Nuovi vettori sintetici a base di lipidi per il trasporto dei farmaci

Nuovi vettori sintetici a base di lipidi per il trasporto dei farmaci
Uno studio esamina il comportamento di particolari lipidi sintetici, come i bolalipidi, analizzando come si organizzano in acqua e sulle superfici e mettendo in evidenza la loro capacità di formare strutture stabili con possibili applicazioni in ambito biotecnologico e farmaceutico.

LUISA ALESSIO, DIREZIONE SCIENTIFICA FFC RICERCA

18 maggio 2026

Le membrane biologiche sono formate solitamente da lipidi (grassi) con una testa idrofila (che attira l’acqua) e due code idrofobe (che la respingono). In ambiente acquoso, queste molecole si organizzano spontaneamente per nascondere le code e proteggerle dal liquido. Oggi, la chimica sintetica permette di progettare molecole con strutture diverse, capaci di organizzarsi in modi nuovi e più stabili rispetto ai modelli naturali. Tra queste ci sono per esempio i bolalipidi, particolari lipidi sintetici con una o due estremità che interagiscono bene con l’acqua e una parte centrale che invece tende a evitarla e per questo possono auto-organizzarsi formando strutture ordinate.

Sulla rivista internazionale Biophysical Journal è stato pubblicato uno studio (questo) coordinato da Sheref Mansy, sostenuto dal progetto strategico FFC Ricerca GenDel-CF, che analizza il comportamento di specifici bolalipidi confrontandolo con lipidi tradizionali, per capire come si organizzano in acqua e sulle superfici. I ricercatori hanno distinto in particolare tra forme simmetriche e asimmetriche, per osservare come cambia il loro modo di organizzarsi. Attraverso tecniche fisico-chimiche hanno studiato sia il comportamento in soluzione sia quello su superfici, evidenziando che la struttura chimica influisce in modo decisivo sulle proprietà finali. Anche fattori ambientali come il pH contribuiscono a determinare se le molecole si dispongono in strutture più compatte, più aperte o aggregate. Inoltre hanno visto che il loro comportamento non è rigido ma dinamico, cioè capace di adattarsi alle condizioni esterne.

Uno degli aspetti più interessanti è che, a differenza dei lipidi comuni che formano strutture a “micella” (piccole sfere piene), i bolalipidi riescono a formare delle vescicole stabili, ovvero delle minuscole sfere cave simili a bolle d’acqua. Queste “bolle” si comportano in modo unico quando toccano una superficie: sono molto resistenti ma, allo stesso tempo, hanno un’interfaccia molto dinamica. Questa combinazione di stabilità e flessibilità rende tali strutture particolarmente interessanti, perché suggerisce che possano interagire con le membrane cellulari in modo diverso rispetto ai sistemi tradizionali.

In prospettiva, ciò apre possibilità importanti nel campo biotecnologico e medico, soprattutto per il trasporto di farmaci o terapie avanzate. Vescicole di questo tipo potrebbero infatti proteggere il principio attivo durante il trasporto nel corpo e rilasciarlo in modo più mirato, migliorando l’efficacia delle cure e riducendo gli effetti collaterali.

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