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4 Febbraio 2019

I tentativi di indurre interesse e curiosità per il cibo, con un’alimentazione variata, in un bambino piccolo

Autore: Caterina
Domanda

Buongiorno, sono la mamma di un bimbo di 26 mesi affetto da FC in eterozigosi composta. Ho il problema di portare il bimbo a un alimentazione inerente alla sua età, ma lui si rifiuta di mangiare se non qualche piccolo assaggio, tanto da non giustificare l’uso del Creon. Oltre al fatto che è pigro e dispettoso, rifiuta categoricamente tutto. Il problema principale credo di essere io come mamma, perché ho paura di sostituire con queste piccole quantità il pasto completo e unico che fa e che fino a ora gli ha permesso di essere sopra la curva di crescita rispetto alla sua età. Ho paura che perda peso e questo mi impedisce il cambiamento nella sua alimentazione. Ho provato a farlo mangiare prima a tavola con noi e dopo gli ho dato le sue cose. Lui non ha dei cibi preferiti perché non ha l’abitudine a mangiarne grandi quantitativi. Volevo anche chiedere se c’è un quantitativo base di cibo che può essere ingerito senza l’uso del Creon (1). Spero di ricevere dei vostri consigli. Grazie anticipatamente.

Risposta

In questo caso sembra che, per il bambino, poter rimanere su una modalità di nutrimento conosciuta e forse anche poco impegnativa, dato che è un piatto unico e frullato, risulti per lui più protettivo. Non tutti i bambini hanno curiosità per il cibo e molti sono addirittura appesantiti dal perdere del tempo mangiando

Credo che, data l’età del bambino, sia giusto provare a fare qualche azione che lo possa riportare verso un rapporto con il cibo più adeguato all’età. Può sembrare strano, ma davanti a queste modalità di rapporto con l’alimentazione, che se si strutturano nel tempo rischiano di divenire veramente disfunzionali per l’età, la quantità di cibo ingerita e talvolta la crescita debbano prendere per un periodo di tempo un ruolo subordinato rispetto alla possibilità che il bambino si indirizzi verso un rapporto con il cibo adeguato. Ben consapevoli che la crescita ponderale è un elemento cruciale per le mamme dei nostri bambini, vorrei rassicurare questa mamma dicendole che se per un breve periodo, una settimana – dieci giorni il bambino mangia un pochino meno ai pasti principali, un po’ di calorie si possono benissimo integrare implementando colazione e spuntini contenendo con ragionevole certezza un pochino di calo, anche perchè la mamma ci dice che la curva ponderale non ci preoccupa.

Detto ciò, direi che serve un’azione che lo prenda un po’ in contropiede ma che allo stesso tempo lo attivi su altre aree, come ad esempio l’autonomia o l’attivazione davanti alla scelta dei colori. Consiglierei, intanto, di far sedere il bambino a tavola con i genitori, magari mettendo il seggiolone vicino ad uno dei due, e cucinare per tutti un unico cibo, ad esempio pollo arrosto, e prendere un pezzetto di pollo dal piatto di portata e metterlo nei rispettivi piatti, in modo che lui veda che si sta mettendo il cibo nei piatti di tutti, in quello del bambino tagliato a pezzetti piccoli piccoli e di forma irregolare.
Quando ha nel suo piattino il pollo, si può fargli esplorare la possibilità di toccarlo con le mani per portarselo alla bocca, commentando che state mangiando tutti il pollo e facendo commenti sul pollo tra voi adulti e di tanto in tanto aiutarlo a mangiare usando anche voi genitori le mani. Questo primo passaggio può essere fatto anche con un altro cibo, ad esempio il prosciutto cotto, che in genere piace parecchio ai bambini perché è saporito.

Per una prima volta non farei altre forzature, solo dei pezzettini piccoli ma ben distinti nel piatto, la quantità deve essere poca. A seguire, in base all’accettazione del bimbo si può offrire la pastina con olio e parmigiano, ma qualora non la accettasse anche un po’ di pane e frutta grattugiata.
Nei giorni seguenti, se ha accettato la pastina, si potrebbe inserire un colore e quindi pastina con pomodoro, olio e parmigiano, oppure con pesto, olio e parmigiano.

Se il bambino accetta il cibo spezzettato non forzatelo a mangiare tanto ma integrate la colazione, magari con biscotti più sostanziosi e così per alcuni giorni con pochi pezzetti di carne o formaggino o prosciutto ben divisi nel piatto e poca minestrina a seguire. In genere i bambini, se diventano un po’ più interessati al cibo e sentono di maneggiarlo, piano piano vi si confrontano meglio.

1) Non vi sono regole precise sul quantitativo minimo di cibo che si debba coprire con enzimi pancreatici. Poiché la componente alimentare più critica nell’insufficienza pancreatica è data dai grassi, si tratta di sapere quanti grassi contengono gli spuntini extra pasti principali, ricordando che ogni grammo di grasso richiede grosso modo da 2 a 4 mila unità di lipasi per essere digerito. Si vedano in proposito su questo sito le risposte a molte domande. Ad esempio:
Come si dosano gli enzimi pancreatici, 23/01/2011
La corretta somministrazione degli enzimi pancreatici, 13/01/2011 (ndr)

Dr.ssa Paola Catastini - Psicologa, già attiva presso il Centro FC di Firenze, Osp. Meyer


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