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13 Maggio 2019

Ragioniamo sugli allarmi per gli antibiotici fluorochinolonici

Autore: Vittorio
Domanda

Buongiorno, da ultimi allarmi delle agenzie dei farmaci (americane, europee e italiane) gli antibiotici fluorochinolonici sono risultati molto pericolosi per la salute (problemi neurologici, scheletrici, etc) e si indica di prescriverli solo in casi di estrema gravità. Nel mio centro la ciprofloxacina e la levofloxacina sono prescritti come primo antibiotico per esacerbazioni (da Pseudomonas e Stafilococco aureo), anche senza febbre. Dobbiamo continuare ad usarli? Ci sono antibiotici alternativi per bocca? Grazie.

Risposta

La nota dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), che nasce da una revisione dell’Agenzia Europea per i medicinali (EMA), non solleva un problema nuovo rispetto ai fluorochinoloni ma già noto, in merito appunto all’incidenza delle reazioni avverse, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso.

A parte i medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico, che verranno ritirati dal commercio, per gli altri fluorochinoloni (compresi ciprofloxacina e levofloxacina, ndr) si raccomanda un attento utilizzo.

Nello specifico, si raccomanda che non vengano utilizzati in maniera estensiva come prima scelta, a livello soprattutto territoriale (medici di medicina generale o pediatri di famiglia), come ad esempio per il trattamento di infezioni non gravi o per infezioni non batteriche, ma vengano impiegati solo qualora emergano problematiche di resistenza antibiotica nel paziente. Questo, anche per evitare che l’uso eccessivo e inappropriato, come avvenuto in questi anni, porti alla comparsa di patogeni resistenti contemporaneamente a più antibiotici (multidrug resistance). I fluorochinoloni sono gli antibiotici che hanno perso più rapidamente efficacia per questo (fonte ISS).

Pertanto, qualora i casi delle persone con fibrosi cistica siano gravi o si tratti di infezioni che richiedano l’uso di questi antibiotici rispetto ad altre scelte (cioè, altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano valutati inappropriati) non si ritiene che sia necessario sospendere il trattamento. È fondamentale però prestare particolare attenzione nei pazienti anziani, in quelli con compromissione renale o nei pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi a un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico, valutando le eventuali concomitanti situazioni muscoloscheletriche o i fattori di rischio, come, ad esempio, una terapia contemporanea con corticosteroidi.

Alternative possibili sono altri farmaci anti-Pseudomonas ma di utilizzo ospedaliero e per via endovenosa o aerosolica (usabili tuttavia anche a domicilio, qualora prescritti e autorizzati dal Centro di cura FC. Per Pseudomonas aeruginosa e altri batteri gram-negativi, purtroppo, le alternative di antibiotico per bocca sono assai limitate; meno limitate sono invece quelle per Staphylococcus aureus. Ndr).

Dott.ssa Laura Gonella, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica Sezione di Farmacologia - Università degli studi di Verona


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