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7 Dicembre 2020

Trattare lo Stafilococco aureo?

Autore: Claudia
Domanda

Mio figlio di quasi un anno, FC (N1303K D110E) in tre tamponi che ha eseguito presso il nostro centro FC di riferimento due volte su tre è risultato positivo alla Stafilocco aureo. Ogni volta dal centro mi è stato detto che non bisognava trattarlo se non presentava sintomi. Non mi sono chiari due concetti, il primo è se questo Stafilocco è presente per via della patologia (e quindi la malattia sta in qualche modo mostrandosi attraverso i suoi punti deboli) o potrebbe essere preso da chiunque, forse con meno frequenza. Vengo da un’esperienza della mia prima figlia (sana) 6 anni che si ammala spesso di streptococco fino a 5/6 volte l’anno, e forse faccio confusione sulle due cose. Il secondo, su che basi viene avviato il trattamento in caso di positività a questo batterio? Grazie mille per il Vostro prezioso lavoro.

Risposta

In realtà lo Staphylococcus aureus è un batterio che tende a colonizzare frequentemente e precocemente nelle vie aeree di persone con fibrosi cistica, anche in quelle con forme miti di malattia. È anche vero che questo batterio si ritrova non raramente nei tamponi del faringe di persone sane come batterio “commensale”. Un tempo si riteneva che lo Stafilococco facilitasse nei malati FC la colonizzazione di Psedomonas aeruginosa ed altri patogeni importatnti: a tale scopo per molto tempo in Inghilterra fu adottato un protocollo che prevedeva fin dalla diagnosi il trattamento cronico preventivo contro Stafikococco anche in assenza del batterio. Tale pratica, ad un esame accurato dei dati si rivelò poi non efficace.

Va ricordato che sono in causa due categorie di Stafilococco: lo Stafilocco multisensibile agli antibiotici (denominato MSSA) e lo Stafiolococco multiresistente agli antibiotici (MRSA).

Nella pratica corrente, si usa trattare il MSSA isolato dalle colture di escreato o di tampone faringeo solo quando vi siano sintomi di infezione o di esacerbazione infettiva in cui lo Stafilococco sia il batterio unico o predominante delle colture. Si accetta quindi l’idea che, in mancanza di evidente infezione respiratoria MSSA si comporti da sempice “commensale”. Sul problema di trattare o non trattare e come trattare MSSA in FC una recente revisione della letteratura ha individuata ben 57 studi clinici, nessuno dei quali rispondeva peraltro ai criteri necessari per ricavarne evidenze cliniche utili, cioè studi randomizzati, controllati in doppio cieco (1). Pertanto al momento ci si basa sul ragionamento e sul buon senso clinico.

Diverso comportamento richiede invece lo Stafilococco multiresistente (MRSA), cui si attribuisce una maggiore rilevanza patogena in FC. Vi sono linee guida che raccomandano il trattamento di eradicazione alla sua prima comparsa nell’esame colturale delle vie aeree (2).

Su questo sito si trova sul probllema una messa a punto di alcuni anni fa, di validità ancora attuale (3)

1) Ahmed MI, Mukherjee S Treatment for chronic methicillin-sensitive Staphylococcus aureus pulmonary infection in people with cystic fibrosis.. Cochrane Database Syst Rev. 2018 Jul 27;7(7)
2) Vallières E, Rendall JC, Moore JE, et Al. MRSA eradication of newly acquired lower respiratory tract infection in cystic fibrosis. ERJ Open Res. 2016 Mar 15;2(1).
3) Stafilococco meticillino-resistente (MRSA) in FC: situazione attuale e prospettive per nuove strategie di trattamento, 12/05/2015

G.M.


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