Le abitudini alimentari in caso di diabete

autore

Elena

Domanda

Gentilissimi, vi scrivo perché abbiamo bisogno di capirci meglio sulla questione diabete in FC. Il mio compagno, affetto da FC, ha 46 anni, da 6 anni assume con regolarità Trikafta/Kaftrio, con grandissimi benefici per la sua salute. Aveva recuperato capacità respiratoria, test del sudore con risultati sorprendenti, aveva assunto peso. È insorto un po’ per volta però il diabete che sta veramente complicando la situazione. Ci sono volte dove, a fronte della stessa dieta, stessa quantità di insulina assunta, la glicemia schizza alle stelle oppure scende in stadi di ipoglicemia. La dietologa del reparto diabetologia (non specializzata in FC) gli ripete che deve seguire le linee guida di una dieta per diabetici, quindi calcolando i carboidrati , gli zuccheri ecc. Anche i medici FC che lo seguono dicono che deve curare il diabete come un diabete “normale” non conseguenza della fibrosi cistica. Solo che da quando il mio compagno ha timore dell’iperglicemia è molto frenato con l’assunzione di cibo, fa spuntini sporadici e non molto nutrienti, metti anche lo stress lavorativo che lo affligge, sta dimagrendo continuamente, raggiungendo i livelli di peso pre Trikafta. Come comportarsi quindi con questa malattia così complicata quale il diabete? Grazie infinite.

Risposta

Il diabete è abbastanza frequente negli adulti con fibrosi cistica (FC). È una complicanza che va curata con attenzione poiché può portare a lungo andare a diverse ulteriori complicazioni. I due cardini della cura sono la somministrazione di insulina e una alimentazione controllata soprattutto nell’apporto di carboidrati (zuccheri).

Occorre ovviamente modificare le abitudini alimentari legate alla FC, in particolare la dieta “ipercalorica”, ricca di grassi e di carboidrati. Per il diabete serve infatti un controllo dell’introduzione di carboidrati, la cui quota va ridotta e adeguata alle dosi di insulina. Comprendiamo che non è semplice cambiare abitudini alimentari, ma ciò va fatto con gradualità. Il centro per il diabete deve essere il riferimento sia per le dosi di insulina che per l’alimentazione. Per aiutare nella autogestione del diabete sono disponibili oggi diversi dispositivi sia per controllare la glicemia che per somministrare l’insulina: lo specialista del diabete saprà orientare chi ci scrive in modo da evitare sia le ipoglicemie che le iperglicemie.

Dott. Cesare Braggion, Direzione scientifica FFC Ricerca