Nella domanda non viene fatto riferimento ai valori di zinco riscontrati (presumibilmente nel siero o plasma) e non viene precisato se tali valori siano stati osservati dopo prelievo ematico a digiuno o meno. Nel bambino al di sotto dei 10 anni queste informazioni potrebbero essere utili, poiché i valori soglia sono ben stabiliti. Non abbiamo inoltre informazioni sull’esistenza o meno di insufficienza pancreatica, sul compenso digestivo, sulle abitudini dietetiche del bambino e sull’esistenza di eventuali altre patologie a carico dell’apparato digerente, e non è chiaro nella domanda se l'“integrazione di gh” sia dovuta a un chiaro deficit di ormone della crescita.
Al di fuori della fibrosi cistica, in Paesi con scarse risorse economiche, la deficienza di zinco può effettivamente esser causa di un aumentato rischio di scarso accrescimento ed è di solito associata a malnutrizione e/o a deficit di altri oligoelementi. Di solito in Paesi con adeguate risorse economiche si osservano solo lievi e transitorie deficienze di zinco.
Per quanto riguarda le persone con fibrosi cistica, alcuni studi hanno evidenziato livelli di zinco significativamente più bassi rispetto alla norma. Le possibili cause includono l'ispessimento delle secrezioni nell'apparato digerente e respiratorio, una possibile maggiore perdita attraverso la saliva e l'espettorato (questa ipotesi è poco probabile considerata l’età del bambino). Una moderata carenza di zinco può comparire in situazioni in cui si verifica malassorbimento e steatorrea. Una carenza di zinco è stata documentata nella prima infanzia in bambini diagnosticati con screening neonatale, prima dell’inizio della terapia con enzimi pancreatici.
Uno studio nord-americano ha ipotizzato che livelli bassi di zinco potrebbero influenzare la crescita, ma nella casistica studiata le analisi statistiche non hanno confermato questa correlazione.
Considerato che il livello di zinco circolante in FC potrebbe anche non riflettere una reale carenza di questo elemento nell’organismo, le linee guida nord-americane per il trattamento della FC sollevano dubbi sulla reale utilità del dosaggio routinario di questo oligoelemento.
Indipendentemente dall’esecuzione di dosaggi ematici e in assenza di studi finalizzati a evidenziare gli effetti della supplementazione di zinco, di solito viene consigliato un apporto per via orale per brevi periodi solo in caso di persistente deficit ponderale nonostante adeguati apporti calorici e supplementazione ottimale di estratto pancreatico. L’uso prolungato di supplementi di zinco non è comunque consigliabile.
L’impatto dell’uso di modulatori sul metabolismo dei micronutrienti non è al momento ben conosciuto, ma i benefici determinati dai modulatori appaiono complessivamente superiori rispetto a livelli ematici di zinco al di sotto dei valori soglia.
In sostanza, l’impatto della carenza di zinco sulla crescita staturale di bambini con FC non è accertato. Consigliamo di proseguire un attento programma di follow-up che associ le competenze del Centro FC di riferimento con quelle dell’endocrinologo di fiducia.