Svezia: 25 anni di osservazione sul trapianto polmonare

Svezia: 25 anni di osservazione sul trapianto polmonare
Questo studio retrospettivo mostra che i pazienti con fibrosi cistica presentano nel post trapianto polmonare un esito migliore rispetto a trapiantati per altre patologie. I risultati ottenuti mostrano un’ottima sopravvivenza anche sul lungo termine, anche se deve essere ancora migliorata la prevenzione delle complicanze associate alle infezioni e al rigetto dell’organo trapiantato.

Il trapianto di polmone è una strategia fondamentale per la sopravvivenza dei pazienti con insufficienza respiratoria grave che non rispondono alla terapia medica. La sopravvivenza post-trapianto, complessivamente migliorata in modo significativo negli ultimi anni, dipende da vari fattori, tra i quali le caratteristiche e le condizioni cliniche del paziente che riceve l’organo, le condizioni di conservazione dell’organo trapiantato, le tecniche operatorie e il protocollo medico post-trapianto utilizzati. Gli autori di questo studio retrospettivo (1), operatori presso lo Skane University Hospital di Lund in Svezia, oltre a riassumere nel loro lavoro importanti informazioni riguardo ai protocolli delle fasi pre e post-trapianto, hanno raccolto i risultati ottenuti nell’ambito del Programma di Trapianto Polmonare del loro centro, nel corso di 25 anni di attività. Sono entrati nello studio 278 pazienti sottoposti a trapianto polmonare nel periodo gennaio 1990 – giugno 2014. In 172 pazienti era stato eseguito il trapianto di entrambi i polmoni (DLTx, Double Lung Transplantation), in 97 il trapianto di un solo polmone (SLTx, Single Lung Transplantation), in 9 il trapianto combinato di cuore e polmoni (HLTx, Heart Lung Transplantation). 15 pazienti sono stati sottoposti a un secondo trapianto, dopo il fallimento del primo (ReTx). I pazienti considerati avevano un’età media di 51 anni (range 12-71) ed erano affetti dalle seguenti patologie: 67 pazienti da bronco pneumopatia cronica ostruttiva (COPD), 54 da fibrosi cistica (FC), 55 da deficit di alfa1-antitripsina (AAT1), 38 da fibrosi polmonare (PF), 39 da ipertensione polmonare (PH) e 25 da un insieme di altre patologie di frequenza minore (others).

La sopravvivenza media di tutta la casistica considerata è stata pari a 88%, 76%, 65%, 49%, 37% e 19% a distanza dal trapianto rispettivamente di 1, 3, 5, 10, 15 e 20 anni. La sopravvivenza media dei pazienti affetti da FC misurata negli stessi intervalli è stata rispettivamente pari a 90%, 86%, 79%, 73%, 60% e 40%. Il dato promettente è in particolare la sopravvivenza a lungo termine: nella casistica generale dopo 20 anni è in vita il 19% dei trapiantati, che diventa il 40% se si considerano solo i trapiantati FC.
La sopravvivenza dopo DLTx (unica tecnica operatoria utilizzata nei pazienti FC) è risultata significativamente migliore rispetto a SLTx e HLTx. L’incidenza complessiva della bronchiolite obliterante (la più frequente complicanza post-trapianto associata a rigetto cronico dell’organo e causa principale di morte soprattutto dopo i primi 5 anni dal trapianto) è risultata, nell’intera casistica, pari a 15%, 26%, 30%, 32%, rispettivamente dopo 5, 10, 15, 20 anni dal trapianto.

Discutendo i loro dati, gli autori segnalano il progressivo aumento del numero di trapianti annui e percentualmente dei trapianti DLTx nel corso del periodo considerato. I migliori risultati ottenuti complessivamente dai pazienti FC (il cui numero di trapianti è andato percentualmente aumentando, passando da un totale di 2 pazienti trapiantati negli anni 1990-1993 a 18 pazienti nel periodo 2010-2014) sarebbero da attribuirsi alla età più giovane rispetto a quella di pazienti affetti da altre patologie e alla presenza, nel loro dipartimento, di un centro altamente specializzato nella cura dei pazienti FC. Questo lavoro, pur presentando dei limiti sottolineati dagli autori stessi e legati alle diverse procedure chirurgiche e mediche utilizzate nel corso del periodo considerato, ha il pregio di ribadire, su numeri elevati e soprattutto per un periodo di osservazione fino ad ora non disponibile, che il trapianto polmonare è un’opportunità di sopravvivenza concreta per i pazienti affetti da insufficienza respiratoria terminale e che i pazienti affetti da FC godono della prognosi migliore nell’ambito della popolazione ad esso sottoposta.

1. Fakhro M, Ingemansson R, Skog I, Algotsson L, Hansson L,Koul B, Gustafsson R, Wierup P and Lindstedt S,. 25-year follow-up after lung transplantation at Lund University Hospital in Sweden: superior results obtained for patients with cystic fibrosis Interactive CardioVascular and Thoracic Surgery (2016) 1–9 doi:10.1093/icvts/ivw078

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