Rispondiamo punto per punto.
Non avendo accesso ai dati completi dello studio qualsiasi interpretazione deve essere considerata con cautela. L’ipotesi che il sistema di delivery possa aver contribuito agli eventi di tollerabilità osservati è scientificamente plausibile. Le nanoparticelle lipidiche sono infatti note per poter indurre, in alcuni contesti, risposte infiammatorie innate, in particolare a livello polmonare, e questo aspetto è stato oggetto di attenzione anche in altre applicazioni della tecnologia a mRNA.
Allo stesso tempo, anche un’espressione elevata di CFTR in cellule dell’epitelio respiratorio che normalmente ne esprimono quantità limitate o nulle potrebbe teoricamente contribuire a risposte biologiche non previste o a fenomeni di non tollerabilità, sebbene al momento si tratti di ipotesi che richiedono ulteriori conferme sperimentali.
I sistemi di delivery in sviluppo nell’ambito del progetto GenDel-CF sono diversi rispetto a quelli usati per VX-522. In particolare, stiamo valutando diverse formulazioni lipidiche, incluse nuove classi di molecole sviluppate dal laboratorio del prof. Mansy. Si tratta di sistemi ancora in fase iniziale di caratterizzazione, non ancora testati in vivo e per i quali uno degli aspetti centrali di studio sarà proprio la valutazione della tollerabilità.
Un altro elemento rilevante riguarda la differenza strategica tra GenDel-CF e VX-522. Nel caso degli approcci basati su mRNA per CFTR (come VX-522), l’effetto terapeutico non è permanente e richiede somministrazioni ripetute, con possibili implicazioni sulla tollerabilità nel medio-lungo periodo. Al contrario, le strategie di genome editing sviluppate nell’ambito di GenDel-CF puntano, almeno in linea teorica, a una correzione più stabile del difetto genetico, riducendo potenzialmente la necessità di somministrazioni ripetute e quindi anche l’esposizione complessiva al sistema di delivery.
Per quanto riguarda l'ultima domanda, i sistemi di delivery sono ancora in fase di sviluppo e confronto tra diverse piattaforme. Grande attenzione è oggi rivolta alle LNP (lipid nanoparticles), che stanno mostrando diversi vantaggi in termini di efficienza, versatilità e possibilità di somministrazione ripetuta, motivo per cui rappresentano una delle direzioni più promettenti. Parallelamente, la ricerca sui vettori virali non si è fermata: continua a essere esplorata, anche attraverso sistemi ingegnerizzati come vescicole o piattaforme derivate da componenti virali, con l’obiettivo di migliorarne sicurezza e specificità.
In generale non si tratta di approcci alternativi che si escludono a vicenda, ma di linee di ricerca parallele che stanno evolvendo insieme, ciascuna con punti di forza e criticità specifiche.