Cateteri venosi impiantabili: ampia esperienza di un centro inglese

Cateteri venosi impiantabili: ampia esperienza di un centro inglese

In particolari condizioni della malattia FC, quando vi è necessità di infondere con particolare frequenza e in maniera prolungata antibiotici e altre sostanze (per esempio liquidi o sostanze nutritive), si ricorre all’impianto di “cateteri venosi centrali”. Questi sono particolari cateteri che hanno un’estremità che porta ad una vena profonda del corpo o , meglio nell’atrio destro del cuore, e un’altra estremità che rimane più superficiale, appena sotto la pelle: qui vengono fissati e dotati di un sistema d’accesso abbastanza semplice e con il tempo poco doloroso. In questo modo si può ovviare alla necessità di dover continuamente bucare le vene delle mani e delle braccia per infondere le terapie. Non ci sono molti studi sulla durata di questi dispositivi e sulle complicazioni cui possono esporre. Un progetto di ricerca finanziato da FFC riguarda proprio quest’argomento, è il Progetto FFC #16/2008: “Studio osservazionale sulle complicanze degli accessi venosi centrali totalmente impiantabili, tipo Port, nelle persone affette da fibrosi cistica” .

La ricerca che segnaliamo (1) descrive la notevole esperienza nata dalla collaborazione fra il Centro FC Adulti di Birmingham e i Chirurghi Vascolari dell’Ospedale dove il centro ha sede: in 10 anni, dal 1986 al 2006 , essi hanno applicato, in 109 malati FC di età superiore a 16 anni , 165 cateteri venosi. Lo studio si basa sull’analisi retrospettiva dei dati riportati nella cartella clinica del malato. L’inserzione del catetere è avvenuta in genere mediante un breve intervento chirurgico in anestesia generale, la vena usata è stata per lo più la vena cefalica raggiunta nella zona anteriore del torace, in prossimità dello sterno; oppure la giugulare interna, la succlavia, la basilica.

Colpisce la notevole durata di questi cateteri: nella metà dei casi funzionano per circa 4 anni (da 6 a 4440 giorni, valore mediano 1441 giorni!); come pure colpisce la bassa incidenza di complicazioni, bassa soprattutto se calcolata rispetto al parametro “tempo di durata” del catetere: 0.58 complicazioni in 1000 giorni! Le complicazioni sono distinte in precoci (entro i 30 giorni dall’inserzione) e tardive (oltre i 30 giorni). Solo 3 le precoci (un’infezione del catetere, un trasudamento e un dolore importante), 82 le tardive: prevalgono le occlusioni del catetere (33 casi), che compaiono in un lasso di tempo compreso fra 42 e 4400 giorni, mediana 510 giorni; seguite dalle infezioni (22), e dal trasudamento (dimostrato radiologicamente) del liquido attraverso la parete del catetere stesso (15). Trombosi della vena in cui il catetere era inserito, in 5 casi.

E’ interessante notare che gli autori dello studio, che sono dei chirurghi, attribuiscono i buoni risultati della loro esperienza sostanzialmente a due fattori: la particolare tecnica chirurgica da loro adottata per l’inserzione del catetere, e la particolare abilità raggiunta nel buon mantenimento del catetere da parte del personale specializzato del centro di cura e dei malati stessi a casa.

1) Royle TJ, Davies RE et all “Totally implantable venous acess devices-20 years’experience of implantation in cystic fibrosis patients” Ann R Coll Surg Engl 2008Nov; 90 (8):679-84

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