Il termine gating si riferisce al meccanismo di apertura/chiusura dei canali ionici, un tipo di proteine presenti sulla membrana delle cellule che permettono il passaggio di ioni da un lato all’altro.
Il canale ionico CFTR funziona come un cancello: si apre e si chiude a comando, in risposta a specifici segnali, e regola il passaggio di ioni cloruro attraverso la membrana.
In fibrosi cistica, alcune mutazioni di CFTR vanno ad alterare proprio il meccanismo di apertura/chiusura (= gating) di CFTR e per questo vengono chiamate mutazioni di gating. Il difetto prodotto da queste mutazioni porta alla produzione di un muco denso e viscoso che ostruisce le vie aeree e tende a ristagnare, generando infezione e infiammazione.
In Italia, gli ultimi dati del RIFC (Registro Italiano Fibrosi Cistica, anno 2020) riportano che circa il 3,3% delle persone con fibrosicistica è portatrice di almeno una mutazione di gating. La mutazione di gating più frequente è la G1244E.
In Italia, le principali mutazioni di gating sono oggi trattabili con il farmaco Kalydeco e sono inserite nell’elenco di mutazioni presentato da Vertex a EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) per richiedere l’estensione all’uso del Kaftrio.