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1 Gennaio 2009

Quando la comunicazione tra medico e malato è inefficace: la gravità di malattia FC non dipende dal numero di mutazioni CFTR

Autore: Emma
Domanda

Ho una sorella affetta da FC. Nel centro dove si cura le hanno detto che la sua forma è lieve perchè ha poche mutazioni. Vorrei che mi fosse spiegato il significato di “poche mutazioni”

Risposta

Il problema generale messo in evidenza da questa domanda è come non sia per niente semplice da parte dei medici dare informazioni ai malati (in particolare sui temi della genetica FC) e da parte dei malati capire quello che viene detto, in particolare in momenti drammatici quali possono essere, per esempio, quelli in cui viene comunicata una diagnosi. C’è una regola d’oro che può servire ad evitare errori da parte di entrambi: il medico dovrebbe riassumere quello che il malato gli ha detto (per verificare se lui stesso ha capito) e poi lo stesso malato dovrebbe ripetere, con parole sue, quello che il medico gli ha detto. Naturalmente, questo presuppone da parte del medico tempo, disponibilità, effettiva intenzione di interagire, in una parola di “comunicare”; e da parte del malato una condizione che non sia fatta solo di angoscia o reverenza rispetto alle parole del medico. Non sappiamo quale sia stata effettivamente la comunicazione fatta in questo caso e perché alla fine il concetto ritenuto sia che “poca malattia FC”dipende da “poche mutazioni”. Cerchiamo quindi di spiegare in base a come è posta la domanda due concetti essenziali:

1) La malattia FC non dipende dal numero di mutazioni del gene CFTR presenti nel corredo genetico del malato. Il malato di fibrosi cistica ha nel proprio corredo genetico sempre e solo due mutazioni, una ereditata dal padre e una ereditata dalla madre. Le due mutazioni, che vengono identificate attraverso il test genetico, possono essere uguali tra loro oppure una diversa dall’altra, sono comunque quelle due e solo quelle due, che sono presenti dalla nascita, non cambiano nel corso della vita e non sono destinate a diminuire o aumentare di numero. Bisogna aggiungere però che un numero (oggi abbastanza ristretto) di malati di fibrosi cistica all’indagine genetica mostra di possedere una sola mutazione, invece che due. La diagnosi della malattia è comunque certa, se il test del sudore è patologico e ci sono i sintomi caratteristici. In questi casi l’altra mutazione sembra “non esserci”, in realtà è presente nel malato, ma non viene riconosciuta dal test. Si dice che una delle due mutazioni è sconosciuta e per il momento non identificabile (potrebbe esserlo in futuro attraverso un test genetico più perfezionato). L’identificazione di una sola mutazione (e la non conoscenza dell’altra) non ha niente a che vedere con una maggiore o minore gravità di malattia.

2) Il gene CFTR ha tantissime mutazioni (oltre 1500). Una mutazione è un’alterazione della struttura del gene CFTR normale e quest’alterazione comporta un difetto nella proteina CFTR che il gene produce. Alcune mutazioni alterano più seriamente la proteina, altre meno. In base al tipo di mutazione e al difetto che ne consegue nella proteina, sono state tentate alcune previsioni dell’andamento della malattia, che sono valide se applicate “in generale” su un grande numero di malati; sono molto grossolane e imprecise nel caso singolo. Ancora oggi è molto difficile (se non impossibile) fare accurate previsioni individuali in base al tipo di mutazioni del gene CFTR, perché l’andamento della malattia dipende, oltre che dalle mutazioni del gene CFTR, dai geni modificatori del gene CFTR, che sono più di uno, sono molto diversi da persona a persona, e non sono per il momento identificabili nella pratica corrente; e dipende dall’ intensità e dalla qualità delle cure della malattia, dallo stile di vita che la persona malata adotta, dall’ambiente in cui vive.

G. Borgo


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