla coltivazione idroponica, che prevede o l’utilizzo di piante a bulbo senza terriccio, oppure di piante normali utilizzando al posto del terriccio classico dei pellet espandibili di substrato inerte, come argilla espansa (questa è la tipologia che mi interessa) che di per sé non contengono “vita” e vanno infatti alimentati artificialmente con sostanze fertilizzanti inorganiche. In quest’ultimo caso, posto che l’argilla espansa e idratata sia sicura, eliminerei il problema del ristagno di acqua sostituendola quotidianamente.
Online ho trovato moltissimi articoli che descrivono questo tipo di coltivazione come molto pulita e sicura per l’ambiente domestico. Potrebbe essere un’alternativa anche per noi o è meglio rinunciare? Grazie mille.

Risposta

Una buona igiene dell’ambiente domestico è generalmente raccomandabile per chiunque, tanto più quando l’ambiente si riferisce a persone con problemi respiratori, come nel caso della fibrosi cistica.
In questa malattia sappiamo che vi è carenza nella capacità delle vie aeree di liberarsi adeguatamente da batteri, virus e muffe che vengono abitualmente introdotti nell’albero respiratorio (deficit di clearance mucociliare). Questi potenziali agenti patogeni possono prima o poi colonizzare l’albero respiratorio e alcuni di essi determinare infezione e infiammazione.

Ci si chiede se vi siano ambienti a maggior rischio di esposizione a questi agenti e se l’ambiente domestico possa rappresentare un bacino di esposizione maggiore rispetto ad altri ambienti. Questo non è mai stato dimostrato con evidenza per gli ambienti comuni in cui vivono le persone. I batteri e le muffe, con le loro spore, che colonizzano i polmoni di persone con FC, sono in genere più o meno diffusi ovunque. Se si esclude la possibilità di trasmissione di batteri più elevata negli ambienti dove si concentrano persone, particolarmente se queste hanno specifiche infezioni da agenti patogeni, qual è il caso di molte persone con fibrosi cistica, il problema per i malati FC non è tanto quello dell’esposizione a tali agenti quanto quello della difficoltà tipica nella loro rimozione.

Certamente l’ambiente domestico, per chi ha problemi di colonizzazione/infezione bronchiale, dovrebbe limitare la polvere, l’eccessiva umidità, l’eccessivo ingombro di oggetti. Certamente il terriccio delle piante di casa può ospitare forme viventi, ma raramente queste sono patogene. Si attribuisce alle piante la possibile presenza di muffe, alcune delle quali, come l’Aspergillus fumigatus, può avere una certa importanza nella colonizzazione del tratto respiratorio in FC. Ma mancano studi di possibile correlazione tra l’ambiente domestico e la patologia da Aspergillus nelle persone con FC. A tal proposito abbiamo trovato uno studio francese che ha esaminato la presenza di muffe negli ambienti domestici di malati FC (1). Non fu trovata differenza nella presenza di Aspergillus e di altre muffe tra le case dei malati con segni di malattia da Aspergillus e quelle dei malati senza alcun segno di tale malattia.

Per chi ama le piante in casa va benissimo ricorrere alla coltivazione idroponica, ma ci permettiamo di suggerire attenzione a non esagerare con la preoccupazione delle piante, che forse scarsa responsabilità hanno con i problemi delle persone con FC.

1) Pricope D, Deneuville E, Frain S, et Al. Indoor fungal exposure: What impact on clinical and biological status regarding Aspergillus during cystic fibrosis. J Mycol Med. 2015 Jun;25(2):136-42.

G. M.


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